Fermiamo il bagarinaggio online!

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Ricordate il servizio delle Iene andato in onda più di un anno fa che denunciava il fenomeno del “secondary ticketing” (ovvero bagarinaggio on line)? Per cui gli utenti, dopo pochi minuti dalla messa in vendita dei biglietti di importanti concerti come quelli dei Coldplay o di Bruce Springsteen, non trovavano più biglietti, che però erano già disponibili su siti, spesso stranieri, ad un prezzo anche dieci volte maggiore di quello iniziale?

Il governo sembrava aver reagito prontamente con un emendamento presentato in commissione Bilancio che introduceva il divieto di esercitare la pratica del bagarinaggio online, prevedendo multe da 30mila a 180mila euro per ciascuna violazione accertata.

I danni causati dal fenomeno – si legge ancora nella relazione – sono a carico dell’erario “per la mancata corresponsione di maggiori imposte”, dei consumatori che vengono “penalizzati dal ricarico spesso fortissimo sul prezzo con grave distorsione della fruizione”, e anche di autori, artisti ed editori “per la mancata corresponsione dei relativi diritti”.

A distanza di un anno, dove l’argomento è di nuovo tornato sotto totale silenzio, questo emendamento è ancora fermo e non ne è presente traccia di attuazione nella nuova Legge di Bilancio per il 2018 appena presentata.

Chiediamo quindi che il Governo trasformi in legge l’emendamento prevedendo sanzioni chiare per chi vende il biglietto acquistato regolarmente ad un prezzo maggiorato.



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