PETIZIONE CHIUSA

UMANIZZARE L'OSPEDALIZZAZIONE

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La disumanizzazione dell'ospedalizzazione.
Mia madre dopo 6 giorni di ricovero all'Ospedale Sant'Andrea di Roma, di cui 5 passati su di una barella in pronto soccorso, è MORTA IN SOLITUDINE.
Io e i miei famigliari abbiamo passato tutto il nostro tempo di quei sei giorni dietro una porta chiusa. Abbiamo dovuto praticamente pregare per avere informazioni sulle sue condizioni di salute e abbiamo lottato contro le rigide "regole" ospedaliere per riuscire a stare accanto a lei solo per pochi minuti al giorno.
Data la gravità delle condizioni di salute di mia madre, dichiarata subito in pericolo di vita dai medici, trovo non degno di un paese civile che non ci abbiano dato la possibilità di starle accanto negli ultimi giorni della sua vita.
Io non potrò mai sapere in quei lunghi giorni in cui mia madre è stata letteralmente sequestrata quale fosse il suo stato d'animo e quali fossero i suoi pensieri prima di morire.
In quei giorni passati su di una sedia del pronto soccorso mi sono resa conto di quanti famigliari stessero vivendo il mio stesso dramma, in attesa per ore ed ore dietro una porta sbarrata alla sensibilità e al buon senso.
Io mi chiedo se non si possano cambiare le regole e valutare nei casi di pericolo di vita o di oggettiva difficoltà di chi viene ricoverato la presenza costante di un famigliare che dia conforto, basterebbero ad esempio dei semplici paraventi o tende.Oltre al sacrosanto diritto dei parenti di essere informati sulle condizioni di salute dei propri cari, cosa che avviene con estrema difficoltà e con tempi di attesa infiniti

 



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