Gentile Onorevole Minniti, non ce la facciamo più!

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Gentile Onorevole Ministro Marco Minniti,

siamo ancora noi precari, vincitori dal 2 gennaio 2008 di un concorso pubblico per titoli ed esami che dall’anno 2003 continuano a prestare servizio presso gli sportelli unici per l’immigrazione, le commissioni territoriali per la protezione internazionale, gli uffici di cittadinanza delle prefetture e gli uffici immigrazione delle questure, con il personale ex AGES ed ex SSPAL, a scegliere la via di una lettera aperta al Ministro dell’Interno, un ultimo vero appello per la definitiva stabilizzazione della nostra esistenza e delle nostre famiglie.

Onorevole Ministro, noi desideriamo partecipare con Lei al cambiamento dell’Amministrazione e fare nostra la Sua decisa dichiarazione: “Il tempo delle parole è finito, ora servono i fatti”. Noi precari, Onorevole Ministro, NON CE LA FACCIAMO PIU’ a condurre un’esistenza precaria succube dei nostri contratti con un lavoro “a termine”.

Perché, Onorevole Ministro, se è vero che abbiamo iniziato a lavorare per fronteggiare la prima emergenza immigrazione che portò alla sanatoria del 2002, è anche vero che oggi quell’emergenza è divenuta sistemica, addirittura abbiamo assistito ad emergenze nell’emergenza, come le 300.000 domande di flussi di lavoro tra il 2007/2008, la regolarizzazione del 2009 e la successiva del 2012.

Nonostante la nostra presenza, gli Sportelli Unici per l’Immigrazione e gli Uffici di Cittadinanza presso le Prefetture e quelli degli Uffici Immigrazione delle Questure siano oggi congestionati dall’enorme mole di lavoro, l’emergenza immigratoria odierna insiste sul fenomeno degli sbarchi, sul quale il Ministero resosi conto dell’eccessiva carenza di organico derivante dal blocco del turn over, per far fronte a tale urgente bisogno, ha deciso l’avvio di un bando di concorso per affiancare al settore immigrazione dei funzionari (250), ma lo fa trascurando la stabilizzazione di tutti noi, coadiutori amministrativi contabili del Ministero dell’Interno che in quel settore immigrazione ci lavoriamo dal lontano 2003.

Le situazioni cambiano continuamente nel nostro Paese, ma il fenomeno immigrazione si sviluppa in modo sempre più imprevedibile, il caso ormai non è più temporaneo o eccezionale, ma è divenuto persistente, per cui, Onorevole Ministro, stiamo assistendo ad un radicamento di un nuovo assetto sociale in cui il Ministero dell’Interno risponde in modo poco stabile.

La crescente complessità di tale situazione, di conseguenza, ha portato alla divaricazione tra forma e sostanza, tra quelli che sono gli interessi dell’Amministrazione dell’Interno e i servizi offerti, e quelli essenziali di tutela del personale alle sue dipendenze addetti a tali compiti.

La congiuntura critica del momento, tra l’altro, associata ad una serie di determinanti sfavorevoli che incrementano in modo notevole il flusso migratorio, oggi è divenuto incontrollabile.

Lei, Onorevole Ministro, sta egregiamente lottando con l’Unione Europea per tutelare la dignità e il diritto dei migranti ad aspirare ad un’esistenza degna, ma questa in Italia è strettamente correlata ad un’Amministrazione dell’Interno pronta a rispondere efficientemente; questo Lei lo sa bene che, purtroppo, non avviene a causa della mai gestita estrema carenza di personale amministrativo.

Una soluzione strutturale e di maggiore sistematicità quella richiesta per organizzazione interna, che invece si concretizza attraverso l’incremento di una dotazione organica nel valore di quantità e di qualità delle risorse umane qualificate, idonee per lo svolgimento di tale compito istituzionale.  

Il nostro nemico oggi, Onorevole Ministro, è l’esasperazione di continuare a condurre un’esistenza precaria causata dall’impossibilità di usufruire di tutti quei normali diritti individuali che solo un contratto di lavoro a tempo indeterminato può garantire, e che dal 2003 è stato assicurato ad un numero molto esiguo ed ingiustificato, i numeri al momento sono chiari 99 + 50 + 44, rispetto all’effettivo fabbisogno di un’Amministrazione e al buon andamento che intende perseguire con fermezza, la stessa che Lei sta dimostrando.

Abbiamo apprezzato molto le Sue dichiarazioni durante l’incontro del 30 marzo 2017 con le OO.SS. La Sua sensibilità rivolta a tutti noi, e quel gradito pensiero di un Ministro che “tiene molto a cuore la situazione dei precari”, ha fatto la vera differenza.

La differenza di chi sa bene che dietro il ruolo professionale di tutto il personale a tempo determinato, ci sono i volti di donne e uomini che hanno famiglie, hanno figli, hanno genitori da assistere.

Dietro questa “lunga odissea” di anni da precari, c’è la vita di ognuno di noi, e questo nostro ultimo appello per essere stabilizzati risponde all’esigenza di conciliare con serenità il futuro delle proprie famiglie con quello del benessere nel proprio posto di lavoro.  

L’appello urgente che sottoscriviamo, Onorevole Ministro, è pari all’importanza, la serietà e la professionalità con cui noi lavoratori a tempo determinato operiamo quotidianamente nell’interesse del Ministero dell’Interno da quasi 14 anni.

Noi, NON CE LA FACCIAMO PIU’ a condurre un’esistenza “a termine”, con questa lettera affidiamo a Lei il nostro futuro.

Confidiamo nella Sua sensibilità e auspichiamo che Lei ci voglia riconoscere quello stesso diritto di un’esistenza degna per il quale Lei, Onorevole Ministro, si batte tanto alacremente con i Suoi omologhi nell’Unione Europea.

Con l’occasione desideriamo inviarLe i nostri cordiali saluti.

I dipendenti precari sottoscrittori dell’appello al Ministro Minniti



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