Sicilia. Scuola, lavoro e disabilità. NON CI FACCIAMO RUBARE LAVORO E DIRITTI

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Al Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci

A tutti i gruppi parlamentari e deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana

Al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Al Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo

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Siamo coloro che da decenni, nelle scuole pubbliche della Sicilia, assistono le ragazze ed i ragazzi con più difficoltà, con disabilità che sono reputate gravi o gravissime. Siamo migliaia, perché tante migliaia sono nelle scuole della nostra regione i nostri ragazzi e le famiglie in questa situazione.

Pensiamo ai nostri ragazzi non solo al momento dell’entrata o dell’uscita da scuola o delle necessità fisiche, ma consentiamo ed agevoliamo la socializzazione e l’integrazione con un’assistenza che quasi sempre si rivela necessariamente continua, diventando punti di riferimento per i nostri ragazzi e dando sicurezza alle famiglie che ce li affidano, anche nel caso di crisi, anche gravi e tali da metterne a rischio l’incolumità stessa, che prevedono risposte e trattamenti immediati ed adeguati che fanno parte del nostro bagaglio professionale.

Per tale ruolo, abbiamo non solo decenni di esperienza ma anche migliaia di ore di corso, complessivamente necessarie per acquisire competenze e titoli adeguati e richiesti.

Da decenni svolgiamo questo ruolo pubblico, a nostro avviso delicato ma anche coinvolgente, come dipendenti di aziende che gestiscono il servizio in appalto, con un contratto che non ci riconosce salario e lavoro durante l’estate, i periodi di festa o anche solo in caso di assenza del nostro ragazzo. Ma questa è un’altra storia.

Perché il 14 settembre, con l’avvio del nuovo anno scolastico, non siamo più previsti. Il nostro ruolo, noi stessi insieme a dignità e diritti dei nostri ragazzi disabili, sono stati cancellati.

La Regione, che da sempre ha la responsabilità del servizio, ha deciso che non se ne occuperà più, lasciando l’incombenza alla gestione diretta del Ministero dell’Istruzione che lo dovrebbe fare affidandolo ai propri collaboratori scolastici, già oberati di mansioni.

I nostri ragazzi, così, non ci rivedranno nelle scuole con tutte le incognite su un servizio dedicato ai più deboli e che investe molte migliaia di famiglie, e che per questo deve essere garantito e, diremmo, migliorato ed esteso e non può essere banalizzato o improvvisato.

Il risultato è evidente: in migliaia ci ritroviamo senza lavoro, senza reddito, senza prospettive, dopo decenni, in questa regione che ha fame di lavoro, servizi e diritti. Una condizione che viviamo già da marzo, con l’inizio del covid, la chiusura del servizio e per noi la fine di ogni attività, ed adesso, di prospettiva lavorativa e salariale.

Che questo avvenga con decisione della Regione fa ancora più male e rende tutto ancora più inaccettabile, e per questo chiediamo l’intervento urgente del Presidente della Regione, di ogni gruppo parlamentare e di ogni singolo deputato dell’assemblea regionale, ma anche di chi ha responsabilità di Governo nazionale.

Dopo decenni, il taglio e le incognite del servizio, l’espulsione dal mondo del lavoro, il baratro della disoccupazione, della cancellazione di prospettive di lavoro, salario, per noi, in questa terra che ha fame e deve costruire e non continuare a tagliare lavoro, servizi e diritti.

Noi non ci arrendiamo. Non ce lo possiamo permettere. Non ci arrenderemo mai!