APPELLO A CAMBIARE L'APPROCCIO AI BAMBINI CON DIFFICOLTÀ EVOLUTIVE

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Gianmaria Benedetti
Gianmaria Benedetti ha firmato questa petizione

APPELLO A CAMBIARE L'APPROCCIO AI BAMBINI CON DIFFICOLTÀ EVOLUTIVE

Sono un neuropsichiatra infantile di 70 anni, con più di 45 anni di esperienza nel campo. Continuo a vedere famiglie e bambini con difficoltà evolutive di varia natura e grado che vengono travolti nel meccanismo vizioso che si è creato fra nidi o scuole materne, pediatri e servizi specialistici per accalappiare sempre più casi di 'spettro autistico' da avviare agli interventi abituali, uguali per tutte le più diverse  situazioni, nel pubblico e specialmente nel privato, visto che ormai le liste d'attesa sono sempre più frequenti e lunghe.

Bambini con difficoltà spesso transitorie o comunque variamente comprensibili e differenti fra loro vengono presi nella 'rete' del sistema su indicato che prende 'pesci' sempre più piccoli sconvolgendo spesso la vita loro e delle loro famiglie, a causa di gravi errori diagnostici e di valutazione resi quanto mai frequenti dalle modalità attuali di approccio, basate su test e valutazioni meccaniche quantitative che non tengono conto della qualità delle situazioni ambientali e delle esperienze vissute.

E' probabile che alla base dell'evoluzione cui assistiamo piuttosto sgomenti ci siano i cambiamenti nella clinica e nell'organizzazione dei servizi diagnostici e assistenziali che sono rappresentate nelle famigerate Linee Guida per l'Autismo , emanate a livello ufficiale dall'Istituto Superiore di Sanità. Credo che tali linee guida siano profondamente sbagliate e da riprendere in considerazione per modificarle grandemente.

Da varie parti del mondo, dall'America, all'Inghilterra, alla Svezia, si levano voci contrarie alla attuale visione dell'autismo e dello spettro autistico, che propongono di riconsiderare tutto, di fronte al fallimento della ricerca sull'autismo, che non è stata in grado di trovare cause nè rimedi attendibili (L.Waterhouse). Si è proposto di rinunciare al termine stesso di autismo, e alla sua diagnosi, come concettualmente e clinicamente sbagliate. Si è proposto in particolare nei bambini piccoli che giungono all'osservazione, di non fare più diagnosi specifiche ma di considerarli come un gruppo da seguire e osservare approfonditamente, ad ampio raggio, in modo differenziato e individualizzato (ESSENCE, C.Gillberg), per trovare fattori specifici e rimedi individuali caso per caso.

Poichè nel 2015 il Parlamento ha fatto una legge che ha regolato gli interventi nel campo dell'autismo ( non so se esistano altre 'malattie' che hanno avuto questo onore...), delegando all'ISS il compito di occuparsene, è probabile che ormai la questione debba passare dalla politica, con tutte le complicazioni conseguenti. Nel 2016 è stato istituito dal Ministero dalla Sanità, attraverso l'ISS un Osservatorio nazionale dell'Autismo che esprime la posizione ufficiale che a noi sembra così profondamente sbagliata.

Credo che il Ministro della Sanità non dovrebbe rimanere insensibile al grido di dolore di tante famiglie devastate che cerco di trasmettere con questo mio appello, e dovrebbe avviare un ripensamento di tutta la situazione, con la necessaria trasparenza che oggi non c'è e rischia di coprire interessi organizzati in conflitto con gli interessi della salute pubblica.

Gianmaria Benedetti, npi, Firenze