PETIZIONE CHIUSA

No alla tassa sul telefonino, l'ennesimo regalo alla Siae

Questa petizione aveva 62.842 sostenitori


Aggiornamento: Nonostante il grande successo della petizione “No alla tassa sul telefonino, l'ennesimo regalo alla Siae”, il ministro per i Beni e le Attività Culturali Franceschini ha firmato il decreto che aumenta l’equo compenso, un sovrapprezzo fino a 4 euro su svariati dispositivi tecnologici, destinato ad arricchire di fatto solo le casse della Siae. Ma noi non ci fermiamo: Altroconsumo ricorrerà al Tar per chiedere l’annullamento di questo decreto, che introduce una vera e propria tassa su smartphone e tablet e che andrà ad appesantire la spesa dei consumatori italiani, per oltre 100 milioni di euro all'anno. Continua a sostenerci in questa battaglia. Chiedi anche tu l'annullamento dell'ennesimo regalo fatto alla Siae con i tuoi soldi.

Il nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali Franceschini ha intenzione di firmare il decreto che aumenta l’equo compenso, un sovrapprezzo su svariati dispositivi tecnologici.
Eppure dallo studio voluto dallo stesso Ministero emerge che solo 13 consumatori su 100 usano dispositivi tecnologici per archiviare copie private di musica e film. Quindi, il balzello di 3 e 4 euro chiesto dalla Siae sul prezzo di smartphone e tablet non è giustificato e si tratta solo di una tassa. Ma il ministro Franceschini sembra voler comunque approvare il provvedimento. 

Il precedente Ministro, Bray, aveva bloccato il tutto in attesa di sviluppare un’indagine ad hoc sulle abitudini dei consumatori per verificare se davvero le copie private di opere musicali e cinematografiche siano cresciute negli ultimi tre anni tanto da legittimare addirittura un aumento di ben 5 volte l’equo compenso, come pretenderebbe la Siae.
Finalmente l’indagine è stata resa pubblica e dimostra la fondatezza delle nostre tesi: solo il 13% dei consumatori infatti fa effettivamente copie private e di questi solo 1 terzo usa smartphone e tablet. Se proprio dovesse essere aggiornato, l’equo compenso andrebbe sensibilmente ridotto. 

Il decreto non farebbe altro che innalzare le quote già imposte dal precedente decreto Bondi, portando i precedenti 80 milioni di prelievo annuo a oltre 200 milioni. 

L'equo compenso, destinato ad arricchire di fatto solo le casse della Siae, in alcuni Paesi europei non esiste. In Italia viene soprattutto distribuito tra gli artisti più noti e importanti.

Chi acquista musica e film legalmente da piattaforme online, paga già i diritti d'autore per poterne fruire. Con il decreto queste persone si troverebbero a dover dunque pagare due volte. 

Firma anche tu per chiedere al nuovo Ministro Franceschini di non avallare il decreto: più siamo, più contiamo.



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