"Ministro Marco Bussetti: NO A CAMBIARE LE REGOLE IN CORSA!

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Quando è stata varata la riforma, chiamata Buona Scuola, sono stati prospettati dei cambiamenti nell’esame di Stato che sarebbero entrati in vigore dopo 3 o 4 anni.

Pertanto noi docenti abbiamo lavorato secondo le linee guida, impostando il nostro lavoro allo scopo di preparare i ragazzi ad affrontare un certo tipo di prova. Secondo la Buona Scuola il requisito per l'ammissione all'esame di stato dal 2018/2019 avrebbe previsto 200 ore di Alternanza scuola lavoro e le prove Invalsi di italiano, matematica e inglese; inoltre l'Alternanza sarebbe stata oggetto del colloquio orale al posto della tesina, e la seconda prova del liceo scientifico avrebbe, come ormai da alcuni anni, previsto un problema di matematica e realtà per affrontare il quale è necessario un lavoro mirato che da cinque anni stiamo svolgendo. In alternativa alla prova scritta di matematica era prevista la possibilità che venisse proposta una prova di fisica sul programma del quinto anno.  

 

Poiché il nuovo esame sarebbe stato decisamente più impegnativo rispetto al passato, in molte scuole si è cercato di svolgere il maggior numero possibile di ore di Alternanza nel secondo biennio allo scopo di alleggerire il carico di lavoro del quinto anno.

Inoltre, dal momento che l’Alternanza sarebbe stata condizione d’accesso e elemento importante per l’esame, in molti casi sono stati prescelti percorsi impegnativi e di profondo livello culturale, presso istituti di ricerca università o laboratori, che hanno richiesto molto tempo ed energia da parte dei docenti, degli studenti e degli enti esterni, università e laboratori, che hanno messo a disposizione risorse umane e materiali.

 

Sin da quest'estate si sta parlando di un cambiamento dell'esame di Stato a partire dall'anno scolastico in corso 2018/2019, senza minimamente considerare che per 4 anni ragazzi e docenti hanno lavorato in previsione di un altro tipo di esame.

Le 200 ore di Alternanza scuola lavoro non sono più, ad oggi, requisito di ammissione (con conseguente delusione degli studenti che per raggiungerne il numero si sono intensamente impegnati) e non è ancora stato definito in che modo e con che peso entreranno nella valutazione del colloquio orale.

Nel colloquio orale, una novità, si dovranno verificare le competenze di Cittadinanza e Costituzione senza che sia specificato nulla riguardo i contenuti o le modalità di svolgimento di un argomento così vago.

 

In ottobre, è stato pubblicato un decreto riguardante le variazioni della prima prova, quella di italiano: si tratta di modifiche sostanziali nei contenuti e nella tipologia stessa della prova, che vanno in direzione decisamente diversa rispetto a quello per cui si è lavorato nei primi quattro anni.  Le nuove richieste sono state descritte sommariamente senza fornire ai docenti adeguato materiale su cui lavorare per preparare i ragazzi.  

 

A novembre, sempre per decreto ministeriale, sono state pubblicate le modifiche alla seconda prova, quella di indirizzo. Per il Liceo Scientifico sono notevoli le differenze nei contenuti, peraltro relativi ai programmi di tutti gli anni di corso e non solo del quinto anno, e nella modalità di esecuzione, essendo previste anche prove miste di matematica e fisica (che per l’indirizzo di Scienze Applicate possono includere anche il programma di cinque anni di scienze, e includono argomenti che usualmente vengono toccati solo in modo superficiale); modifiche analoghe sono previste per il Liceo Classico, con prove miste di latino e greco (che prevedono traduzione, analisi critica e stilistica dei testi con confronto tra le diverse lingue), e per altri indirizzi.

 

Si è addirittura ipotizzato che la seconda prova del Liceo scientifico “potrà contenere riferimenti a testi classici o momenti storici significativi della storia della fisica o della matematica” senza specificare nulla che possa aiutare nella preparazione degli studenti. 

 

Persino la durata della prova diventa una variabile discutibile da 4 a 6 ore: ben due ore del tempo a disposizione sono soggette a variabilità.

 

In questo clima, estremamente confuso e incerto, noi docenti stiamo lavorando senza sapere come organizzare e sfruttare al meglio il poco tempo rimanente e le energie dei nostri ragazzi; gli studenti sono disorientati e demotivati da tanta incertezza, in un periodo in cui dovrebbero essere carichi di energia e determinazione a dare il meglio di sé.

 

Pertanto, chiediamo a coloro che stanno mettendo mano all’esame di stato, di costruire una riforma organica e condivisa che, nel rispetto dei diritti costituzionali di cui tanto parlano, permetta ai docenti e agli studenti di lavorare con serenità e consapevolezza dei fini e degli obbiettivi da raggiungere.

Chiediamo, perciò, che ogni cambiamento relativo all’esame di Stato entri in vigore per gli studenti che frequentano la prima classe di scuola superiore o quanto meno per quelli che frequentano il primo anno del triennio finale.

 

E dunque, pur se ormai, essendo a pochi mesi dall’esame, i requisiti di ammissione non possono assolutamente essere ulteriormente modificati, chiediamo che le modifiche sostanziali delle prove non vadano ad avere effetto sugli studenti del quinto anno.

 

Maira D’Alessandro docente di matematica e fisica I.I.S. Tommaso Salvini, Liceo Scientifico Manfredi Azzarita, Roma

Gilberta Natale docente di matematica e fisica I.I.S. Tommaso Salvini, Liceo Scientifico Manfredi Azzarita, Roma

Patrizia Natale docente di informatica I.I.S. Tommaso Salvini, Liceo Scientifico Manfredi Azzarita, Roma

Claudia Barucci docente di scienze I.I.S. Tommaso Salvini, Liceo Scientifico Manfredi Azzarita, Roma

Roberta Neri docente di scienze I.I.S. Tommaso Salvini, Liceo Scientifico Manfredi Azzarita, Roma

Anna Ronci docente di italiano e latino I.I.S. Tommaso Salvini, Liceo Scientifico Manfredi Azzarita, Roma


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