PETIZIONE CHIUSA
Diretta a Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini ed a(d) 5 altri

Non dimentichiamo le vittime del Vajont

Ogni anno, da dieci anni, noi Cittadini per la memoria del Vajont organizziamo una Notte della memoria nel corso della quale ci si raduna sulla frana ai piedi della diga per raccontare storie che riguardano non solo il Vajont, ma anche altre tragedie in cui il profitto è stato posto al disopra della vita delle persone. 

Negli anni, ci hanno accompagnato testimoni e testimonianze da ogni parte d'Italia e del mondo, dai morti dell'amianto, alle vittime di Beslan e di Bhopal, dalle storie degli incidenti sul posto di lavoro, alle tragedie dell'immigrazione, ai morti di mafia e delle alluvioni. 

Il profitto uccide senza pietà quando lo Stato e noi stessi non vigiliamo abbastanza. 

Ora chiediamo che vengano rimesse al loro posto le lapidi rimosse dal cimitero di Fortogna dieci anni fa. Può sembrare, a chi non è a conoscenza della storia del Vajont, una richiesta di poco conto, banale e forse anche inopportuna in un momento di grave crisi per il nostro Paese. 

Ma non è così: quando un popolo cancella la sua Storia, la sua Memoria, non fa che ripetere infinitamente gli stessi errori e gli stessi orrori. 

C'è una giustizia che non si otterrà mai nei tribunali, non si otterrà mai sulle pagine dei giornali importanti o negli show tv. E' la giustizia che implica la partecipazione attiva di tutti noi, l'accompagnamento delle vittime fino in fondo, fino a quando non si raggiunge l’obiettivo. Partecipare, non sentirsi esclusi dalle decisioni che ci riguardano è un alto esempio di democrazia, la democrazia dal basso, così importante per formare una classe politica e dirigente, pulita e capace, che sia all'altezza del suo ruolo. 

Cosa ha insegnato il Vajont? Che una democrazia corrotta è la peggiore delle dittature.

Noi Cittadini per la memoria del Vajont chiediamo al sindaco di Longarone Roberto Padrin che, a dieci anni dalla loro rimozione, vengano ricollocate all'interno del cimitero di Fortogna le lapidi che i famigliari delle vittime avevano depositato accanto alle tombe dei loro cari.

Le lapidi sono sacre, sono memoria, sono un pezzo della Storia d' Italia e come tale vanno esposte ai visitatori del cimitero. Le lapidi hanno voce e parlano. Non vanno soffocate per cancellare la vergogna di un eccidio avvenuto con gravi responsabilità da parte delle più alte istituzioni italiane. Responsabilità per le quali, in occasione del 50° anniversario della strage, il presidente del Senato Pietro Grasso, a nome del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha portato formalmente le scuse dello Stato ai superstiti e a tutti i cittadini italiani.

Chiediamo che il sindaco Padrin faccia sua questa nostra richiesta.

Grazie,

Lucia Vastano

portavoce dei Cittadini per la memoria del Vajont

Questa petizione è stata notificata a:
  • Presidente della Camera dei Deputati
    Laura Boldrini
  • Presidente del Senato della Repubblica
    Pietro Grasso
  • Presidente del Senato
    Pietro Grasso
  • Presidente della Repubblica
    Giorgio Napolitano
  • Presidente della Camera
    Laura Boldrini
  • SINDACO DI LONGARONE
    ROBERTO PADRIN


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