#noiperlautismo Lombardia: si attui il Fondo Unico per l'Autismo e la Disabilità

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Noi per l'Autismo Lombardia: si attui il Fondo Unico per l'Autismo e la Disabilità con risorse private, regionali, statali ed europee per la piena presa in carico globale e per rendere strutturali le misure per le persone più fragili che attualmente usufruiscono della misura b1 o b2, o di altri interventi.

Recentemente soprattutto la misura b1 è stata oggetto di adeguamenti al ribasso da parte di Regione Lombardia, soprattutto a sfavore degli alunni con disabilità gravissima che frequentano la scuola o un servizio educativo (Dgr 2720 del 23 dicembre 2019): da 1000 euro + voucher nel 2018 si è passati a 600 euro + voucher nel 2019. E sempre 600 euro + voucher nel 2020 con delibera 2862 del 18 febbraio 2020 (poi incrementati temporaneamente a 900 euro mensili solo da marzo a giugno 2020 con delibera 3178 del 26 maggio 2020 -ma senza la possibilità di spendere il voucher a causa della chiusura delle scuole e dei CDD conseguentemente all'emergenza sanitaria Covid-19).

Una riduzione del 40% data dall'aumento dei casi in Lombardia e dell'insufficiente incremento del Fondo per la Non Autosufficienza (FNA) da parte del Governo. Motivo in più -a nostro avviso- per costituire e attuare un Fondo dedicato e condiviso dagli assessorati più coinvolti: l'assessorato alla disabilità e l'assessorato al welfare.

Una riduzione che però va anche in netto contrasto con le precedenti Dgr XI/654 del 10 luglio 2018 e Dgr 1046 del 17 dicembre 2018 al punto 17.1 riguardo un percorso per avviare la “presa in carico globale”. E in ultimo anche con la delibera XI/505 del 16 aprile 2019, dove finalmente si parla -anche in termini di risorse- della risoluzione sulle determinazioni in ordine al Fondo Unico per la Disabilità e alla presa in carico integrata, che, tra l'altro, impegna la Giunta regionale e, in particolare l’Assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità a:

  • supportare e valorizzare le azioni promosse per la costituzione del fondo unico per la disabilità, attraverso il coinvolgimento di tutte le direzioni regionali interessate, anche al fine di superare l’attuale frammentazione degli interventi e delle risorse;
  • favorire l’armonizzazione e l’utilizzo coordinato delle risorse a vantaggio dell’efficacia delle politiche, con particolare riguardo alle azioni di presa in carico delle persone con disabilità per lo sviluppo di un efficace progetto di vita.

Ma a far riferimento al Fondo Unico per la Disabilità e alla presa in carico integrata è anche la più recente Dgr XI/2498 del 26/11/2019 al paragrafo Disabilità e Non Autosufficienza, quindi l'avvio dei tavoli operativi -se non fosse stato per l'emergenza sanitaria- probabilmente avrebbe visto finalmente la luce nel 2020. Una luce che ora con questa petizione pacifica e di sensibilizzazione vorremmo tornare a parlarne grazie anche alla disponibilità degli assessorati coinvolti a creare una collaborazione interassessorale insieme anche alla Terza Commissione Sanità e Politiche Sociali.

Al fine quindi di non frammentare le risorse e stabilizzare e dare continuità alla misura b1 e b2 e agli altri interventi a favore delle persone con disabilità, ma soprattutto di dare piena attuazione alla Legge Regionale n.15 del 2016 (art. 54) - “Disposizioni in materia di prevenzione, cura, riabilitazione delle persone affette da disturbi dello spettro autistico e della disabilità complessa, di sostegno e assistenza per le loro famiglie”- come Noi per l'Autismo aderente alla Rete Lombardia per l'Autismo creata da Angsa Lombardia  -e in base anche alla convenzione ONU (in particolare agli artt. 9 - 12 e 19)

                                                  CHIEDIAMO

  • che al più presto vengano ripresi i lavori per la costituzione e l'attuazione del Fondo Unico per l'Autismo e la Disabilità con risorse private, regionali, statali ed europee;
  • che sia data piena attuazione alla Legge Regionale n.15 del 2016 (art. 54) per la piena presa in carico delle persone con autismo o con altre disabilità complesse;
  • che sia data attuazione alla riattivazione del case manager, almeno uno per ogni ATS.

Per equità sociale.