Diritto allo studio: meno CFU più borse

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Ilaria Rossi ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Maria Cristina Messa (Ministro dell'Università e della Ricerca) e a

Il diritto allo studio non è e non può essere un merito: non è la corsa ai CFU a dover stabilire se uno studente debba o non debba poter studiare perché non se lo può permettere. L'emergenza Coronavirus ha colpito ciascuno di noi a proprio modo, inclusi studentesse e studenti universitari, che nel giro di poco si sono ritrovati in lockdown, nel bel mezzo di difficoltà economiche, familiari e sociali. La nostra richiesta nasceva chiara e forte: la riduzione dei requisiti minimi in termini di CFU necessari ad accedere alla borsa di studio.

Ebbene, a pochi giorni dalla pubblicazione del bando, nel silenzio delle istituzioni davanti al nostro grido, la risposta che viene dalla Regione Toscana è a dir poco irrisoria: 5 cfu in meno - NEPPURE UN ESAME. Molti di noi di fronte alla didattica telematica (che è andata avanti pur con molte difficoltà e ritardi) si sono ritrovati senza materiali idonei a seguire le lezioni, senza possibilità di seguire online per mancanza di mezzi o spazi opportuni, in balia di una pandemia globale che ci colpisce tutti. Se non interveniamo, molti di noi nel giro di poco si ritroveranno senza una casa, senza la possibilità di studiare, senza il diritto allo studio che dovrebbe esserci garantito.

L'opportunità non è un merito: è un diritto. Opportunità di realizzare sé stessi attraverso l'impegno, che non è misurabile in CFU o esami sostenuti. Quello che chiediamo è la proroga agli appelli di settembre per rientrare nei termini minimi, e un abbassamento della soglia stessa pari a 12 cfu per il primo anno (in molti casi un esame) e 18 cfu per i successivi (un esame da 12 e uno da 6). In nome della speranza e soprattutto della giustizia sociale, ci appelliamo all'attenzione di Enrico Rossi, presidente della regione Toscana, alla vicepresidente Monica Barni, al ministro dell'università e della ricerca Gaetano Manfredi, al presidente del DSU Marco Moretti, e soprattutto a ciascuno di voi.

 

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