Applicare il riuso al processo telematico

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Diego Zanga
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Petizione per promuovere l’applicazione concreta del RIUSO nel settore Giustizia.

Oggi il riuso e open source si fondano su alcune certezze: le nuove linee guida sul riuso entrate in vigore come pubblicate dall’AgID a maggio 2019

Un estratto dal sito dell'AgID: <<AgID emana e aggiorna le “Linee guida su acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni“ che dettano gli indirizzi secondo cui le PA, titolari di soluzioni e programmi informatici realizzati su specifiche indicazioni del committente pubblico, hanno l’obbligo di rendere disponibile il relativo codice sorgente, completo della documentazione e rilasciato in repertorio pubblico sotto licenza aperta, in uso gratuito ad altre amministrazioni e alla collettività.>>

Scopo di questa petizione è chiedere un applicazione pratica e tangibile, del riuso nel settore del processo telematico.

Perché?

  • ECONOMICITÀ - c'è la possibilità di riusare il software in altri settori, come il processo tributario, quello amministrativo, eccetera, dove operano TAR, Consiglio di Stato, Sogei, Ministero delle finanze, ed un’ampia gamma di settori oltre al settore giustizia e all’uso possibile nei settori privati
  • SICUREZZA - più persone potranno ispezionare il codice, come in altri progetti open source, verificando l'assenza di back door, l'utilizzo di best practice, la verifica dell'assenza di password nel codice sorgente, etc, etc, elementi tra l'altro previsti anche nel framework OWASP 4.0
  • QUALITÀ - verifica della presenza di test di regressione, integrazione, test unitari e di sistema, test di accettazione
  • INNOVAZIONE - la licenza open source consentire il riutilizzo del software in altro ambito e consente certamente di colmare le lacune sulle specifiche tecniche riguardanti il processo telematico (es. dimensionamento campi, etc)
  • TRASPARENZA - in passato il DGSIA ha già dovuto discutere con l'ANAC in merito alle attività per il Processo Telematico, già la pubblicazione dei sorgenti e conseguente possibilità di riuso consentirebbe di offrire maggiore trasparenza - https://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2017/del.1006.2017.pdf
  • PLURALITÀ - Pubblicare i sorgenti è un MEZZO per trovare altre fornitori che si preparino per le prossime gare (l’ultima ed unica è per 25 milioni di euro, qualche interesse economico può nascere) ed ottenere una sana competizione avrebbe i suoi vantaggi economici, risolvendo anche un problema rilevato dall’ANAC
  • MODELLO - Come ogni nuovo regolamento l'applicazione del riuso avrà difficoltà operative dovute alla burocrazia, un impegno concreto in un settore potrebbe fare da apripista per il resto dell PA e parlarne certo non fa male


COSA FA IL SOFTWARE IN QUESTIONE?

  • è un repository documentale con API SOAP
  • gestisce la firma digitale degli atti
  • ha un ambiente per la redazione di documenti usando “macro” da una base dati
  • gestisce flussi via PEC
  • gestisce la validazione di documenti strutturati in XML, basati su schemi XSD
  • usa la crittografia 3DES per una parte dei flussi 
  • espone API SOAP (PRE WS-BASIC-PROFILE 1) per la consultazione di base dati centralizzate e distribuite 

Il costo fin qui è in un capitolo di spesa, certamente maggiore di 50 milioni di euro, entro i 500 milioni del capitolo totale.

Come paragone sul tema repository documentale ed open source in ambito giustizia c’è il progetto per il settore penale del  tribunale di Cremona che usa Alfresco

Riprendendo dunque dalla petizione per il rilascio del software della PA con licenza open source (Petizione 2007), ora ci sono indubbiamente migliori condizioni per attuare questa richiesta, ma, serve la volontà di farlo.

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