Misure urgenti per il rientro dei docenti assunti con la "Buona scuola" (legge 107/2015).

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Con la legge 107/2015 migliaia di docenti sono stati costretti ad accettare l’immissione in ruolo su tutto il territorio nazionale, per evitare la definitiva cancellazione dalle graduatorie di merito concorsuali o a esaurimento nelle quali erano a pieno titolo inseriti. Ciò ha portato docenti, soprattutto donne ultraquarantacinquenni, ad abbandonare case, coniugi, figli e genitori anziani per andare incontro a condizioni di vita economicamente e affettivamente disastrose in regioni del nord Italia. Dal 2015 gli stipendi dei suddetti docenti vengono interamente spesi per fronteggiare costi di alloggio, vitto e viaggi continui e necessari per rivedere figli e parenti. Gli equilibri affettivi all’interno delle famiglie vacillano e i figli dei docenti emigrati forzatamente, privi del supporto di entrambi i genitori, iniziano ormai a manifestare problemi. I CCNI relativi alla mobilità hanno finora ignorato l’emergenza sociale innescata dall’emigrazione forzata imposta ai docenti e non hanno proposto alcun rimedio al grave problema.
Pertanto, occorre riportare definitivamente i docenti nella regione in cui si trovavano in graduatoria. Per far ciò è necessario adottare misure straordinarie e urgenti al pari di quelle che hanno prodotto, di fatto, l’attuale situazione di svuotamento dell’Italia meridionale. Misure di facile attuazione, prive di impatto economico e limitate nel tempo fino al rientro di tutti i docenti costretti a lavorare fuori regione dal 2015.
Per favorire il definitivo trasferimento dei docenti nella regione di residenza del proprio nucleo familiare, si richiede:
1) valutazione doppia del punteggio per ogni anno di servizio in ruolo effettivamente prestato fuori regione dai docenti assunti con la legge 107/2015. Tale valutazione riguarderà gli anni, dal 2015/16 in avanti, nei quali i docenti non hanno ottenuto assegnazione provvisoria nella propria regione. La valutazione doppia è già prevista per i docenti che hanno prestato e prestano servizio in scuole su piccole isole e comuni di montagna, ritenute sedi disagiate. Altrettanto disagiate rispetto alle isole e ai comuni di montagna risultano le scuole collocate a 1000-1500 km di distanza dalla residenza della propria famiglia;
2) inversione delle fasi di mobilità: occorre iniziare le operazioni di mobilità dalla fase interprovinciale mettendo a disposizione il 100% dei posti per il rientro dei docenti assunti fuori regione con legge 107/2015;
3) blocco delle assunzioni da concorso 2018 ed accantonamento di posti nelle regioni di residenza per i docenti assunti fuori regione con legge 107/2015. In sostanza, le immissioni da concorso 2018 dovranno avvenire solo dopo il legittimo rientro in regione di tutti i docenti, assunti ex lege 107/2015, che aspirano a rientrare.