PETIZIONE CHIUSA

No opere di Damien Hirst - Arezzo-

Questa petizione aveva 21.274 sostenitori


(Italian and English text of the petition)

 Damien Hirst è stato invitato ad esporre una, o più di una, delle sue opere ad Arezzo.

Hirst è diventato famoso per opere e performances di cui fanno le spese gli animali.

Ricordiamo brevemente alcune sue installazioni:

1) Uno squalo tigre di 4 metri di lunghezza immerso nella formaldeide. Lo squalo è stato catturato in natura dietro richiesta dello stesso Hirst appositamente per la creazione dell’opera.

2) Nel 2012 alla Tate Modern Gallery di Londra ha usato farfalle chiuse in due stanze senza finestre. I lepidotteri hanno mangiato, vissuto e sono morti nello spazio angusto dove venivano ferite a morte o uccise dai visitatori che se le scrollavano di dosso e gli camminavano sopra. Ogni settimana gli animali morti venivano sostituiti con altri.

La Tate Gallery ha stabilito che 9.000 lepidotteri siano morte durante l’esposizione dell’opera, altre stime fanno salire fino a 20.000 questo numero. Gli animali utilizzati appartenevano a due specie tropicali, che in natura vivono fino a 9 mesi, mentre nell’esibizione sono durate pochi giorni, a volte solo poche ore.

3) Una mucca e un vitello tagliati a metà esposti in vasche di vetro piene di formaldeide. 

4) Una testa di animale esposta in una teca all’interno della quale si svolge il ciclo vitale di mosche e mosconi che nascono e vivono cibandosi della carne in putrefazione, prima dell’inevitabile morte. 

5) Una tela interamente ricoperta di migliaia di ali di farfalle.  

6) Una bicicletta decorata di ali di farfalle, strappate dai corpi dei lepidotteri da Hirst e dai suoi collaboratori, che fu regalata al ciclista Lance Amstrong, poi al centro di uno scandalo per doping.

La Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA), la più grande organizzazione per la protezione degli animali del regno Unito, è insorta contro l’uso degli animali messi in atto da Hirst, oltre ad altre associazioni.

Le sue opere scandalizzano i visitatori, i critici e coloro che amano gli animali oltre che i difensori dei loro diritti. Fenomeni artistici di questo genere sembrano richiamarsi all’arte degli imbalsamatori, o al feticismo, più che a movimenti artistici degni di nota e non sono certo paragonabili alle proposte di coloro che cercano di fare arte vera.

Le critiche fatte dagli addetti ai lavori a Hirst sono molteplici, ricordiamo la dichiarazione di Julian Spalding che in una intervista per La Repubblica del 4 aprile 2012, non esita, tra le altre cose, a dichiarare: “È un artista fallito che si è preso la sua rivincita con l’ arte. Hirst non ha creato nulla che sia arte in sé. Lo è solo nella mente della gente. Hirst è un imprenditore.”

Anche Robert Hughes per decenni critico solforico di Time,che lo considerava il più grande critico al mondo, dichiarò: "Non è un miracolo che si possa produrre tanto denaro con tanta scarsa abilità?" e inoltre "lo squalo più sopravvalutato al mondo".

E da buon imprenditore di se stesso sembra che Hirst sia “l’artista” attualmente piu’ ricco al mondo.

L’Unione Europea ha riconosciuto gli animali quali esseri senzienti (art. 13 Trattato Comm. EU). Quindi devono essere trattati con il rispetto dovuto ad ogni forma di vita e non come “cose”.

Usare gli animali per uno scopo economico o di celebrità è metodo che ci ripugna in quanto non rispettoso nei loro confronti. Non ci scandalizziamo per un corpo già privo di vita ma ci indigniamo per la mancanza di rispetto che viene evidenziata. Uccidere animali o sacrificarli per cosiddette “opere d’arte” messe in atto allo scopo di richiamare attenzione non ha, e non può avere, nessuna giustificazione artistica. E’, e rimane, un atteggiamento diseducativo non rispettoso della “VITA”.

Rimane anche il fatto, di primaria importanza, che queste "opere" sono fortemente diseducative.

Evidenziamo anche  la contraddittorietà che esiste nell’ospitare le opere di Hirst in una città dove recentemente è stato approvato un “Regolamento Comunale di Tutela e Benessere animali” all’avanguardia, che è già stato riproposto in altre città e alla messa a punto del quale hanno lavorato per più di un anno le associazioni presenti in città che operano in difesa degli animali. 

Esprimiamo quindi il nostro totale disaccordo con la decisione di esporre opere di questo genere.

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 Damien Hirst was invited to exhibit one of his "works" (?) at Icastica, in Arezzo. Hirst is well-known for works and performances where animals are misused. The animals are captured, killed, put in formaldehyde and exposed to public view. His creations are closer to the work of embalmers and fethicism than to true art.

Let us briefly recall some of his installations:

1. A four meters long tiger-shark immersed in formaldehyde. The shark was caught in the wild at the request of the same Hirst specifically for the creation of the work.

2. In 2012, at the Tate Modern Gallery in London he has used butterflies closed in two rooms without windows. The moths ate, lived and died in the cramped space where they were mortally wounded or killed by the visitors that shook them off and walked over them. Every week the dead animals were replaced with new ones. The Tate Gallery has calculated that 9,000 moths have died during the exhibition of the work, other estimates make this number go up to 20,000. The animals used belonged to two tropical species, which in nature live up to 9 months, while in the exhibition they lasted a few days, sometimes just a few hours.

3. A cow and a calf cut in half exposed in glass tanks filled with formaldehyde.

4. A head of an animal displayed in a glass case inside which unfolds the life cycle of flies that are born and live feeding on the rotting flesh, before their inevitable death.

5. A canvas completely covered with thousands of butterfly wings. 6. A bicycle decorated with butterfly wings, torn from the bodies of moths by Hirst and his colleagues, which was given to the cyclist Lance Armstrong.

PETA (People for the Ethical Treatment oif Animals) has defined his works: "sadistic, barbaric and gruesome".

The Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA), the largest organization for animal welfare in the UK, as well as other associations, has risen against the misuse of animals made by Hirst. His works scandalize visitors, critics and those who love animals as well as the defenders of their rights. The criticisms made by insiders to Hirst are multiple.

We remember the statement by Julian Spalding in an interview for The Republic of 4 April 2012, where he does not hesitate, among other things, to declare: “He is a failed artist who took his revenge with Art. Hirst has created nothing that is art in itself. It is only in the minds of the people. Hirst is an entrepreneur”.

Even for decades critic Robert Hughes sulfuric Time, who considered him the greatest critic in the world, said: "It is a miracle that we can make so much money with such poor skills?" and "the shark most overvalued in the world."

And as a good entrepreneur fot himself, it seems that Hirst is currently the richest "artist” in the world.

Damien Hirst himself declares that "the intent of the work is not to scare but to force the viewer to stand in front of a convincing picture of what he normally does not have the courage to look at”. So, provocatively. we ask him to expose, instead of animals, or pieces of decaying animals, parts of human bodies from victims of serial killers. That would be really something you would not normally have the courage to look at, as well as the stimulus for reflection.

The European Union has recognized animals as sentient beings (Article 13 EU Treaty Comm). So they must be treated with the respect due to every form of life and not as "things".Using animals for an economic purpose or to become famous is repugnant to us as it is not respectful towards them.

We are not scandalized by a body already devoid of life but we are outraged at the lack of respect that is highlighted.

The killing or the sacrifice of animals for so-called "works of art", made in order to draw attention d dise oes not have, and can not have, any artistic justification. It is, and remains, a counter-educational lattitude that does not respect "LIFE". We therefore express our total disagreement with the decision to exhibit works of this kind that feed a market of obscenity and horror.

Our protest is for what is happening now in Arezzo but it actually covers every place where people believe in respect for animals.

 



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