Petizione per mettere in sicurezza il VOTO DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO

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Durante le elezioni politiche del 2006, 2008, 2013, 2018 gli italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE (anagrafe consolare residenti estero) hanno votato per eleggere 6 senatori e 12 deputati.

Il voto avviene per corrispondenza, con un sistema che si è dimostrato non sicuro. Attualmente il regolamento prevede l'invio di una busta all'indirizzo di residenza corrispondente all'elettore. Questa busta contiene il certificato elettorale, la scheda elettorale e arriva poche settimane prima della data delle elezioni in Italia.

Questo voto è stato spesso intercettato in maniera criminale, grazie a un sistema troppo aperto che si presta a manomissioni. A causa di ciò è stato negato uno dei primi diritti civili di ogni vera democrazia: il voto libero e segreto.

Questo problema riguarda oltre 5 milioni di elettori che hanno il diritto e il dovere di partecipare alle elezioni.

L'organizzazione tecnica del voto all’estero è affidata al Ministero degli Affari Esteri, che richiede ai cittadini di tenere aggiornato l'indirizzo di residenza comunicandolo per tempo e che dirama tutte le comunicazioni elettorali per mezzo dei vari siti internet e altri media che arrivano in tutto il mondo. Soprattutto, gestisce la distribuzione e la raccolta di queste buste che vanno compilate a casa dagli elettori, e poi inviate alla sede consolare di riferimento con un plico che contiene la scheda e il certificato elettorale. 

Dati alla mano, una percentuale stimata tra il 25% e il 35% di queste schede/buste viene “persa” nei vari sistemi postali.

 

Un'altra percentuale - che non possiamo quantificare - finisce nelle mani dei "cacciatori di schede", come dimostrato da recentissime accuse e i filmati apparsi. Si parla di un sistema di "intercettazione" di queste buste, che vengono portate in vari punti di raccolta organizzati a dovere, oppure prelevate dal sistema postale dei vari paesi attraverso un sistema di corruzione diffuso. 


Siamo giunti a pensare che la truffa ai danni dei cittadini e dello Stato venga perpetrata in più punti del processo, sia all’estero che in Italia, presso gli uffici preposti allo spoglio e alla validazione, arrivando all’immissione di dati falsati, per operare un raffinamento finale dei risultati.

Chiediamo, dunque, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di ordinare la revisione di questo sistema truffaldino, che non fa onore al nostro Paese.

Chiediamo che venga potenziato immediatamente il sistema di controllo del voto per corrispondenza, garantendo i diritti elettorali a quei 5 milioni di nostri connazionali residenti all’estero che ne sono stati privati.


Le nostre richieste al capo dello Stato sono le seguenti:

1.    Avviare in tutte le Ambasciate una campagna informativa online riguardo questo problema e sul sistema di voto estero.

2.    Studiare delle alternative al voto per corrispondenza postale, valutando la possibilità di voto presso le Ambasciate o le sedi consolari, con presentazione di documenti di riconoscimento e spoglio delle schede, senza inviarle ancora chiuse a Castelnuovo di Porto, come si fa attualmente con i disastrosi risultati che possiamo vedere. 

3.    Attivare dei controlli incrociati, come l’introduzione del bar-code sulle buste, con un codice criptato.

4. Studiare un sistema elettronico di voto, e di controllo che permetta di verificare la validità della scheda votata rispetto al certificato elettorale corrispondente, salvaguardando sia l'autenticità del voto, che il suo anonimato.

Viva l’Italia, viva il Presidente!

Rocco Papapietro & Angelo Paratico



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