Incriminare Jair Bolsonaro per crimini ambientali

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La foresta Amazzonica non puo’ essere considerata una proprieta’ esclusiva di una sola nazione. Nonostante si trovi per il 65 % in Brasile non e’ piu’ ipotizzabile ( soprattutto visti gli ultimi sviluppi climatici ) da parte del mondo intero che un bene cosi fondamentale per la salute naturale del nostro ecosistema possa essere sfruttato e controllato da un solo Governo. Abbiamo permesso per troppo tempo che le politiche opportuniste di queste Nazioni sfruttassero delle risorse naturali capaci di mantenere l’equilibrio ormai piu’ che fragile della nostra madre terra, lasciando credere a intere generazioni ignoranti e cieche che tutto fosse sotto controllo e che la cura di questi beni universali fosse comunque una prerogativa. 

Oggi tutto questo ha avuto un impatto deflagrante e vediamo con estrema chiarezza cosa potrebbe accadere se non mettiamo uno stop definitivo allo sfruttamento economico basato sul rastrellamento dei beni naturali atti alla nostra presenza sulla terra.

L’Amazzonia sta’ bruciando e siamo tutti complici di questo, soprattutto le Nazioni Unite che ad oggi sono rimaste indifferenti e quindi complici di cio’ che sta’ avvenendo nel mondo. Jair Bolsonaro in Brasile ha attivamente perpetrato una politica scellerata di sfruttamento della foresta Amazzonica, nascondendo e fingendo che tutto fosse nella norma a discapito di cifre e numeri chiari sulle reali attività portate avanti senza il rispetto delle comunità indigene che oggi si trovano prigioniere tra incendi e deforestazione. 

Chiediamo con forza che l’ONU istituisca una commissione seria e tolga dalle mani di Bolsonaro una delle risorse fondamentali de nostro pianeta.