Inserimento del ruolo di Farmacista Prescrittore in Italia per nuovi posti di lavoro..!

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In Italia si sta verificando un problema Sanitario enorme, quello della mancanza di 16.500 medici specialisti da qui al 2025, con numeri che continuano ad aumentare.

Questo é generato un po’ dalle scellerate riduzioni ottenute con i test di ingresso in medicina e chirurgia e con i pochi posti a concorso per le specializzazioni mediche,  messi a disposizione dei giovani dottori che avrebbero voluto imparare e migliorarsi. 

Di qui la necessità per molti dei nostri ragazzi di dover espatriare per continuare la professione o restare precari in attesa di nuove opportunità.

Di contro una schiera di FARMACISTI (da stime si valutano circa 50.000 disoccupati al 2040) che sono bloccati dagli inciuci del mercato libero e del capitale, da un sistema lavoro che non permette loro di avere sbocchi lavorativi (si conta una sola specializzazione riconosciuta che é la Farmacia Ospedaliera) oltre a semplici contratti sottopagati o di stagista sia in farmacia che in azienda, non essendoci grosse opportunità che neanche il concorsone del 2013 con le aperture di nuove sedi ha prodotto.

Ma una carenza di medici, in particolare con gli studi dei medici di base sovraffollati e un lavoro immenso che ogni giorno i farmacisti debbono fare potrebbe essere risolta con estrema facilità. 

Come?

Inserendo in Italia la specializzazione in FARMACISTA PRESCRITTORE, un mix tra il farmacista classico ed il clinico (con maggiori competenze di primo soccorso medico), che permetterebbe il reinserimento dei medici, anche quelli di base, in un ruolo professionale che tanto gli spetta per percorso di studi in centri specializzati o negli ospedali, dando la possibilità di sgravi sugli angusti compiti (si annoverano le ore in ufficio a compilare e trascrivere solo ricette per terapie croniche ormai valutate).

L’inserimento di un progetto del genere non solo permetterebbe di dare nuove possibilità ai medici, ma soprattutto aprirebbe un mondo lavorativo per tantissimi farmacisti (magari inserendo anche una presenza obbligatoria di questi all’interno di Case di Cura, Case Circondariali, ecc), che potrebbero approfondire ed avere un ruolo consulenziale di maggiore rilevanza (consulenze che in realtà giornalmente svolgono), attraverso anche la prescrizione di terapie croniche che migliorerebbero ulteriormente il rapporto con i clienti/pazienti (modo per non far fare file inutili negli studi medici). 

Anche noi Farmacisti vogliamo tornare ad avere un ruolo migliore, in una realtà dove giornalmente diamo il massimo per essere all’altezza delle aspettative dei nostri clienti, offriamo servizi, facciamo favori senz’altro però avere mai alcun tipo di gratificazione (vedi contratto ormai disallineato agli standard lavorativi) e di prospettive di crescita personale e sociale.