Calabria, siamo al collasso. Emergenza Randagismo 2019

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Il movimento Onda Calabra Animalista, ha rilevato che:

  • il fenomeno randagismo nella Regione Calabria ha assunto caratteri emergenziali;
  • l’origine del fenomeno è da ravvisarsi nella mancata applicazione da parte degli Enti preposti (ASP, Regione e Comuni) della L. 281/91, che prevede quale primaria misura di contrasto al randagismo il controllo delle nascite di cani e gatti, nonché l’obbligo di iscrizione all’anagrafe canina dei cani di proprietà;
  • tale negligenza - ormai trentennale – ha provocato l’incessante proliferazione di cani e gatti, nella maggioranza dei casi di proprietà, ma incustoditi e pertanto liberi di riprodursi sul territorio: essi costituiscono la principale origine di gravidanze indesiderate e quindi di potenziali cucciolate abbandonate o cedute incautamente senza identificazione;
  • i motivi della disapplicazione delle normative in materia sono molteplici (a titolo esemplificativo: mancanza di strutture, mancanza di coperture finanziarie, esclusiva destinazione dei fondi al mantenimento dei cani nei canili, assoluta noncuranza degli amministratori pubblici, motivi culturali);
  • il danno erariale conseguente al randagismo è significativo ed è ormai evidente che la cattura dei randagi e la detenzione nei canili - strutture costose, sovraffollate e spesso gestite in contrasto alle prescrizioni di legge - non è assolutamente risolutiva;
  • urgono interventi mirati e improcrastinabili, in vista di una maggiore tutela non solo degli animali (spesso vittime, come riscontrabile da numerosi e deplorevoli fatti di cronaca, di sevizie e morti violente), ma anche dei calabresi stessi (vittime di incidenti stradali, aggressioni, problematiche igienico-sanitarie).

Le possibili soluzioni sono:

  1. gli Enti preposti alla gestione del randagismo devono mettere in atto le misure prescritte dalle norme vigenti, in particolare avviando immediatamente la dovuta attività di controllo e vigilanza circa l’osservanza dell’obbligo di iscrizione in anagrafe canina dei cani detenuti da privati cittadini, al fine di contenere il diffuso fenomeno degli abbandoni;
  2. deve venire consentita, rendendola effettiva ed operante, l’attività di sterilizzazione e successiva re immissione sul territorio da parte dei Comuni dei cani e dei gatti vaganti, anche mediante erogazione di finanziamenti specificamente destinati;
  3. deve essere istituito un piano straordinario, almeno biennale, che preveda la sterilizzazione gratuita dei cani e dei gatti di proprietà, fonte primaria di cucciolate indesiderate e abbandonate (piano straordinario già attuato con significativi risultati nella Regione Basilicata e nella Regione Sardegna).


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