Salviamo Noura, sposa bambina condannata a morte per essersi difesa dal marito stupratore

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Noura è una ragazzina sudanese di 15 anni che a 13 anni è stata costretta dalla famiglia a sposarsi contro la sua volontà. A due anni dal rito religioso, Noura e il marito hanno celebrato anche il rito legale, che sancisce secondo la legge del Sudan la legittimazione della consumazione del matrimonio. Durante il viaggio di nozze a Khartoum, Noura, dopo giorni di rifiuto, viene violentata dal marito in presenza di parenti. Il giorno seguente il marito tenta nuovamente di abusare di lei, ma la ragazza reagisce accoltellandolo e ferendolo a morte. 

Il 19 aprile 2018, Noura viene condannata a morte per decapitazione, in accordo con la sharia, o legge islamica, secondo cui l'omicidio deve essere punito con pena di morte, cui si può eludere solo tramite pagamento di multe astronomiche. 

Tuttavia, nel caso di Noura, questa via sarà difficilmente praticabile, in quanto la famiglia del marito è molto ricca e preferirà punirla piuttosto che ricevere un ritorno economico; inoltre, la famiglia di Noura le ha scelto di voltarle le spalle, è stato anzi lo stesso padre a consegnarla alla polizia.

Oggi, 10 maggio 2018, si terrà la fase finale del processo, che confermerà o invaliderà la sentenza del 19 aprile: l'unico spiraglio di speranza per Noura potrebbe essere un intervento diretto da parte del Presidente del Sudan Omar Hasan Ahmad al-Bashir. 

Sembrerebbe tardi per Noura, ma forse c'è ancora una speranza.

Vi prego di unirvi al mio appello, chiediamo a Omar Hasan Ahmad al-Bashir di concedere la grazia a Noura, che non ha fatto altro che difendersi da un marito violento che abusava di lei contro la sua volontà. 

 



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