Vietare l'intitolazione di Vie e Piazze a Napoleone in Veneto e Friuli Venezia Giulia

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Napoleone Bonaparte è stato un distruttore e stupratore per la Repubblica Veneta, dedicare alla sua persona una via, una piazza o un viale è contro la nostra storia, identità e dignità di Popolo Veneto.

“Ho 80.000 uomini e 20 cannoniere. Non ne voglio più sapere dell’Inquisizione, non ne voglio più sapere del Senato, sarò un Attila per lo Stato di Venezia!”.

Veniamo alla storia:

Bonaparte saccheggiò sistematicamente Venezia: la Zecca e le sue ricchezze inestimabili, l’Arsenale, gli archivi, le biblioteche, i tesori artistici. Come aveva
fatto altrove, esige dai veneziani più ricchi
consistenti “compensazioni” economiche. I più bei quadri – fra l’altro dei Tintoretto, dei Tiziano, dei Bellini – prendono a decine la strada di Parigi - Le nozze di Cana, il capolavoro di Veronese, farà ormai bella mostra di sé nelle gallerie del Louvre,
ribattezzato “Museo Napoleone” nel 1803. Perfino la quadriglia di bronzo che corona la facciata della basilica di San Marco viene smontata e andrà a
ornare l’arco di trionfo del Carrousel a Parigi (verrà restituita nel 1815 in seguito all’abdicazione di
Napoleone, insieme a una grossa parte delle opere
d’arte sottratte dalla Francia). Furti, strupri e trafugamenti hanno un duplice scopo: arricchire la Francia con le meraviglie dell’arte veneziana e lasciare poco o nulla agli Austriaci che di lì a poco prenderanno possesso di una città fantasma. Non dovranno trovare più imbarcazione, perciò vengono distrutti tutti i mezzi navali, compresi i 22 vascelli di linea e le 15 fregate. Non devono mettere le mani su nessun cannone, gli austriaci, perciò viene trasportata altrove l’artiglieria insieme a montagne di munizioni. Vengono addirittura smontate una per una le sontuose decorazioni del celebre Bucintoro, la nave da parata della Serenissima, prima di bruciarle tutte sull’isola di San Giorgio Maggiore per tre giorni consecutivi.

In quanto alla prospettiva di una Venezia
democratica, essa convinse pochi notabili e meno
ancora il popolino il quale, furibondo per la viltà
apparente del Gran Consiglio e indignato
dall’occupazione militare francese, si scatenò in
combattimenti di strada di rara violenza. Ci si batté sul ponte di Rialto dove un cannone, installato in fretta e furia dalle autorità (o da quel che ne restava), fece in pochi minuti sette morti e quindici
feriti. Per la verità, il tradimento di Campoformido e
il comportamento delle truppe d’occupazione
rivelarono ai cittadini di Venezia quanta poca
importanza Bonaparte attribuisse alla loro città rispetto alle sue vaste ambizioni europee che erano
poi quelle del futuro Napoleone I.
D’altra parte, non fu solo la città dei Dogi ad essere
depredata ma l’insieme della Repubblica veneta. Il
trattato dell’ottobre 1797 offriva infatti all’Austria la
quasi totalità dei territori della Serenissima, dal lago
di Garda alle Bocche di Cattaro, vale a dire
“i territori usurpati dalla Repubblica veneta” per riprendere un’espressione austriaca (peraltro sintomatica) utilizzata nel gennaio del 1795 in occasione di un accordo con Caterina II. Con un semplice tratto di penna, lo Stato veneziano veniva smembrato e cancellato dalla faccia della terra.
Come contropartita, le terre venete situate a ovest dell’Adige venivano incorporate alla Repubblica
cisalpina e Francesco II abbandonava alla Francia i
Paesi Bassi austriaci, mentre una clausola segreta le
riconosceva l’annessione di tutta la riva sinistra del
Reno. In questo modo, i Francesi potevano sperare
di dare al loro paese quelle “frontiere naturali”
(Reno, Alpi, Pirenei) che nel 1793 Danton aveva
ardentemente propugnato.
Il 26 giugno 1816, Stendhal ebbe a commentare con
queste parole il sacrificio di Venezia: “Non me la
sento di scrivere. Guardo questo mare tranquillo, e
in lontananza questa lingua di terra chiamata Lido
che separa il mare aperto dalla Laguna e contro la
quale il mare si frange con un muggito sordo. […] e
questa vista così romantica si trova nella città più
civile. Come aborrisco Buonaparte per averla
sacrificata all’Austria!”.

Per saperne di più, clicca qui sotto: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Caduta_della_Repubblica_di_Venezia

E qui per il testo storico integrale:

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=http://www.insula.it/images/pdf/resource/quadernipdf/Q18-05.pdf&ved=2ahUKEwiP_LGE98HaAhWGuBQKHdgNAmgQFjADegQICRAB&usg=AOvVaw3euQJoFZbb1dgPhD1xPypl



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