Modificare nuove norme del CdS introdotte con il Decreto Sicurezza 113/2018

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Preg.mi Sig.ri

 

Segreteria del Ministero dell’Interno – Sig. Matteo Salvini

Segreteria del Ministero dei Trasporti – Sig. Danilo Toninelli

Oggetto: Petizione circa le difficoltà di applicabilità delle nuove norme attinenti al Decreto sicurezza – n. 113/2018.

Gentili Ministri,

con la presente siamo a chiederVi di provvedere a bloccare l’applicazione delle nuove norme relative alle modifiche del CDS e/o chiedere l’emissione delle circolari applicative attinente a tali disposizioni.

Come crediamo già saprete, con la conversione in legge del decreto sicurezza ( n.113/2018), in Italia  viene vietato anche guidare l’auto di un parente, marito, di un amico o di un collega che abitano all’estero.

E se è vero che:  «l'ignoranza della legge non scusa» nella fattispecie concreta, è Lei – Ministro Toninelli che così riferisce: "Grazie al Governo e alla volontà del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i furbetti che fino a ieri utilizzavano in Italia auto immatricolate all'estero, pur risiedendo nel nostro Paese, non potranno più eludere tasse e controlli", ed il quale oltre a tutto esulta rivendicando che "con noi i furbi non avranno più vita facile”. Dunque anche se, in questi giorni si parla solo di "pacchia finirà per i furbetti delle auto con targhe straniere", in sostanza la norma emanata non è altro che è una specie di dichiarazione di incapacità di far pagare ai responsabili le dovute sanzioni. Tale incapacità ovviamente non dovuta né ai soggetti controlli né ai controllori, ma ad un grave buco legislativo, che come sempre viene fatto scontare ai più deboli.

Da “oggi” quindi  il governo italiano ha fatto di ogni erba un fascio: i delinquenti, società di noleggio che lecitamente operano all'interno della UE, liberi professionisti che si spostano per lavoro, lavoratori stagionali che devono per lavorare avere la residenza in Italia, evasori che intestano  le auto a nulla tenenti residenti all'estero, tutti sullo stesso punto, dimenticandosi che ci sono anche delle persone che, pagare le somme dovute per l’assicurazione e bollo qui in Italia non possono permettersi.

Ma il vero problema sta da un’altra parte, come fa un soggetto a tornare in patria oggi? Anche magari per restituire le targhe del veicolo targato all’estero e per poterlo reimmatricolare in Italia.

Ed invero, altri problemi vengono dal fatto che a volte le vetture hanno la revisione scaduta: con targa estera i veicoli non si possono sottoporre al controllo in Italia (nella Ue non esiste ancora la reciprocità tra i vari Stati sulla materia).

Chi invece è stato già multato ha di fronte la scelta se portare il veicolo fuori dal territorio nazionale o reimmatricolarlo con targa italiana. Al momento, quest’ultima possibilità è quella più “piacevole” per l’Italia, se non per ragioni fiscali, ma il decreto sicurezza emanato non prevede alcuna procedura snellita.

La sanzione pecuniaria prevista dalle nuove norme è molto alta - pari a 712 euro ed inoltre, nel caso di violazione di legge scatterebbe l’obbligo di immatricolare di nuovo il veicolo, stavolta in Italia.

Tale operazione deve essere effettuata entro 180 giorni dall'avvenuta constatazione dell’illecito: nel caso in cui il soggetto trovato con auto estere, non provveda a regolarizzare l’immatricolazione nei termini consentiti, si potrebbe vedere confiscare il veicolo per sempre!

Tutto ciò premesso, con la presente siamo a chiedervi Noi tutti di abolire le nuove norme e/o emanare celermente circolari applicative ed esplicative relative a tali precetti normativi, per evitare che le persone che non hanno fatto in tempo ad uscire dall’Italia prima dell’entrata in vigore delle predette, vengono “ sequestrate in casa”, per paura di uscire con il proprio veicolo “esterovestito”.

Certe di un favorevole accoglimento della presente petizione inviamo cordiali saluti.

Avv. Iveta Mikušová


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