NO al direttore d’orchestra della guerra di Putin


NO al direttore d’orchestra della guerra di Putin
Il problema
Appello al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in merito all’invito di Valery Gergiev a Caserta il 27 luglio
Egregio Presidente,
noi, rappresentanti dell’Associazione dei Russi Liberi in Italia, abbiamo appreso con preoccupazione e profondo disappunto dell’invito rivolto al direttore d’orchestra Valery Gergiev per un concerto a Caserta, organizzato con il sostegno della Regione Campania.
Sosteniamo con convinzione la libertà dell’arte e della cultura. Siamo contrari alla censura. Ma in questo caso non si tratta di censura — si tratta di resistere alla propaganda. Valery Gergiev non è solo un musicista. È uno dei principali strumenti della cosiddetta “soft power” del regime putiniano.
Usa consapevolmente il proprio nome e prestigio per legittimare l’aggressione e la dittatura. Da anni sostiene apertamente il potere russo, ha partecipato a numerosi eventi in supporto dell’annessione della Crimea e ha più volte manifestato pubblica lealtà a Vladimir Putin, anche dopo l’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina.
Il suo invito in una città italiana non è un evento culturale — è un atto politico.
È uno schiaffo in faccia agli ucraini, che ogni giorno perdono familiari, case e terre sotto l’attacco dell’esercito russo.
È un’offesa per le centinaia di migliaia di cittadini russi costretti all’esilio perché si sono rifiutati di sostenere la guerra e non hanno voluto restare in silenzio.
È un’umiliazione anche per noi – per coloro che ogni giorno, in Italia e in tutta Europa, cercano di dimostrare che un’altra Russia esiste.
Se la Regione Campania desidera veramente sostenere lo scambio culturale con la Russia, allora esistono migliaia di artisti russi degni, a cui è stato vietato l’ingresso nel loro stesso paese a causa della loro posizione contro la guerra. Sono persone che continuano a creare, nonostante pressioni e repressioni. È la loro voce che deve essere ascoltata oggi in Europa. Sono loro a meritare inviti e rispetto. La loro arte non è avvelenata dalla menzogna, la loro voce è speranza per il futuro.
Lo diciamo chiaramente: invitare Gergiev non è un atto neutrale. È una scelta politica. È una resa morale di fronte al male.
L’Italia non deve confondere la cultura russa — come quella di Čajkovskij — con chi oggi usa la musica e l’arte per legittimare un regime criminale. Čajkovskij non ha bisogno di essere cancellato: è un patrimonio universale, immortale, che appartiene a tutti noi. Ma Gergiev non è Čajkovskij. La sua musica oggi non unisce: viene usata per coprire il rumore dei bombardamenti.
La scena culturale italiana merita un dialogo con chi non ha taciuto. Perché solo chi ha avuto il coraggio di parlare potrà costruire ponti tra l’Italia e quella Russia che può ancora diventare libera.
Con rispetto,
Associazione dei Russi Liberi in Italia

Il problema
Appello al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in merito all’invito di Valery Gergiev a Caserta il 27 luglio
Egregio Presidente,
noi, rappresentanti dell’Associazione dei Russi Liberi in Italia, abbiamo appreso con preoccupazione e profondo disappunto dell’invito rivolto al direttore d’orchestra Valery Gergiev per un concerto a Caserta, organizzato con il sostegno della Regione Campania.
Sosteniamo con convinzione la libertà dell’arte e della cultura. Siamo contrari alla censura. Ma in questo caso non si tratta di censura — si tratta di resistere alla propaganda. Valery Gergiev non è solo un musicista. È uno dei principali strumenti della cosiddetta “soft power” del regime putiniano.
Usa consapevolmente il proprio nome e prestigio per legittimare l’aggressione e la dittatura. Da anni sostiene apertamente il potere russo, ha partecipato a numerosi eventi in supporto dell’annessione della Crimea e ha più volte manifestato pubblica lealtà a Vladimir Putin, anche dopo l’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina.
Il suo invito in una città italiana non è un evento culturale — è un atto politico.
È uno schiaffo in faccia agli ucraini, che ogni giorno perdono familiari, case e terre sotto l’attacco dell’esercito russo.
È un’offesa per le centinaia di migliaia di cittadini russi costretti all’esilio perché si sono rifiutati di sostenere la guerra e non hanno voluto restare in silenzio.
È un’umiliazione anche per noi – per coloro che ogni giorno, in Italia e in tutta Europa, cercano di dimostrare che un’altra Russia esiste.
Se la Regione Campania desidera veramente sostenere lo scambio culturale con la Russia, allora esistono migliaia di artisti russi degni, a cui è stato vietato l’ingresso nel loro stesso paese a causa della loro posizione contro la guerra. Sono persone che continuano a creare, nonostante pressioni e repressioni. È la loro voce che deve essere ascoltata oggi in Europa. Sono loro a meritare inviti e rispetto. La loro arte non è avvelenata dalla menzogna, la loro voce è speranza per il futuro.
Lo diciamo chiaramente: invitare Gergiev non è un atto neutrale. È una scelta politica. È una resa morale di fronte al male.
L’Italia non deve confondere la cultura russa — come quella di Čajkovskij — con chi oggi usa la musica e l’arte per legittimare un regime criminale. Čajkovskij non ha bisogno di essere cancellato: è un patrimonio universale, immortale, che appartiene a tutti noi. Ma Gergiev non è Čajkovskij. La sua musica oggi non unisce: viene usata per coprire il rumore dei bombardamenti.
La scena culturale italiana merita un dialogo con chi non ha taciuto. Perché solo chi ha avuto il coraggio di parlare potrà costruire ponti tra l’Italia e quella Russia che può ancora diventare libera.
Con rispetto,
Associazione dei Russi Liberi in Italia

Vittoria
Condividi questa petizione
Voci dei sostenitori
Commenti in primo piano
La cultura russa è un tesoro che va preservato e rispettato, ma non possiamo permetterci che possa passare in alcun modo il messaggio che sia lecito o accettabile il feroce colonialismo nei confronti dei suoi popoli confinanti ed il regime corrotto ora al comando della Russia.
Why can't you see what we see, take off the blinders, and maybe you will realize that you are wrong. This Russian man, a good friend of Putin you have scheduled to perform is an insult to all who support Ukraine. Russia is conducting a genocidal war like Hitler. Russian conductor Valery Gergiev and soloists from the Mariinsky being able to perform...
Il direttore filo Putin non è compatibile con un'opera artistica: l'arte è, in primo luogo, pace e condivisione
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 8 luglio 2025