Rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale della Sanità Privata

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In Italia esistono oltre 150.000 lavoratori che quotidianamente si occupano della salute dei cittadini. Sono lavoratori dipendenti di aziende private, di fondazioni, di enti religiosi, del no profit, delle cooperative. Sono lavoratori che percepiscono uno stipendio da un ente di diritto privato ma che a sua volta, grazie a convenzioni con Il Sistema Sanitario Pubblico, è finanziato da tutti noi contribuenti.

Sono lavoratori che erogano prestazioni sanitarie pubbliche ma che non sono dipendenti pubblici e che percepiscono uno stipendio  inferiore, rispetto al pubblico, anche di 200 euro al mese, soprattutto nelle categorie meno professionalizzate e con minor reddito. Il contratto di questi lavoratori è scaduto da oltre 10 anni e le organizzazioni dei datori di lavoro ancora non hanno nessuna intenzione di procedere al rinnovo. Tuttavia, ogni anno, le aziende rinnovano i contratti con il Sistema Sanitario Pubblico per l’accreditamento dei posti letto e delle prestazioni, contrattando un prezzo vantaggioso. Ma è evidente che a renderli competitivi è il fatto che approfittano del minore costo del lavoro, ovvero degli stipendi più bassi che pagano ai loro dipendenti.

La gestione da parte dei privati della salute, un Bene Pubblico, può anche essere vista come una opportunità se le regole sono identiche, se la priorità è data all’interesse collettivo e al rispetto del Diritto Costituzionale. Ma ci permettiamo di ricordare che un privato segue le regole del mercato e vende solo quelle prestazioni che sono per lui remunerative lasciando in disparte quei servizi essenziali che più di altri servono ai cittadini e che rimangono in carico al sistema pubblico.

Vi invitiamo a sollecitare gli organismi competenti perché attuino strategie volte a sanare questa disparità e auspichiamo che nei futuri criteri da rispettare per l’accreditamento sia inserita anche una norma che esiga il rinnovo e la corretta applicazione del Contratto Collettivo Nazionale della Sanità Privata.

Solo se all’ interno del Sistema Sanitario Nazionale  il costo del lavoro, pubblico o privato sarà uguale potrà essere garantita la piena tutela della salute di tutti.