No al trasferimento della Dea di Morgantina dal Museo Archeologico di Aidone

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La statua di divinità femminile del tardo V secolo a.C. nota in tutto il mondo come ‘Afrodite Getty’ o ‘Venere di Morgantina’, oggi ribattezzata ‘la dea di Morgantina’, fu trafugata negli anni Ottanta dall’area archeologica nel cuore della Sicilia e acquistata nel 1987 dal J. Paul Getty Museum di Malibù.

A conclusione di decenni di complesse indagini giudiziarie e lunghe trattative diplomatiche che ne hanno permesso l’attribuzione a Morgantina e la restituzione all’Italia, la statua è stata rimpatriata nel 2011, trasportata direttamente da Los Angeles al Museo Archeologico Regionale di Aidone - scelta all’epoca caldamente suggerita dal museo americano - evitando qualsiasi tappa espositiva intermedia che potesse comprometterne lo stato di conservazione e determinare danni connessi alla fragilità della pietra calcarea di cui la scultura è fatta.

Arrivata in Italia imballata in sette enormi casse di legno e ricomposta dagli stessi conservatori del Getty Museum al Museo Archeologico di Aidone con una complessa e delicatissima operazione di montaggio durata diversi giorni, saldamente ancorata a una base antisismica donata dallo stesso museo americano, la statua della ‘dea di Morgantina’ ha rappresentato una svolta epocale nella storia del piccolo museo archeologico di Aidone, già interessato da restituzioni di capolavori illecitamente scavati da Morgantina e rimpatriati di recente: nel 2009 ad arrivare ad Aidone fu la coppia di statue greche arcaiche note come gli ‘acroliti’, già nella collezione Tempelsman, e nel 2010 toccò al tesoro di argenti di età greca restituito dal MET di New York.

Il fortissimo risalto mediatico a livello internazionale della vicenda della ‘dea di Morgantina’, assurta nel mondo a simbolo della lotta contro il traffico illecito di reperti archeologici, ha determinato un aumento esponenziale del numero dei visitatori al museo di Aidone, non solo rafforzando nella comunità locale il senso di identità derivante dal riconoscere in quella pregevolissima scultura un eccezionale segno tangibile del proprio glorioso passato ma anche risollevando l’economia del paese che, nel passato unicamente dedito alle attività agricole, ha scoperto nel turismo culturale una nuova opportunità di crescita.

Per la Regione Siciliana questa restituzione, oltre a rafforzare l’identità del museo archeologico di Aidone come sede privilegiata per il racconto del mito di Demetra e Persefone, divinità greche a cui l’isola di Sicilia era consacrata in antico (ciò motivando la scelta da parte dello stesso Assessorato ai Beni Culturali e Identità Siciliana dell’icona della dea come simbolo del museo di Aidone, che la custodisce), ha rappresentato anche un momento molto importante nei rapporti diplomatici con le istituzioni museali straniere.

                                                Ciò premesso,

in riscontro alla proposta avanzata di recente dall'Assessore ai Beni Culturali e Identità Siciliana, On. Vittorio Sgarbi, in occasione prima di un’intervista televisiva (TG 3 Linea Notte) e poi in varie dichiarazioni alla stampa nazionale e regionale, nonché personalmente ribadita nel corso di un intervento non programmato al Museo Archeologico di Aidone lo scorso 6 Gennaio c.a.,  circa la volontà di trasferire a breve termine la pregevole statua della dea dal Museo Archeologico di Aidone al Museo Salinas di Palermo in occasione degli eventi per ‘Palermo Capitale della Cultura 2018’ e a Roma per un’esposizione temporanea presso il Quirinale, con l’obiettivo di promuovere Morgantina,

-          ritenendo la proposta di trasferimento del reperto seriamente dannosa per la statua - come già dichiarato nel 2010/2011 dai tecnici del Getty Museum che la smontarono in California per rimontarla direttamente in Sicilia, argomento in questi giorni ribadito ulteriormente dal Professore Malcolm Bell, direttore della Missione Archeologica Americana a Morgantina e conoscitore della scultura - oltre che eccessivamente rischiosa e eccessivamente onerosa rispetto al beneficio che il territorio di provenienza ne trarrebbe;

-          considerando la proposta di trasferimento del reperto inaccettabile anche da un punto di vista strettamente politico, poiché in palese contrasto con tutto il percorso progettuale portato avanti dalle Istituzioni e dalla comunità locale in relazione al rientro dei tesori di Morgantina, percorso basato sulla ferma volontà di valorizzare il patrimonio culturale nel proprio contesto di appartenenza;

-          considerando che la normativa nazionale (Legge 137/2002 e successivo D. Lgsl. 42/2004) e regionale (D.G. 155/2013) ha posto limiti alla possibilità di spostare dai musei le opere che costituiscono il fondo principale di una determinata e organica sezione di un museo, in particolare di quelle a rischio di depauperamento. Eventuali deroghe a tale normativa possono essere giustificate solamente per rilevanti motivazioni scientifiche, che nel caso specifico non sono state esplicitate;

-          ritenendo tale progetto l’ennesimo atto che penalizzerebbe fortemente un territorio già fortemente danneggiato dall’inadeguatezza delle infrastrutture e dalla debolezza delle strategie progettuali in ambito promozionale e turistico;

-          ritenendo assolutamente non trascurabile la circostanza che il prestito di reperti da Morgantina, concessi in anni recenti dal museo di Aidone a prestigiose istituzioni regionali, nazionali e internazionali, non ha dato al territorio di provenienza la visibilità tanto attesa. Esempio ne è il “Tesoro di Eupolemo”, il gruppo dei famosi argenti di Morgantina, che da tre anni si trova nuovamente esposto presso il Metropolitan Museum di New York a seguito di quell’accordo per quel prestito periodico quarantennale imposto all’atto della restituzione all’Italia nel 2010. La permanenza degli argenti presso il MET continua a non sortire alcun beneficio per Aidone e il suo Museo in termini di maggiori presenze da parte di visitatori statunitensi. Inoltre, sia l’esposizione degli Acroliti all’Expo di Milano nel 2015 che la ‘tournée’ tra Palermo e Lampedusa dell’ultimo reperto rimpatriato dagli USA in Sicilia nel 2016, la cosiddetta ‘testa di Ade’, non ha minimamente svolto quella funzione promozionale del territorio di provenienza né ha in alcun modo influito sull’incremento dei flussi turistici ad Aidone e all’area archeologica di Morgantina.

                                            si chiede con urgenza

ai Rappresentanti Istituzionali in indirizzo di attenzionare con urgenza e con grande cautela il progetto dell’Assessore Sgarbi, evitandone la realizzazione, e di adoperarsi a livello regionale e nazionale nella progettazione e realizzazione di più consoni interventi derivanti da un’analisi approfondita delle reali e concrete esigenze sia del sito archeologico di Morgantina che del museo archeologico regionale di Aidone. In particolare si ritiene quanto mai urgente migliorare le infrastrutture e i collegamenti tra il centro della Sicilia e il resto dell'isola; investire in interventi di tutela e valorizzazione del sito archeologico di Morgantina; potenziare i servizi offerti ai visitatori sia a Morgantina che al museo archeologico di Aidone; realizzare di un piano di comunicazione e una strategia di marketing seri ed efficaci; attrarre investimenti privati e pubblici a sostegno dello sviluppo economico del territorio ennese; riprendere a livello regionale il percorso di istituzione del parco archeologico di Morgantina, che possa finalmente garantire autonomia economica al sito e al suo museo.

Per favorire il turismo nelle aree marginali della Sicilia, come la provincia di Enna, non si ritiene prioritario promuovere il patrimonio culturale con esposizioni fuori dall’isola ma piuttosto creare valide occasioni di promozione e valorizzazione in loco. Ciò che risulta assolutamente improcrastinabile è intervenire sulla viabilità ma anche, più semplicemente, garantire l’ordinaria manutenzione dei siti che godono già di un’impareggiabile bellezza, meritevole di essere salvaguardata e preservata da interventi che ne snaturerebbero la vera essenza.

L'Identità Siciliana e i suoi Beni Culturali vanno difesi e valorizzati non depauperando quelle comunità che, seppur piccole per dimensioni, sono grandi per cultura e storia ma sostenendole in un percorso virtuoso di tutela, valorizzazione e promozione!

Alessandra Mirabella, presidente Archeoclub d'Italia Onlus
sede "Aidone-Morgantina"

Serena Raffiotta, archeologa



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