NO ACQUALATINA NO DISSALATORI SI COMMISSARIAMENTO

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si apprende dalla stampa locale come la Società ACQUALATINA, gestore del servizio integrato idrico, abbia comunicato di interrompere il servizio di erogazione dell'acqua dalle ore 20:00 alle ore 7:00, ma in molte zone l'acqua viene interrotta per l'intera giornata;

 Che si riscontra un improvvisa quanto ingiustificata interruzione della portata idrica che determina condizioni di estrema criticità nella distribuzione idrica per i Comuni di FORMIA, GAETA, MINTURNO, SANTI COSMA E DAMIANO E SPIGNO SATURNIA;
 Che il servizio di erogazione idrica costituisce servizio pubblico essenziale e la sua improvvisa quanto ingiustificata interruzione configura gli estremi del reato di cui all’art. 340 cod. pen.
Tale reato si considera integrato anche laddove l’interruzione del servizio, pur senza aver cagionato in concreto l'effetto di una cessazione reale dell'attività o uno scompiglio durevole del funzionamento, sia stato idoneo ad alterare il tempestivo, ordinato ed efficiente sviluppo del servizio, anche in termini di limitata durata temporale e di coinvolgimento di uno solo settore;
 Che il danno che tale disservizio sta cagionando alla cittadinanza è notevole;
 Che la zona di interesse è ricca di sorgenti sia ad alta che a bassa permeabilità, di portata variabile, ma nella maggior parte dei cas
i, a portata perenne (tutto l’anno), con una elevata qualità delle acque e distribuite su ampi bacini idrografici (Convegno sulla Biodiversità dei Monti Aurunci. Relazione del prof. M. TALLINI Dip. di Ingegneria delle Strutture, delle Acque e del Terreno, Università dell’Aquila). L’area degli Aurunci è un’area carsica emblematica dell’area mediterranea, caratterizzata da sorgenti di notevole pregio, molte localizzate in quota, altre a bassa quota, tante sorgenti minori come la sorgente Frangione, Lampillo, Fontana di Canale, Acquaviva, La Peschiera, La Fonte, Traversa, Farano, Fontanelle e Fontana di Palombara di Castellonorato, Fontana dei Pilori, Fontana Santa Maria e diverse sorgenti maggiori come Mazzoccolo e Capodacqua, quest’ultima sfruttata e potenziata dai Romani, ha un regime di portata da un minimo di 200 l/s ad un massimo di 1000 l/s;
 Che Acqualatina, non ha provveduto alla manutenzione della rete idrica, segnando una dispersione dell’oltre 70% dell’acqua immessa nella condotta. Tutto ciò è ampiamente documentato da video e foto facilmente reperibili sui social;
 Che la società ACQUALATINA facendo leva sulla crisi idrica e il disagio indotto, propone come soluzione l’installazione di dissalatori;
 Che Acqualatina SPA sembrerebbe avere un interesse diretto all’installazione di dissalatori, infatti, il mercato mondiale del dissalamento dell’acqua si aggira intorno ai 20 miliardi di dollari. La società la francese Veolia è leader per la messa in opera dei dissalatori di nuova generazione, e il 49% di Acqualatina che fa dire al suo Amministratore Delegato, Besson dopo aver appurato l’ulteriore abbassamento della centrale di Capodacqua a Spigno Saturnia: “Occorre procedere senza indugio verso le soluzioni da noi proposte da tempo. In primis i dissalatori’;

Si CHIEDE
di voler accertare la sussistenza di eventuali responsabilità ex art. 340 c.p.; voglia disporre un’indagine sui fatti che avrebbero determinato sulla interruzione di pubblico servizio disposta da ACQUALATINA, nonché sull’eventuale commissione da parte della stessa ACQUALATINA o di chiunque sia ritenuto responsabile e dei Comuni di Formia, Gaeta, Minturno, Santi Cosma e Damiano e Spigno Saturnia di reati contro l’incolumità pubblica.
Inoltre, chiede che l’Autorità Giudiziaria voglia disporre le idonee indagini al fine di valutare e verificare la qualità dell’acqua erogata fino ad oggi.
Altresì, chiede di accertare se siano state adottate dai Sindaci dei Comuni indicati e comunicate, tempestivamente, tutte le misure idonee o se vi sia stata omissione della opportuna vigilanza.
Trattandosi di servizio pubblico essenziale si chiede che la S.V. voglia adottare e disporre con urgenza ogni provvedimento cautelare idoneo a ripristinare il servizio, anche commissariando subito la Società ACQUALTINA Spa, anche ai sensi dell'art. 152 del dlgs. 152/2006, rivelatasi non in grado di garantire il servizio pubblico essenziale dell’erogazione dell’acqua potabile alla popolazione.



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