AGGIORNARE LE TABELLE DI INVALIDITA' CIVILE (D.M. 05/02/1992)

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Le sole ed uniche tabelle utili ai fini della valutazione del grado di invalidità in ambito di: “ Invalidità Civile ”, fanno parte del Decreto Ministeriale del 5 Febbraio del 1992 e da allora non è stata fatta nessuna modifica, né alcun aggiornamento in merito. La scienza medica, nel frattempo, dal 1992 ad oggi ha fatto passi da gigante in materia di patologie invalidanti e di diritti civili; il legislatore di allora ha previsto solo un certo numero di menomazioni più comuni; per le altre ci si avvale di un criterio analogico, oppure si valutano i deficit funzionali conseguenti alla patologia da verificare. Esistono altre tabelle medico-legali più recenti, ma sono utilizzabili esclusivamente nei loro ambiti, vista la logica estremamente diversa che sta alla base della loro compilazione. Percentuali, forme algebriche riduzionistiche, (poiché le patologie non si possono sommare), scorporamento delle membra del paziente, quasi fosse un cyborg ante litteram, apripista degli sconvolgenti scenari futuristici tanto acclamati dalla narrativa di Philip Dick, tutto è convogliato nella direzione di una disgregazione dell'unità originaria contemplata dalla Filosofia Presocratica. Per non parlare di tutti i passaggi a cui ci si deve sottoporre prima di arrivare alla valutazione medica definitiva: una visita perlustrativa con i medici dell’AOSP, poi una conferma da parte dei temibili medici INPS e infine la validazione della massima Commissione Medica Superiore, con Ballata del Ragionier Fantozzi a seguire per i più fanatici del filone del genere della Commedia all'Italiana degli anni d'oro. Con questa petizione chiediamo al Ministro della Sanità, a nome di tutte le persone invalide e dei loro familiari messi a dura prova dalle difficoltà evidenti della gestione di tali criticità quotidiane, che venga aggiornato il suddetto Decreto Ministeriale e che siano tenute in massima considerazione le categorie sociali deboli e indifese degli invalidi civili e in particolar modo quella dei malati di mente, a cui viene riconosciuto ancor meno di quanto ci si aspetterebbe, proprio a causa dell'organo esaminato in questione, il cervello, ancora oggetto di dibattito e di studio infruttuoso e quindi di imbarazzo per la comunità scientifica tutta che nell'era dello Space X di Elon Musk e del tramonto delle sperimentazioni psicanalitiche, preferisce non esporsi e rimanere sul generico; come a dire: “ Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere ”, di Wittgensteiniana memoria. Come se i turbamenti psichici e la convivenza difficilissima e condizionante derivate da una madre autolesionista e capace di azioni sconsiderate all'interno del nucleo familiare, per dei bambini in età scolare e infantile, non fossero da considerare alla stessa stregua invalidanti di un handicap grave da deambulazione che impossibilita il genitore ad attraversare l’appartamento da un capo all'altro delle mura perimetrali. Agiamo come Organizzazione No Profit, con la testimonianza della famiglia di Walter che da trent'anni mantiene in vita la madre Adelina, gravemente invalidata dalla malattia mentale, oramai, irreversibile, che senza il loro aiuto vivrebbe abbandonata a se stessa, in qualche istituto dalle condizioni molto discutibili, come quelli presenti al Sud-Italia, o chissà dove, se, soprattutto, ancora in vita. Ma hanno pagato loro tre figli e il padre un prezzo altissimo, che ha condizionato le loro scelte, rendendoli a loro volta compromessi, incapaci di azioni serene ed equilibrate. Proprio nel mese di Marzo 2018, una Commissione Medica con il gravoso compito dai connotati misteriosamente kafkiani, per la paradossale convivenza assieme delle due caratteristiche dell'inafferabilità e della corporeità più terrena e condizionante della questione in esame, diretta da personale medico di sicura irreprensibilità’, ma non specializzato nella materia psichiatrica, si è riunita per dare un proprio giudizio solenne con applicazione rigida, senza poter tenere per nulla in conto il caso umano, revocandole l'invalidità al 100%, grazie alla quale percepiva un accompagnamento di settecentoquaranta euro mensili, indispensabile alla cura della propria persona e all’ausilio di una saltuaria collaboratrice domestica. Riducendo il grado di invalidità all'80%, d'ora in avanti percepirà duecentocinquanta euro, alla veneranda età di 65 anni e il pungolo di agire in ricorso per i familiari per vedersi riconosciuto un diritto di cui non dovrebbero mendicarne la necessità. Dove ricadrà il peso di questo evidente scompenso causato da chirurgiche valutazioni mediche di tale portata, non per un caso isolato, ma simile a tanti altri casi identici, sparsi a macchia di leopardo su tutte le ASL del territorio nazionale? Naturalmente sul benessere di tutte le Adeline stesse, innanzitutto, e sulle vite dei loro familiari, già esasperati da un potere d'acquisto dimezzatosi e dall'inadeguatezza delle strutture e dell'assistenza sanitaria carente. Rendiamo l'Italia un paese di diritto e civile. Firma anche tu la petizione a favore dell'aggiornamento delle Tabelle di Invalidità Civile (D.M. 05/02/1992); poi ci sarà da fare altro ancora per rendere la materia più vicina ai bisogni del cittadino che al rigore dei conti dell’INPS; ma questo tentativo, anche se è solo un primo passo, vale la pena di sostenerlo attivamente, con tutta la passione che contraddistingue noi italiani nel cimentarci con gran cuore nelle cose, per il bene dei nostri cari e di noi stessi.  



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