NO AL PONTE IN CASA DI DONATELLA

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Sta accadendo a Galeata, un piccolo Comune del forlivese di appena 2.500 abitanti, una vicenda assurda che ha dell'inverosimile.

Tutto ha avuto inizio quando senza alcuna comunicazione preventiva , un operaio chiedeva alla Signora Campini Donatella, di poter entrare per poter tagliare degli alberi nella sua proprietà privata, mentre invece il Comune stava cercando a sua totale insaputa, di dare inizio ai lavori per la costruzione di una passerella ciclo-pedonale, che attraversa il fosso e passa raso al muro di casa e nella sua proprietà, proprio nel cortile di casa! 

Il vecchio ponte sul fosso di Mercatale, è crollato nel settembre 1944 durante la guerra e fu distrutta anche la casa dei nonni della Signora, che successivamente nel 1949 hanno acquistato il terreno sovrastante, costruito l'attuale abitazione e fatto la strada per potervi accedere, come risulta dall'atto di compravendita, non vi erano strade.

Ora il Comune, per una finalità turistica, sta costruendo una passaggio in una proprietà privata, asserendo che si tratta di strada pubblica, peccato che in oltre 70 anni non se ne sia mai occupato, la suddetta strada chiusa, è sempre stata a carico dei proprietari del fondo, sia nella manutenzione ordinaria e straordinaria, dal sistemare il manto stradale, togliere la neve e priva di illuminazione pubblica. 

Il progetto di collegamento dell'antica Via dei Romei, prevede un costo complessivo di 700 mila euro, spese coperte in parte da finanziamenti del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo e il Comune sta procedendo con la realizzazione del solo ponte, che non collegherà proprio nulla se non la casa del sindaco, visto che tutto il resto è stato lasciato in totale abbandono.

Probabilmente è  l' unica casa al mondo con un ponte e una strada ciclo-pedonale  nel cortile, perché questa P.A. non ha alcun rispetto della proprietà privata e dei propri cittadini e non curante di nulla, sta procedendo con la realizzazione del ponte della Via dei Romei, che storicamente non sono mai passati dal paese, ma casualità vuole che il suocero della sindaca Deo sia il Presidente dell’omonima associazione Via Romea Germanica. 

Già nella sua etimologia dal latino la parola amministrare significa servire, mettersi al servizio, quindi, in questo spirito, governare.
Questo spirito di servizio manca al Sindaco di Galeata, come appare dalla drammatica vicenda di due donne, sue amministrate, la Sig.ra Donatella Campini e la figlia Hannika Held, le cui ragioni sono rimaste ignorate, persino derise nel braccio di ferro con il Comune di Galeata per la realizzazione di un percorso pubblico che conduca al nuovo ponte/passerella ciclabile, recentemente progettato sul Fosso Mercatale.

Le due cittadine difendono un loro interesse personale che ritengono palesemente violato ovvero la loro proprietà, pure inclusiva a pieno diritto, come risulta da ampia documentazione, del vecchio percorso stradale che portava ad un ponte sul Fosso Mercatale, poi andato distrutto nell’ultima guerra: nella seconda metà degli anni ‘40, per volere dello stesso Comune di Galeata, la vecchia strada, sostituita dalla realizzazione di un altro e diverso percorso, fu oggetto di frazionamento, quindi, così frazionata, venduta a privati e, tale, pervenuta, a tutt’oggi, come proprietà privata, compresa nei complessivi beni in loco della Sig.ra Donatella Campini.
Quest’ultima possiede documentazione probatoria di detta sua proprietà a partire dal 1949.
Invece, il Comune di Galeata richiama documentazione catastale, risalente a prima della distruzione bellica del vecchio ponte, quindi agli anni ‘30.

Il Sindaco di Galeata, innanzitutto, sostiene come ancora pubblica la proprietà della vecchia strada, fra l’altro neppure più di uso pubblico proprio perché utilizzata solo dai residenti in zona, effettivamente titolari della proprietà, dunque dichiara inesistente il diritto di proprietà della Sig.ra Campini, quindi giudica legittimo l’accesso di operai e mezzi nella proprietà altrui per i lavori di costruzione del nuovo ponte/passerella ciclabile.

Certo, le ragioni dell’une, le due cittadine, e dell’altro, il Sindaco, devono fondare la loro attendibilità su prove documentarie certe, perciò sarebbe stato auspicabile che il Comune di Galeata, prima di agire d’imperio, vista anche la protesta della Sig.ra Campini, avesse cercato con la controparte il confronto tecnico-legale per la verifica e la soluzione del contenzioso.
Invece, muro contro muro: mezzi pesanti hanno invaso, pure con danni, la proprietà Campini; sono stati distrutti alcuni prefabbricati di servizio, eretti dalla stessa Campini; sempre quest’ultima rischia di ritrovarsi la porta di casa a poco più di un metro dalla strada vicinale, ora ripristinata fuori dalla distanza minima di 10 metri, prescritta dalla vigente Normativa Urbanistica.
Sinora le due cittadine galeatesi sono state costrette a ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale, di cui si attende il pronunciamento, a sporgere diverse querele, a vedere ignorati diversi loro esposti alla Procura della Repubblica di Forlì.

Il Sindaco di Galeata è fermo nei suoi propositi, non discute né si confronta: tre giorni dopo il doloroso momento della Sig.ra Campini, incatenatasi l’11 settembre 2018, al cancello di casa per bloccare l’accesso ai mezzi e agli operai, il Sindaco su un “social” definiva, irridendolo, una “mattana” il comportamento della sua cittadina, addirittura storpiando appositamente in “Cronaca di una mattana annunciata” il celebre romanzo di Garcià Marquez, “Cronaca di una morte annunciata”!
Sarebbe bastato verificare le rispettive ragioni, magari anche mediare, trovare una soluzione alternativa, come si era offerta di fare la Sig.ra Campini, disponibile a consentire in un altro punto della sua proprietà il passaggio verso il nuovo ponte/passerella, nonostante l' inutilità di questo collegamento visto che esistono già due strade adiacenti, di cui una di recente  inaugurazione. 

Il giorno 12 luglio 2019 si è tenuta la conferenza stampa, è stata condotta da Franco D’Emilio, al quale la Sig.ra Campini ha attribuito la funzione di proprio portavoce.

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Questo incontro con giornalisti e comunicatori ha voluto innanzitutto ribadire tre importanti, gravi motivi di opposizione della Sig.ra Campini:

la violazione dei personali diritti di proprietà;
il crescente disagio per una situazione che pregiudica la tutela della propria privacy e della propria sicurezza personale;
infine, la denuncia come l’attività del Comune di Galeata contro la propria persona e i propri legittimi interessi sia discutibile sotto un duplice aspetto: a) esercizio da parte dell’Amministrazione Comunale in carica, quindi dell’attuale Sindaco, di una potestà amministrativa autoritaria, fuori dal dialogo e dalla verifica appieno della situazione che ha determinato l’aspro contenzioso con la Sig.ra Campini; b) la totale indifferenza delle forze d’opposizione, presenti nel Consiglio Comunale di Galeata, su questo scontro tra Comune e cittadini, in questo caso la Sig.ra Campini e sua figlia Hannika, scontro che sempre dovrebbe significare una difficoltà per amministratori che vogliano operare all’insegna dell’intesa e della concordia con i loro amministrati.

Si è passati, dunque, all’esame dei punti fondamentali sui quali si basa l’avversione della Sig.ra Campini alla realizzazione del nuovo ponte sul Fosso Mercatale:via Mercatale, la stessa strada che, oggi, il Comune vorrebbe ripristinare di uso pubblico nel tratto antistante alla proprietà Campini per accedere al nuovo ponte/passerella, una volta conduceva ad un vecchio ponte, andato distrutto nel 1944 per eventi bellici, e solo fino ad allora la via fu di utilità pubblica;
infatti, nella seconda metà degli anni ‘40, considerato che, nel frattempo, era stata realizzata una nuova strada a superamento del Fosso Mercatale, il Comune di Galeata operò un aggiornamento catastale ovvero la vecchia via Mercatale, ormai in disuso pubblico, fu frazionata e, così frazionata, ceduta a privati ovvero ai residenti in zona tanto da pervenire come proprietà privata, compresa nei complessivi beni in loco della Sig.ra Campini;
a correre, quindi, dal 1949 il tratto in questione di via Mercatale non è più strada pubblica, ma privata per l’accesso a proprietà private; ciò è confermato da perizie tecniche con allegata opportuna documentazione catastale, tra le quali quella, ad es., dello Studio Tecnico dell’ing. Stefano Fabbri di Forlì; dette perizie trovano conferma in rogiti, quali, ad es., una compravendita del 1970 ove tale Mario Fabbri, parente della Sig.ra Campini, acquista terreni, indicati nel foglio 40 del Comune di Galeata come particelle 41, 50, 51 e 52, tutte comprensive anche della superficie della vecchia via Mercatale, non più di uso pubblico perché strada di proprietà privata;
invece, oggi, il Comune di Galeata rivendica l’uso pubblico di questo tratto di via Mercatale sulla base dei dati catastali, precedenti alla distruzione del vecchio ponte, quindi al successivo frazionamento e alla successiva cessione a privati della strada stessa: si tratta di un trascorso catasto, impiantato nella seconda metà degli anni ‘20 e aggiornato sino agli anno ‘30; erroneamente, dunque, il Comune di Galeata resuscita l’uso pubblico della vecchia via Mercatale per garantirsi l’accesso al nuovo ponte/passerella in costruzione sull’omonimo fosso a neppure due metri di distanza dall’abitazione della Sig.ra Campini;
inoltre, la pretesa del Comune di Galeata di realizzare il nuovo ponte a stretto ridosso dell’abitazione Campini, violando i dimostrati diritti di proprietà della medesima residente, contrasterebbe, comunque, pure con le odierne norme, vigenti in materia urbanistica: sino agli anni ‘40 via Mercatale in direzione del vecchio ponte, distrutto dalla guerra, attraversava solo terreni agricoli, privi di case, oggi la presenza dell’abitazione Campini impone che una strada, tanto più di uso pubblico, sia ad una distanza minima di 10 metri da civili abitazioni; tale limite non risulterebbe quindi rispettato.

Se, poi, si volesse avanzare uno stato di urgenza e necessità a giustificazione del ripristino forzoso, pure a mezzo esproprio, dell’uso pubblico del tratto in questione di via Mercatale, si obbietta che tale condizione non sussiste per le seguenti considerazioni:

esistono oggi ben tre diversi percorsi alternativi ad uso pubblico perché pedoni e mezzi possano raggiungere zone oltre il Fosso Mercatale, compresa l’area archeologica;
nonostante il suo attuale agevole raggiungimento l’area archeologica è in uno stato di tale incuria e abbandono da non giustificarsi neppure lontanamente la necessità di una nuova direttrice d’accesso attraverso il costruendo ponte/passerella;
il Comune di Galeata ha ricevuto 700mila euro dai fondi europei per la realizzazione-sistemazione di un percorso archeologico, ma finora solo circa 200mila sono stati posti in spesa per l’infrastruttura del nuovo ponte/passerella, fra l’altro fuori dall’elaborazione e conoscenza del progetto complessivo di valorizzazione dell’area archeologica;
non sussiste neppure la necessità, tanto meno l’urgenza che il nuovo ponte in costruzione recuperi la memoria storica di quello andato distrutto nel 1944: il compito delle istituzioni è quello di tutelare, conservare e recuperare la memoria storica, sempre in modo opportuno e plausibile, ma non di ricostruirla in modo strumentale e inopportuno, magari anche violando diritti di proprietà altrui, come nel caso della Sig.ra Campini;
il recupero dell’uso pubblico di via Mercatale, ora proprietà privata, per l’accesso al nuovo ponte/passerella non è minimamente giustificabile come transito della cosiddetta “Via dei Romei”, antico percorso dei pellegrini in viaggio verso Roma: non vi è alcuna fonte storica che indichi Gaeata e Santa Sofia come località di transito diretto dei pellegrini romei; lo stesso mons. Domenico Mambrini nella sua opera “Galeata nella storia e nell’arte” conferma tale evidenza, ammettendo solo che il territorio di Galeata abbia accolto strutture conventuali di ospitalità e cura, possibili mete di pellegrini informati, per loro scelta devianti dal percorso ufficiale.

Intanto, pur nell’ambito del contenzioso con il Comune di Galeata, la Sig.ra Campini ha sempre dato ampia disponibilità per reperire una soluzione alternativa che, ancora sui propri terreni, risolvesse al meglio la controversia in atto.

Il Comune di Galeata ha opposto solo un intransigente rifiuto.

La Sig.ra Campini attende il prossimo pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale sul proprio ricorso in atto contro il Comune.

Impossibile dimenticare come l’11 settembre 2018 la disperazione per la violazione dei suoi diritti abbia indotto la Sig.ra Campini ad incatenarsi al cancello di accesso alla propria proprietà per opporsi agli uomini e ai mezzi, inviati dal Comune per iniziare i lavori di realizzazione del nuovo ponte: lavori, fra l’altro, mai comunicati alla stessa interessata.



  
 


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