No ai partner fuori dalla sala parto

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Egregi Presidente della Regione Siciliana, Dott. Nello Musumeci, Assessore alla Salute, Avv. Ruggero Razza, e Presidente della VI Commissione Salute, servizi sociali e sanitari dell’Assemblea Regionale Siciliana, D.ssa Margherita La Rocca Ruvolo,

a scrivervi questa lettera sono le partecipanti del Corso Pre-Parto dell’Istituto di Fisiochinesiterapia Candia, insieme con la nostra istruttrice, Anna Romano, e ai nostri mariti e compagni, padri dei bambini che portiamo in grembo e che presto nasceranno.

Vi scriviamo perché in questo momento difficile e delicato di emergenza sanitaria, ci troviamo ad affrontare un ulteriore momento altrettanto difficile e delicato, qual è il parto.

E in questo momento, partorire fa ancora più paura e per tante ragioni.

Oltre alla paura del contagio da un virus di cui ancora si conosce ben poco, si aggiunge anche la paura della solitudine, dell’abbandono, dell’assenza di chi vorremmo vicino durante il travaglio e nel momento in cui nascono i nostri figli.

Sapete che cos’è il parto?

È un momento unico.

Magico.

Un momento pieno di vita, di speranza e di gioia, ma anche pieno di paura, di ansie e dolori che solo una madre che li ha vissuti o che li sta vivendo può realmente comprendere.

Nel parto, ogni minuscola fibra del corpo di una mamma, ogni suo briciolo di energia è per quel momento.

Nel parto, la donna si ritrova in ospedale, in un luogo non familiare, circondata da persone sconosciute a cui si affida completamente.

Sono i medici, le ostetriche, gli infermieri.

L’intera equipe di professionisti che, per quanto possa essere competente, non potrà mai sostituire il sostegno di un familiare caro alla madre.

E non potrà mai sostituire il diritto del padre di partecipare al parto.

Per molte donne, in questo difficile momento di emergenza sanitaria, si nasce come mamme in solitudine.

Il bambino che viene al mondo e che ha la fortuna di avere un papà pronto ad accoglierlo tra le sue braccia, al pari della mamma, si ritrova con un “genitore a metà” al momento della sua nascita.

Il papà non c’è. 

Resta fuori dalla struttura, al massimo contattato in videochiamata negli istanti della nascita.

Il tablet o il cellulare che viene consegnato dalla struttura ospedaliera non è una alternativa alla presenza del padre.

Un abbraccio virtuale non potrà mai sostituire un vero abbraccio e questo non dobbiamo mai dimenticarlo. E in questo contesto, la presenza reale del padre ha un peso così grande da non poterlo sottovalutare.

Distanti nel parto, quando fino a poco prima, iniziato il travaglio, mamma e papà erano ancora in casa insieme.

Distanti nel parto, quando invece il papà, o quella figura di fiducia così importante per la mamma, potrebbe dare alla partoriente quel coraggio e quella forza di cui ha bisogno, quel sollievo, quel conforto e quella voglia di non arrendersi malgrado si abbia la sensazione che il corpo vada in mille pezzi.

Malgrado la fatica tenti costantemente di prendere il sopravvento.

Distanti nel parto, quando entrambi i genitori potrebbero abbracciare insieme il loro piccolo nel momento del suo primo pianto.

Per molte donne, per molte future mamme, il pensiero di partorire senza il padre del bambino o senza quella figura che fino a quel momento ha condiviso l’intera gravidanza come parte integrante e come sostegno psicologico, spaventa forse anche più del parto stesso.

Un pensiero che oscura la serenità con la quale la donna dovrebbe cercare di arrivare a quel momento così delicato.

Tutte le scriventi, future mamme, siamo perfettamente coscienti della gravità della situazione che tutto il mondo sta vivendo e che le misure restrittive sono state adottate esclusivamente per preservare dal virus i nostri bambini, noi, il personale medico sanitario e la comunità tutta.

Comprendiamo e rispettiamo profondamente le persone che, a causa delle motivate restrizioni per limitare la diffusione del virus, hanno dovuto superare ostacoli sicuramente di pari o addirittura superiore portata rispetto la problematica che in questa lettera si disquisisce, così come apprezziamo e rispettiamo il lavoro e l’impegno di medici, ostetriche e infermieri che si espongono ogni giorno ad un tale rischio.

Ma è anche in virtù di ciò che esprimiamo così apertamente i nostri sentimenti e le nostre percezioni riguardo all’oggetto e, proprio per questo, vogliamo portare alla vostra attenzione il fatto che anche il Ministero della Salute ha pubblicato il 16 Aprile 2020, sul loro sito, un articolo intitolato “Il Covid-19 non lascia i papà fuori dalla sala parto” [1] e che sono numerose le strutture, in Italia e in altri Paesi, che hanno lasciato aperte le porte ai papà, a differenza della Sicilia che invece, sembra non considerare l’ipotesi della presenza del padre o un accompagnatore/trice in sala parto, nonostante pare essere una tra le regioni con i più bassi numeri di contagi; numeri che, inoltre, starebbero anche continuando a scendere.

L’ospedale Del Ponte di Varese [1], come l’ospedale Fatebenefratelli di Roma – Isola Tiberina [2], l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo [3], l’ospedale Ordine Mauriziano di Torino [4], ma anche l’ospedale San Matteo di Pavia [5], così come tante altre strutture d’Italia (Lombardia [5], Veneto [6], Marche, Emilia Romagna [7], Sardegna [8], Friuli Venezia Giulia [9]) hanno, infatti, tutelato la presenza di entrambi i genitori alla nascita del neonato.

Comprendendo l’importanza di tale figura per il neonato e per la madre, queste strutture si sarebbero attrezzate trovando dei percorsi alternativi per le mamme positive al Covid-19, effettuando screening (sierologici o con tamponi) e facendo entrare solo nel caso di un triage negativo (in assenza di febbre, tosse, contatti con persone positive), sanificando gli accompagnatori prima del loro ingresso nelle sale di travaglio e parto, dotandoli di dispositivi di protezione individuale come se fossero parte della stessa equipe medica, etc… 

Pertanto siamo certe che anche la Sicilia può certamente adoperarsi nel breve termine per trovare soluzioni altrettanto valide.

Ricordiamo che tali percezioni emotive, espresse umilmente in questa lettera, sono state anche sottolineate dalla comunità scientifica. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), “l’esperienza del parto è positiva quando i valori personali e socioculturali della donna sono rispettati, così come le sue aspettative di partorire un bambino sano in un ambiente sicuro, con il supporto continuo e qualificato di professionisti empatici e in presenza di un accompagnatore/trice di libera scelta”. [10]

In questo periodo di pandemia da COVID-19 la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità e lo stesso Istituto Superiore della Sanità si sono già espressi affinché “tutte le donne, a prescindere dalla positività a COVID-19, abbiano il diritto di partorire in sicurezza e di vivere un’esperienza positiva. Tra le raccomandazioni, le stesse società specificano il diritto della partoriente ad avere una persona di fiducia al loro fianco, che possa sostenerla durante le fasi di travaglio e del parto.” [11]

Anche la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO)[12], insieme all’Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedali Italiani (AOGOI) [13], all’Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI) e alla Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO) [14] hanno insieme redatto delle linee guida da adottare da donne in stato di gravidanza e dai punti nascita nell’ambito di questa emergenza sanitaria e, nel loro documento, viene riportato come per loro sia “auspicabile la presenza del partner (o in sua assenza persona di fiducia della donna) in travaglio e durante il parto, dopo adeguato triage clinico-anamnestico con rispetto delle distanze ed utilizzo dei DPI”.

Vi chiediamo di accogliere questa lettera con empatia e profonda riflessione poiché è importante, nel più breve tempo possibile, concertare,  insieme alle Istituzioni ed alle amministrazioni delle Aziende Ospedaliere Siciliane, un’adeguata e giusta soluzione per quanto sopra esposto: l’adozione di protocolli di sicurezza atti a permettere, nella tutela dei neonati, delle partorienti, dei loro accompagnatori e dell’intero personale sanitario presente nelle strutture, ad un accompagnatore o accompagnatrice (che può essere il padre, come anche un’altra figura di fiducia della partoriente) di assistere le madri durante il travaglio e che garantiscano la presenza di entrambi nelle sale parto di tutti i punti nascita siciliani, siano essi Ospedali COVID o meno.

Chiediamo questo, affinché in questo mondo, così strano e dolorosamente provato da questa emergenza, possano almeno nascere bambini e genitori insieme.

Grazie.

 

Anna Romano (istruttrice del corso Pre-Parto)

Federica Barbera e Marco Beninati

Valentina Calandra e Gabriele Camarrone

Alessandra D’antoni e Emanuele Crescimanno

Letizia Davì e Francesco La Gattuta

Federica Giangrasso e Andrea Casano

Rossella Masi e Massimo Agnello

Manuela Guarnuto e Francesco Napolitano

Lavinia Polizzi e Giovanni Cialdino

Claudia Salerno e Raoul Sampieri

Roberta Salvaggio e Federico Gullo

Miriam Schiera e Francesco Siragusa

Rosalia Tomasello e Giacomo Razete

Nicoletta Torregrossa e Giovanni Equizzi

Milena Viola e Giannino Di Carlo

 

Sostengono l’iniziativa:

Associazione L’arte di crescere, gruppo di sostegno alla pari Palermo

Associazione di volontariato "Le Mamme di Peter Pan" Villafranca Tirrena (ME)

Sosteniamo questa iniziativa fiduciose che si possa garantire alle donne il diritto di poter essere accompagnate durante il travaglio e il parto da una persona di loro scelta, con il dovuto rispetto delle normative sanitarie che questa emergenza impone e sicure che il benessere delle madri in queste fasi sia il più importante fattore protettivo per l’inizio di un buon allattamento e di una buona relazione di attaccamento madre-bambino.

Veronica Candido, Caterina Crifo', Viviana Di Fatta, Daniela Di Sciacca, Agata Finocchiaro, Carla Fiorello Maria Caterina Gallo, Monica Garraffa, Maria Assunta Giorgianni, Stefania Ilacqua, Lydia Oliva, Caterina Pellegrino, Claudia Pilato, Giuseppina Quartarone, Elena Toscano

 

 

 

 

[1] http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4494

[2] https://www.fatebenefratelli-isolatiberina.it/IT/Press_NewsDetail/5/4599/COVID-19_PARTO_SICURO_AL_FATEBENEFRATELLI

[3] http://www.asst-pg23.it/2020/04/_avvisi_importanti_per_gli_utenti_aggiornato/

[4] https://www.mauriziano.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1656

[5]  http://mami.org/covid-19-gravidanza-parto-e-allattamento/

[6] http://www.aulss8.veneto.it/evento.php/781

[7] https://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1402

[8] https://www.atssardegna.it/index.php?xsl=115&s=69615&v=2&c=4798&na=1

[9] https://www.protezionecivile.fvg.it/it/la-protezione-civile/eventi/gravidanza-e-nuovo-coronavirus-sars-cov-2

[10] https://www.who.int/reproductivehealth/publications/intrapartum-care-guidelines/en/

[11]  https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-gravidanza-parto-allattamento

[12] https://www.sigo.it/comunicati-covid-19/gravidanza-e-parto-in-epoca-covid-19-consigli-pratici/

[13]  https://www.aogoi.it/notiziario/gravidanza-e-parto-in-emergenza-covid/

[14] http://www.fnopo.it/news/gravidanza-e-parto-in-epoca-covid-19--consigli-pratici.htm