Non è colpa del destino

Non è colpa del destino

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Quando arriverà a2.500 firme, questa petizione avrà più possibilità di essere presa in considerazione dai media e dai giornali locali!

I 1270 infortuni sul lavoro con esito mortale denunciati all'INAIL nel 2020 si inseriscono in un tragico elenco che unisce casi noti al grande pubblico ad altri sconosciuti e che giunge sino a ieri, anzi sino ad oggi…

Non si tratta di un numero, ma di persone che non ci sono più e che mancano ai loro affetti e alla società. Ad ogni tragedia che cattura l’attenzione dei mezzi di comunicazione si sentono echeggiare i soliti discorsi di circostanza, ci si indigna e… si attende la tragedia successiva.

Si apprende dai giornali che Luana D’Orazio, operaia di 22 anni, è morta pochi giorni fa trascinata da un rullo del macchinario al quale stava lavorando e il primo sentimento che affiora è la rabbia, poi, per l’ennesima volta, ci si domanda se sia solo colpa del destino o se, al contrario, questa giovane mamma avrebbe potuto tornare al suo bambino semplicemente applicando le norme esistenti.

Le Norme ci sono, ma non vengono rispettate, questa è la verità che molto spesso emerge dalle indagini e dalle sentenze. Tuttavia, vi sono aree del Paese in cui i processi in materia di sicurezza non si svolgono e altre realtà in cui essi si svolgono con una lentezza tale che porta spesso alla prescrizione di reati.

Questa situazione produce conseguenze devastanti, diffondendo indifferenza verso la problematica della sicurezza e un'inquietante impressione di impunità in chi danneggia i lavoratori e le imprese virtuose, che subiscono la concorrenza sleale di quanti violano la normativa cogente, nella quasi certezza di non incorrere in alcun tipo di sanzione.

Per cercare di evitare questi terribili eventi avremmo bisogno di sistemi di prevenzione aziendali, che, a partire dai datori di lavoro, sappiano “fare prevenzione” applicando concretamente le Leggi esistenti. E servirebbe uno Stato capace di fare buone indagini e buoni processi, in tempi ragionevoli. Ad esempio, attraverso la creazione di gruppi specializzati che attingano alle competenze dei Tecnici della Prevenzione dei Servizi di Vigilanza delle ASL e alle altre professionalità operanti nell’ambito investigativo con qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria.

L'idea di una procura nazionale del lavoro volta a delineare un'organizzazione giudiziaria innovativa nel campo della sicurezza del lavoro è sostenuta da più parti e oggi il Disegno di Legge presentato al Senato della Repubblica n. 2052 propone nuove “Disposizioni in materia di coordinamento delle indagini nei procedimenti per reati in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro”.
È il momento di superare ogni barriera di appartenenza politica, è il momento di reagire.

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