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Petitioning Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini

Revisionare i metodi educativi ed i materiali didattici nelle scuole riguardanti gli animali in quanto oggetto-prodotti.

Sentiamo la necessità di rivolgerci al Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini per segnalare una situazione che riteniamo ingiusta e sbagliata ma che continua a ripetersi nelle scuole italiane, in particolare materne e primarie.

Su molti testi scolastici, come si vede a titolo di esempio nella prima immagine allegata, vengono indicati ai bambini i “prodotti” che derivano dallo sfruttamento animale ma poi, trattando questo tema, le sofferenze e la morte purtroppo imposte agli animali cosiddetti "da reddito" sono completamente e colpevolmente ignorate.

La conseguenza è quella illustrata nella seconda immagine allegata: i bambini collegano gli animali solo e soltanto ai prodotti che da essi si possono ricavare.

Come e con quanto dolore tali prodotti vengano ottenuti, non è considerato della minima importanza.

A nostro giudizio, questa è un'impostazione inaccettabile sul piano culturale, morale e pedagogico. Continuando così , agli occhi degli scolari gli animali appariranno sempre alla stregua di semplici oggetti, cosa palesemente sbagliata e gravemente diseducativa.

Piaccia o no, tutti devono sapere che gli animali sfruttati e utilizzati per ricavare prodotti alimentari, forza lavoro, svago, indumenti, sono creature pienamente capaci di provare sensazioni come dolore, desiderio di libertà, gioia, affetti, disperazione, sofferenza.

Crediamo quindi giusto, ai fini di una formazione più corretta e completa, che questa sofferenza diventi parte integrante dell'insegnamento scolastico; continuare ad ignorare aspetti di tale importanza configura una grave forma di disinformazione.

Siamo anche certi che sia imprescindibile, sul piano pedagogico, dare il valore che meritano a insegnamenti come quelli del rispetto della vita, della sensibilità nei confronti della sofferenza, della compassione per le creature più deboli e indifese, ed è ora di finirla con le immagini ingannevoli del maialino o della mucca che stanno bene e che “sorridono”, mentre sappiamo bene che purtroppo le cose non stanno affatto così.

Oltre a tutto questo, si dovrebbe spiegare che negli allevamenti si utilizzano enormi quantità di cereali (che sarebbero utilissimi a chi soffre la fame vera!) per produrre piccole quantità di cibo da vendere ai paesi ricchi, dare indicazioni sull'enorme consumo di acqua necessario per produrre la carne, e insegnare che gli allevamenti sono una delle prime cause dell'effetto serra e dell'inquinamento a livello mondiale.

Ricordiamo anche che ci sono sempre più autorevoli studi che identificano nell'alimentazione a base vegetale quella più salutare per il nostro organismo; ma questo è un altro discorso, anche se meriterebbe un serio approfondimento nelle sedi opportune.

Sarebbe anche auspicabile dare agli scolari la possibilità di conoscere animali in occasione di gite o eventi dedicati, in modo che imparino a percepirli per quello che realmente sono: esseri senzienti che hanno molto in comune con noi (siamo tutti animali!) e che proprio come noi provano emozioni, percepiscono ed elaborano dolore, affetti, speranze, gioia, tristezza.

Chiediamo insomma agli organi preposti una revisione generale del metodo con cui l'argomento "prodotti derivati da animali" viene insegnato ai bambini nella scuola pubblica e se necessario delle norme che regolano la redazione dei testi ufficiali, oltre a un controllo di qualità e adeguatezza dei programmi scolastici attinenti a queste tematiche.

Ripetiamo: gli animali sono nostri compagni di viaggio su questo pianeta, non sono oggetti e non devono essere considerati tali, né sui libri, né dagli insegnanti e tanto meno dagli studenti.

Concludendo, siamo certi che nelle nostre scuole sia giusto dare insegnamenti che tengano conto di queste nostre considerazioni, ed elementi di giudizio completi con cui i futuri adulti potranno decidere come nutrirsi, evitando di incentivare flussi informativi funzionali al mantenimento dello status-quo e all'arricchimento di chi sfrutta e maltratta animali nella ricerca unica del profitto.

Segnalando che non è nostra intenzione fermarci ad una semplice petizione, e che cercheremo anche altri metodi di informazione e sensibilizzazione su questo tema, ci auguriamo di riscontrare la disponibilità del Ministero ad intervenire in favore di quanto richiesto e come tutti coloro che chiedono qualcosa, restiamo in attesa di una risposta.

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  • Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini


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