Alessi NON DOVRÀ MAI uscire dal carcere. Nè per premi, nè per lavoro: MAI PIÙ.

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Un pluricriminale come Mario Alessi rischia di tornare in semilibertà per permessi-premio(?). La notizia è scandalosa e ridicola già di per se.

Noi cittadini di Parma, ma mi sento di parlare un po' per tutta l'Italia e il mondo civile, rifiutiamo di riaccogliere (seppur in semilibertà) un individuo altamente pericoloso e socialmente dannoso come Alessi: non è bastato il primo segnale e il primo sbaglio commesso dalla magistratura, quando fu liberato dopo soli sei mesi di carcere in Sicilia, per aver stuprato e molestato per settimane una sedicenne, davanti all'inerme fidanzato diciottenne legato ad un albero? La compagna con la scusa del figlio malato ce lo spedì qui a Parma, dove sappiamo tutti cosa avrebbe fatto, a scontare (per breve tempo) gli arresti domiciliari; tutto questo contro il parere delle istituzioni competenti che lo ritenevano soggetto estremamente pericoloso.

Nel settembre 2005 iniziò a lavorare col complice Salvatore Raimondi e la convivente Antonella Conserva al piano per sequestrare a scopo di estorsione il piccolo Tommy, in cambio di un capitale di 5 milioni di euro da sottrarre alle poste più un eredità di Onofri pare, ma l'incertezza e l'anomalia del rapimento lasciarono diversi dubbi nei media e nell'opinione pubblica che accusò inizialmente lo stesso Paolo, linciato mediaticamente e ingiustamente (e forse proprio  questo due anni dopo portò Paolo in coma per sei anni per poi morire nel 2014), anche a causa di foto pedopornografiche che pare avesse raccolto anni prima per una denuncia mai ultimata. Il 2 marzo 2006 alle 19:30 Alessi e Raimondi si introdussero nel casale degli Onofri armati e a volto coperto, dopo aver fatto saltare la luce tramite il contatore esterno e indotto il padrone di casa ad uscire per riaccenderlo , immobilizzarono Paolo legandolo con del nastro adesivo e intimarono alla madre Paola di dar loro i soldi: Paola, vicina a Sebastiano, il fratello maggiore di Tommy , per evitare che si facesse male nel tentativo di difendere Tommy, minacciato a vista da Alessi che gli puntava la pistola alla nuca, consegnò 150€, ma Raimondi dopo aver legato Paolo da capo a piedi minacciandolo col coltello, legò anche Paola e Sebastiano in malomodo e sfilò Tommaso dal seggiolone portandoselo via nella notte e strappandolo alla sua casa e alla sua famiglia che da quel momento disperatamente e con sempre un misto di angoscia e speranza, aspettò solo sue notizie e il suo ritorno. Purtroppo questo mostro alle 20:50, circa un'ora dopo la fuga dal luogo del sequestro, lo strangolò prendendolo prima a schiaffi e pugni e poi lo finì con una badilata "perché piangeva troppo", dato che il bimbo probabilmente ebbe un attacco epilettico, malattia di cui era soggetto e che i genitori curavano col medicinale Tegretol, più volte citato anche nell'appello ai rapitori nella speranza, purtroppo vana, che fosse trattato bene, quando in realtà era già morto.

Doveva essere un rapimento-lampo, ma l'incompetenza a delinquere oltre che la malvagità di questi individui ha portato a farli spaventare per un lampeggiante, cadere dal motorino in fuga e poi... Il delirio folle e crudele di Alessi. Lo stesso si può dire del Raimondi che nel legare la mamma Paola si era tolto i guanti e aveva lasciato l'impronta sul nastro adesivo, o della Conserva (mente, preparatrice e raccoglitrice di informazioni del piano e carceriera di Tommy se Alessi non avesse posto fine a qualsiasi galera), che cercò di predisporre un alibi al compagno: la sera prima del rapimento nel tentativo di confondere la barista di Casaltone, vicino Casalbaroncolo, contestando l'inesattezza dell'ora sullo scontrino, voleva far ricordare la loro presenza al bar e all'ora del rapimento.

La cosa più orribile una volta ucciso il piccolo angelo Tommy fu la recita-pagliacciata che di fianco la compagna mise in scena in TV nelle interviste dichiarando che amava i bambini, che "sono angeli", che amava suo figlio (ancora una volta usato per salvarsi la pelle) e che avrebbe fatto una festa quando Tommy fosse stato liberato.

Oltre il danno la beffa! Bene, non ancora! Non anche stavolta cari giudici, magistrati e avvocati vari! Non di nuovo, non qui! Altrimenti qualcuno dovrà risponderne per ora, come per allora e GIÀ SAREBBE DOVUTO ESSERE STATO FATTO!

Sbagliare è umano, ma perseverare è DIABOLICO.



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