Patto per la Rinascita tra Avvocati, Professionisti, Imprese e Pubbliche Amministrazioni

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Leonardo D'Urso
Leonardo D'Urso ha firmato questa petizione

Un Patto promosso dal mondo della Mediazione e rivolto al mondo professionale, imprenditoriale, finanziario, assicurativo e alle pubbliche amministrazioni, per la uscita dalla crisi dell’emergenza Covid-19, che si fonda sui seguenti

principi ispiratori

1)                La ripresa di tutti i rapporti civili, sociali e commerciali dovrà essere improntata ad uno spirito di coesione, cooperazione e solidarietà.

2)                La risoluzione di tutte le questioni derivanti, direttamente o indirettamente, dall’emergenza Covid-19, sarà ispirata ad un approccio di carattere negoziale, cooperativo e mediativo, da perseguire nell’interesse primario delle parti coinvolte e nel rispetto dei valori umani.

3)                Le procedure di rinegoziazione dei contratti e di risoluzione di qualunque controversia dovranno essere espletate in modo da agevolare l’accessibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso strumenti telematici.    

TESTO COMPLETO  

Il nostro Paese sta fronteggiando una emergenza sanitaria senza precedenti nella storia repubblicana, che vede impegnati medici, infermieri, forze dell’ordine, farmacisti, volontari e molte altre categorie di soggetti, in una “guerra” che ha già comportato un altissimo sacrificio di vite umane, oltre alla necessità di rigorose misure di contenimento sociale.

Proprio le disposizioni normative di emergenza, che sono destinate ragionevolmente a protrarsi ancora nel tempo, hanno già comportato danni economici ingentissimi, in conseguenza del sostanziale blocco della maggior parte delle attività turistiche, ricettive, commerciali, produttive e professionali.

Unitamente all’emergenza sanitaria, si sta manifestando un’emergenza economica che impone già oggi delle contromisure altrettanto urgenti, che possano contribuire ad una rapida ripresa del sistema economico e sociale nazionale, già fortemente provato dalla lunga crisi degli anni appena trascorsi.  

A fronte di ciò, appare necessario un “Patto per la Rinascita”, improntato ad un imprescindibile spirito di coesione e cooperazione collettiva, che necessiterà un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le categorie professionali, finanziarie e imprenditoriali, dalla politica e dalla pubblica amministrazione.

Sul piano dei rapporti giuridici, commerciali e sociali, si manifesterà un’emergenza contenzioso, che non potrà gravare integralmente sulla giustizia ordinaria e che andrà fronteggiata con il ricorso a buone pratiche negoziali e mediative.

Dal “piccolo” mondo della mediazione, il cui valore sociale e culturale va ben oltre i confini economici, giunge pertanto una proposta di un “Patto per la Rinascita” fondato sui seguenti fondamentali

principi ispiratori

1)                 La ripresa di tutti i rapporti civili, sociali e commerciali dovrà essere improntata ad uno spirito di coesione, cooperazione e solidarietà.

2)                 La risoluzione di tutte le questioni derivanti, direttamente o indirettamente, dall’emergenza Covid-19, sarà ispirata ad un approccio di carattere negoziale, cooperativo e mediativo, da perseguire nell’interesse primario delle parti coinvolte e nel rispetto dei valori umani.

3)                 Le procedure di rinegoziazione dei contratti e di risoluzione di qualunque controversia dovranno essere espletate in modo da agevolare l’accessibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso strumenti telematici.    

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Al fine del perseguimento dei ridetti principi e della realizzazione del Patto, gli organismi di mediazioni, i mediatori, gli avvocati, i professionisti e le associazioni che aderiscono al presente Patto, si impegnano a quanto segue.

I.                    Gli avvocati, i professionisti e le associazioni si impegnano, in via privilegiata, a proporre la negoziazione e la mediazione per la risoluzione di tutte le questioni controverse derivanti, direttamente o indirettamente, dall’emergenza Covid-19, impegnandosi a cooperare in buona fede e lealtà per il raggiungimento di un accordo, nell’interesse primario delle parti coinvolte.

II.                 Gli organismi di mediazione, i mediatori, gli avvocati, i professionisti e le associazioni, provvederanno a garantire un servizio di informazione e di ascolto, in favore di cittadini e imprese, sulle possibilità di accesso agli strumenti negoziali, mediativi e conciliativi, per la risoluzione di tutte le questioni, direttamente o indirettamente derivanti dall’emergenza Covid-19.

III.               Gli organismi di mediazione, nell’ambito delle proprie competenze, proporranno, a condizioni agevolate, un servizio di facilitazione nella rinegoziazione di tutti i rapporti contrattuali che si renderà necessaria a seguito dell’emergenza Covid-19, anche nelle forme della mediazione civile e commerciale di cui al D.Lgs. 28/2010.

IV.              Gli organismi di mediazione, proporranno, per la durata di un anno, a condizioni agevolate, i propri servizi di mediazione per tutte le controversie non rientranti tra quelle obbligatorie ai sensi del D.Lgs. 28/2010.

V.                Gli avvocati, i professionisti, gli ordini, le imprese, le associazioni e le pubbliche amministrazioni che aderiscono al presente Patto si impegnano a promuovere i principi ispiratori del Patto presso tutti i contesti potenzialmente interessati, oltre che presso i contesti istituzionali e finanziari, con un ampio coinvolgimento del mondo professionale nell’attività di sensibilizzazione dell’utenza, anche attraverso protocolli di autoregolamentazione ed implementazione di buone prassi conciliative.   

VI.              Gli organismi di mediazione si impegnano a concordare le agevolazioni minime di cui ai punti precedenti, al fine di renderle note all’utenza, garantendo la massima trasparenza nell’applicazione delle medesime agevolazioni, oltre a condizioni di qualità nell’erogazione del servizio.  

VII.           Tutti i soggetti aderenti al presente Patto procederanno a sollecitare le autorità governative, al fine di promuovere incentivi di natura normativa, fiscale ed economica, oltre a specifiche forme di finanziamento, affinché le attività sopra evidenziate possano essere offerte a condizioni ulteriormente agevolate, garantendo che l’espletamento del servizio di mediazione ed il patrocinio legale siano entrambi coperti dallo Stato per i soggetti non abbienti. Al fine di cui al presente punto, si riconosce e si supporta il Manifesto della Giustizia Complementare alla Giurisdizione, redatto dagli Esperti membri del Tavolo Ministeriale sulle Procedure stragiudiziali in ambito civile e commerciale, pubblicato al seguente link: http://giustiziacivile.com/arbitrato-e-processo-civile/editoriali/manifesto-della-giustizia-complementare-alla-giurisdizione e riportato integralmente in calce al presente Patto. 

Il presente Patto è aperto all’adesione di qualsiasi soggetto, pubblico o privato, che ne voglia condividere le finalità, anche attraverso specifiche declinazioni che potranno essere aggiunte per le attività svolte da altri soggetti interessati, quali imprese, banche, assicurazioni, pubbliche amministrazioni, associazioni di categoria, associazioni di consumatori, associazioni o ordini professionali, previa approvazione di tali declinazioni da parte dei promotori del presente Patto, che si riservano di valutare ogni modifica al medesimo, oltre alla concessione e revoca dell’utilizzo del logo “CovidExit”.

Promosso ed emanato in data 3 aprile 2020

Si riporta qui di seguito il Manifesto della Giustizia Complementare alla Giurisdizione

Tavolo Ministeriale sulle Procedure stragiudiziali
in ambito civile e commerciale

Gli Esperti del Tavolo
promuovono il
Manifesto della Giustizia Complementare alla Giurisdizione

UNA RISPOSTA CONCRETA ALL’EMERGENZA ECONOMICA E SOCIALE

Nella situazione di grave emergenza nella quale versa il nostro Paese, la politica
della giustizia non può fare a meno di considerare che c’è un modo per affrontare alcuni
gravissimi problemi che coinvolgono tutti, cittadini, imprese, associazioni, pubblica
amministrazione, nell’inevitabile rallentamento dell’operatività del sistema giustizia.
Il modo è quello di confidare nella funzione alta della strada complementare alla
giurisdizione. Negoziazione e mediazione, pratiche ormai note al nostro ordinamento e
ai professionisti del conflitto, da tempo oggetto di incentivi anche a livello europeo,
sono la sponda di soccorso e assistenza di tutti quei cittadini e di quelle imprese che
hanno bisogno di trovare una soluzione celere per la gestione dei loro conflitti che, se
già pendenti presso i giudici del Paese vedranno rinviarne necessariamente l’esito, se
ancora non azionati rimarrano senza risposta per lungo tempo.
La negoziazione e la mediazione possono oggi più che mai offrire l’opportunità
di una soluzione tempestiva e conveniente per entrambe le parti della lite.
La rinegoziazione di un contratto in condizioni di eccessiva onerosità
sopravvenuta o per il sopravvenire di una causa di risoluzione, le controversie di
qualsiasi tipo e natura da cui dipendeva la prestazione di una somma di denaro, i
rapporti in crisi di natura societaria e commerciale in genere la cui soluzione sarebbe
stata decisiva per la riorganizzazione dell’impresa, le relazioni critiche fra la banca e i
suoi clienti che richiedono una cura particolare delle possibili condizioni di
risanamento, le pretese verso la pubblica amministrazione da parte di cittadini e imprese
in attesa di risposta, sono solo una minima parte delle situazioni che, in mancanza di un
intervento dedicato e congruo, renderanno la giustizia di questo Paese gravemente
insostenibile.
Occorre prendere atto che in un momento come quello che stiamo attraversando
abbiamo a disposizione mezzi potenti per la gestione efficiente del cambiamento.
Si può chiedere
- agli Avvocati di lavorare con convinzione e massimo impegno, considerata
la mole del contenzioso, nelle sedi negoziali della composizione bonaria dei
conflitti, nell’interesse dei cittadini e delle imprese loro clienti
- ai Giudici di concedere alle parti delle cause pendenti quello stesso tempo
generato dall’inevitabile differimento delle udienze affinché trovino una
soluzione secondo i loro interessi, con senso di responsabilità e spirito di
collaborazione
- ai Mediatori di lavorare tanto e bene, portando la loro competente assistenza
alle parti del conflitto, in via telematica fino a quando sarà necessario e in
presenza appena possibile
- ai Cittadini tutti di aprirsi al dialogo esercitando la loro capacità di
esprimere il disagio, ma anche di proporre soluzioni, affidandosi ai loro
consulenti e al ruolo di chi con competenza li guida nella pacifica ricerca
dell’accordo
- alle Imprese di attivarsi con fiducia e con impegno verso la soluzione delle
criticità dei rapporti commerciali, di usare tutta la loro capacità strategica e
di visione del futuro per affrontare in modo costruttivo le difficoltà del
momento e del post emergenza
- all’Accademia di compiere uno sforzo ulteriore per offrire una formazione
di alto livello adeguata all’esigenza dei professionisti del conflitto di
acquisire le più qualificate competenze tecniche in mediazione e
negoziazione
- alla Pubblica Amministrazione di adottare strumenti e pratiche che
realizzano la comunicazione efficace e, in particolare, la conquista di fiducia
da parte del cittadino
- al Governo di ascoltare e adottare discipline, prassi e valori a beneficio dei
cittadini, dei professionisti, delle imprese, dell’azione pubblica.
L’attuale momento storico, oltre a rivoluzionare le abitudini quotidiane di
ciascuno di noi, ha visto fare ampio uso della legislazione d’urgenza.
La normativa emergenziale emanata in questi giorni si è occupata espressamente
e per la prima volta contemporaneamente di tutti i settori del sistema Giustizia: civile,
penale, amministrativa, contabile, tributaria, penitenziaria, stragiudiziale.
Sia sufficiente segnalare le misure di cui agli artt. 88 e 91 del decreto legge
18/2020 che prevedono, rispettivamente, ipotesi di risoluzione dei contratti in materia di
soggiorno e acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura, per
impossibilità sopravvenuta della prestazione, nonché l’esclusione della responsabilità
del debitore in materia di ritardi o inadempimenti contrattuali derivanti dall’attuazione
delle misure di contenimento.
Entrambe le misure determineranno un elevato grado di contenzioso o
comporteranno una diversa gestione del contenzioso già in essere.
Al fine di evitare un ulteriore rallentamento del servizio Giustizia a causa del
contenzioso di natura emergenziale, è sicuramente utile e opportuno affidarne la
gestione, per quanto possibile e nel rispetto della legge, alla pratica dell’autonomia
privata assistita da professionisti competenti e dal mediatore dei conflitti, cioè nella sede
ove è possibile il confronto costruttivo delle posizioni e degli interessi e il
perseguimento di soluzioni strategiche a vantaggio di tutte le parti.
In tal senso, la mediazione civile e commerciale e la negoziazione che negli
ultimi anni, pur con difficoltà, hanno contribuito a migliorare la gestione delle fasi
patologiche dei rapporti giuridici, nonché a ridurre il contenzioso giudiziale, possono
essere strumenti di potente ausilio nell’attuale processo di regolamentazione
emergenziale.
Da non sottovalutare, inoltre, l’indiscussa efficacia della mediazione come
collante sociale, non solo per la riattivazione di una comunicazione interrotta fra le parti
del conflitto, ma anche per la generale condivisione dei valori dell’autonomia, della
consapevolezza e della responsabilità, volano di rinascita delle relazioni sociali.
La coesione sociale è l’esito tipico della mediazione, la grande sfida del nostro
impegno, il presupposto della rinascita anche economica del Paese.
La pratica della mediazione potrà essere l'antidoto per disinnescare l'inevitabile
esacerbarsi dei conflitti in un tessuto sociale profondamente lacerato.
28 Marzo 2020
Prof.ssa Paola Lucarelli (coordinatrice)
Prof. Mauro Bove
Dott.ssa Luciana Breggia
Dott.ssa Mirella Delia
Avv. Donato Di Campli
Prof. Vincenzo Di Cataldo
Prof.ssa Chiara Giovannucci Orlandi
Prof. Carlo Alberto Giusti
Prof. Avv. Marco Marinaro
Avv. Rossana Rovere
Prof. Alberto Maria Tedoldi