Petition Closed

Maria Giuseppina Fenera, lasciata al brefotrofio pochi giorni dopo essere venuta al mondo, sebbene la legge italiana prevedesse la possibilità di rivelargli l’identità dei suoi genitori, è morta senza sapere chi fossero sua madre e suo padre. La figlia, Marisa Andreoni, dopo decenni di ricerche, ostruzionismi ed infiniti girotondi burocratici che spesso sono sfociati in manovre palesemente illegali, continua, instancabile, la sua ricerca. Il caso Fenera, inoltre, porta ad un’incredibile scoperta: i fascicoli dei nati e dei defunti nel comune di Urbino dal 1908 al 1960, non si trovano più. Nessuno sembra sapere dove siano: istituzioni locali e ben tre funzionari del Ministero dei Beni Culturali non riescono a risolvere il mistero. La Dott.ssa Grazia Berretta, infatti, inviata da Roma per indagare sulla misteriosa sparizione dei documenti, viene da prima ignorata e poi addirittura rimossa dal proprio incarico.

Sembrerebbe il plot di un romanzo è invece, purtroppo, si tratta di una vera quanto tipica storia da casta pubblica italiana. Ma la risoluta signora Andreoni, ha deciso di rivolgere un appello direttamente al ministro Cancellieri. La sua commossa richiesta d’aiuto la trovate al minuto tredici dell’inchiesta realizzata da Germano Milite per you-ng.it e qui riproposta.

I cittadini urbinati hanno perso la propria identità, la propria storia; la propria memoria. La beffa che si unisce al danno, poi, è rappresentata dal fatto che queste persone hanno subito questo grave smacco essendo nati in un comune che, come noto, è stato dichiarato patrimonio dell’Unesco.

Nessuno in Italia parla di questa vicenda e persino i carabinieri del nucleo speciale per la tutela del Patrimonio Culturale sembrano disinteressati a scoprire la verità e a rispondere ad alcune domande: come mai i fascicoli sono spariti? Qualcuno ha rubato i beni appartenenti ai defunti e tenuto per sé le eredità? E' possibile che si sia gestito un traffico di identità? Perché la dott.ssa Berretta, nominata da un dirigente del ministero dei Beni Culturali, è stata prima ignorata e poi “punita” subito dopo aver denunciato le clamorose irregolarità riscontrate nella gestione dell’Archivio di Stato Civile del Comune di Urbino?

Con questa petizione vogliamo chiedere a Lorenzo Ornaghi, ministro per i Beni e le Attività Culturali, di avviare un'indagine interna al proprio ministero per accertare le responsabilità di chi, da anni, sembra lavorare esclusivamente per occultare il patrimonio storico ed umano della città di Urbino. Un secondo del vostro tempo per recuperare un secolo di storia e punire i responsabili della PA che hanno ripetutamente calpestato i diritti dei cittadini.

Letter to
Segreatariato Generale Ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Comandante Gen. Mariano Ignazio Mossa
Segretariato Generale, Direttore Antonia Pasqua RECCHIA
Lanciare un'indagine interna al ministero dei Beni Culturali

La memoria storica e culturale del Comune di Urbino, patrimonio dall'Unesco, sembra essere stata cancellata: i fascicoli dei nati e dei defunti dal 1908 al 1960 sono tutt'ora irreperibili. La scoperta sconcertante è stata fatta grazie alle continue denunce della signora Marisa Andreoni che, da anni, continua a cercare la verità sui suoi nonni, la cui vera identità è stata celata per quasi un secolo in ogni modo, anche illecito. Chiediamo quindi al Ministro dei Beni Culturali Lorezno Organi ed al direttore del Segretariato Generale Antonia Pasqua Recchia un'indagine interna. Parimenti, rivolgiamo il nostro appello al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ed in particolare al Comandande Gen. Mariano Ignazio Mossa alla direttrice della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti, Cesira Casalanguida