PER UNA RIPARTENZA DELLA SCUOLA DAVVERO IN SICUREZZA

PER UNA RIPARTENZA DELLA SCUOLA DAVVERO IN SICUREZZA

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Giovanna Fontana ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Ministro della Pubblica Istruzione e a

NO ALLE CLASSI INTERE IN PRESENZA!!!!

Difendiamo la salute e la vita degli insegnanti, degli studenti e del personale scolastico

I sottoscritti docenti condividono preoccupazione per la ripartenza della scuola il 14 settembre.

Su questo virus ancora sappiamo poco, in realtà tanto in questi mesi è stato fatto ma tanti interrogativi rimangono aperti. Partiamo dal dire quello che sappiamo ad oggi.

La scienza ci dice che:

– la malattia può essere asintomatica, paucisintomatica ma si possono sviluppare anche forme molto gravi, ognuno di noi infatti reagisce alla malattia in modo diverso

– il tasso di letalità aumenta con l'aumentare dell'età cioè detto in parole povere: chi rischia siamo noi insegnanti, non i ragazzi, e più anziani siamo e più rischiamo,

–    la pandemia durerà ancora tanto tempo, quanto non si sa, almeno fin quando non avremo un vaccino, inoltre passerà ancora molto altro tempo prima che venga somministrato a tutti,

– la curva dei contagi in Italia pian piano sta salendo, la curva è una curva esponenziale quindi il numero dei casi potrebbe avere un aumento repentino se non adottiamo delle misure,

– il distanziamento è la misura più efficace per prevenire il contagio,

– anche il lavaggio delle mani e la disinfezione con gel disinfettanti se fatte bene contano (cioè bisogna farlo per almeno 40 secondi e seguendo una procedura specifica),

– le mascherine di comunità non servono a nulla (non sono certificate) e dal CTS ne è stato ammesso l'uso,

– le mascherine chirurgiche servono per proteggere gli altri, ma non ci sono ancora studi su che ruolo abbiano realmente le mascherine nel prevenire la diffusione del contagio: esse hanno pori di diametro 10 micrometri (cioè un milionesimo di metro) ed il virus è circa 1/10 di micrometro (siamo sui 100 nm), quindi le mascherine bloccano le goccioline di saliva più grandi ma non quelle più piccole, cioè le goccioline più piccole che emettiamo quando parliamo, tossiamo o starnutiamo arrivano ben oltre 1 metro di distanza, mentre le più grandi cadono prima a terra

– l'OMS dice che la trasmissione aerea è possibile cioè il contagio è possibile attraverso le goccioline più piccole emesse da soggetti positivi che rimangono sospese per molto tempo nell'aria quindi una corretta ventilazione dei locali e le mascherine FFP2, FFP3 sarebbero essenziali negli ambienti chiusi

– il contagio avviene principalmente nei luoghi chiusi dove le persone stanno per molto tempo come per esempio accade nelle aule a scuola .......

Queste sono le cose che sappiamo, che ad oggi sappiamo, ma la scienza si costruisce mattone dopo mattone e quello che oggi riteniamo vero domani potrebbe non esserlo più.

In questi casi si dovrebbe applicare il principio di precauzione ovvero una politica di condotta cautelativa per quanto riguarda le decisioni sulla gestione delle questioni incerte: il principio di precauzione si applica infatti non a pericoli già identificati, ma a pericoli potenziali, di cui non si ha ancora conoscenza certa.

Quindi se le linee guida ci dicono di distanziare gli alunni di un metro, noi, se vogliamo cautelarci, dovremmo tenere distanziati i ragazzi il più possibile tra di loro ed ancora di più distanziare l'insegnante.

Invece cosa ci viene proposto? Classi di  25-27 alunni tutti insieme, basta che la distanza delle rime buccali sia di 1 metro, in pratica come prima, non è cambiato nulla............. sappiamo già che i nostri ragazzi non rispetteranno le distanze…...

La nostra proposta  è quella di fare scuola con le classi dimezzate, cioè metà ragazzi in classe e metà da casa a settimane alterne. Se tutti facessero così anche i trasporti per forza di cose sarebbero meno affollati.

Come ha detto il nostro preside più volte “Il rischio zero non esiste”, ma dimezzare le classi significa ripartire con un po' più di sicurezza per tutti: per noi, per i nostri alunni e per le famiglie dei nostri alunni.

Perché noi insegnanti non siamo delle cavie da laboratorio, ma siamo delle persone che vogliono la riapertura delle scuole, che vogliono lavorare, ma che sono consapevoli che esiste un rischio elevato e che quindi va minimizzato.

Con le classi intere il rischio rimane molto alto. Molte scuole stanno valutando questa soluzione ma il nostro preside dice che non possiamo farlo e che a molti insegnanti non piace la DAD, ma durante una pandemia non possiamo scegliere cosa ci piace fare e cosa non ci piace fare.

Abbiamo però il diritto di rientrare a scuola sapendo che abbiamo fatto il possibile per minimizzare il rischio. Per rientrare a scuola davvero in sicurezza.

Giovanna Fontana, ITIS L. da Vinci - Carpi (MO)

Foto di August de Richelieu da Pexels
 

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