Per la carriera dei Ricercatori Universitari a tempo indeterminato più validi

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Con l’introduzione della Legge Gelmini, i Ricercatori a Tempo Indeterminato (RTI) sono stati messi “ad esaurimento”, soppiantati dalle figure a Tempo Determinato (A e B), di cui il RTD-B è un “tenure-track”, ossia in pratica un Professore Associato, se entro 3 anni acquisisce la Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) e supera una “valutazione” interna.

Ai concorsi da RTD-B (non si capisce per quale motivo), NON possono partecipare gli RTI, che quindi possono essere superati da giovani con ben meno titoli, specie per la circostanza che oggi ci sono piani straordinari per creare molti posti da RTD-B.  

C’è stato, è vero, un piccolo “Piano Straordinario” per il passaggio da RTI ad Associati, intorno al 2005, che si è rapidamente esaurito, lasciando ancora migliaia di RTI, alcuni dei quali in possesso di molte Abilitazioni ASN (persino da Ordinario), e che tuttavia non riescono a vedere riconosciuti i loro meriti di carriera. Si fa presente che, in paesi che noi prendiamo sempre a riferimento, come gli USA, è praticamente impossibile restare a vita in un ruolo di “assistant professor” -- se si ha la "tenure" ossia il posto indeterminato, si fa contestualmente anche carriera. Questo è stato anche in parte riconosciuto in Italia nel ruolo della “tenure – track” italiana, di RTD-B, ma non per gli altri ruoli, creando inspiegabili discriminazioni, come se, per es., un RTI entrato negli ultimi concorsi da RTI debba "contentarsi" di avere il posto a tempo indeterminato, ma non di fare carriera --- se non nelle procedure di concorso da Professore Associato, di cui gli RTD-B non hanno bisogno.

Nel frattempo, sono intervenuti diversi “piani straordinari” per RTD-B, nel 2017 per 1400 posti, e nel 2018 per 1000 posti, e se ne prevedono altri per "potenziare" questo nuovo ruolo, mentre gli RTI temono di rimanere “dimenticati”.

Ci sono molti aspetti discriminatori, dato che un'entrata in RTD-B non richiede ASN ed è un concorso locale: in cosa quindi gli RTD-B sono superiori agli RTI (oltre ovviamente alla allocazione di budget), se non per essere più giovani, con meno esperienza, con meno o zero didattica alle spalle?  Ci saranno certo degli RTI che hanno abbandonato ogni speranza e quindi hanno abbandonato la ricerca attiva.  Ci sono anche quelli sommersi di didattica che mandano avanti le ns Università con spirito di sacrificio.  Ma questa situazione non è tollerabile.

Si chiede in sostanza di NON lasciare gli RTI separati dal percorso RTD-B.

Si tratta infine di agire in due direzioni:

1)      chiamando un piano straordinario per RTI, immettendo risorse significative perchè passino almeno il 50% dei più validi oggi in servizio, in possesso di ASN

2)      permettere agli RTI di partecipare ai concorsi RTD-B

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