MAI PIU' DAD - Misure strutturali per i problemi della scuola

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Francesca Marina Morpurgo ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a

LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI E ALLA STAMPA SULLA SITUAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA NEL TERZO ANNO SCOLASTICO COLPITO DALLA PANDEMIA DA COVID 19

  • Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi
  • Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi
  • Dirigente Ufficio scolastico regionale del Lazio Rocco Pinneri
  • Assessore scuola e formazione Regione Lazio Claudio di Berardino
  • Assessora alla Persona, alla Scuola e Comunità solidale Veronica Mammì
  • Redazione ANSA e ADNKRONOS

E p.c

  • Garante per l’infanzia e l’adolescenza della regione Lazio
  • Sindaci di Roma e di tutti i capoluoghi della Regione

Come genitori e/o docenti di studenti e studentesse delle scuole di ogni ordine e grado della regione Lazio, siamo seriamente preoccupati per l’avvio dell’imminente anno scolastico 2021/2022.

A ormai un mese dall’inizio del nuovo anno scolastico, per quello che si appresta ad essere il terzo anno scolastico dall’inizio della pandemia il dibattito è concentrato quasi esclusivamente su vaccini e green pass trascurando ancora una volta questioni veramente fondamentali quali il dimensionamento delle classi, l’edilizia scolastica, l’organico.

Siamo consapevoli che nel CDM del 5 agosto è stata approvata una misura (il green pass obbligatorio per il personale della scuola) che è volta ad evitare il ricorso alla DAD, ma è chiaro a tutti che una misura del genere, oltre ad essere osteggiata da molti, non è purtroppo sufficiente a garantire, adottando tutte le misure necessarie senza se e senza ma, la scuola in presenza per TUTTI gli studenti di ogni ordine e grado, senza discriminazione alcuna.

Le possibili modalità di avvio delle attività per il prossimo anno sono infatti chiaramente inadeguate e insufficienti riguardo alla soluzione di problemi atavici della scuola pubblica italiana e resi esplosivi dalla pandemia: l’adeguamento alle reali esigenze delle dotazioni organiche di personale docente e ATA e la relativa stabilizzazione, la messa in sicurezza degli edifici, la riduzione delle classi pollaio, l’ampliamento dei trasporti, l’organizzazione di scuole all’aperto o l’utilizzo degli spazi aperti già esistenti nelle scuole, la presenza di presìdi sanitari presso le scuole utili anche per il tracciamento. Quello che stiamo apprendendo, anzi, va in totale controtendenza a qualsiasi regola di buonsenso: contrazione delle classi con conseguente aumento degli alunni per classe.

Da quanto apprendiamo dalla stampa, inoltre, il piano scuola scarica gran parte dell’onere organizzativo sui dirigenti scolastici e sugli insegnanti, privandoli del necessario supporto da parte del governo. Perché se è vero che il Consiglio dei ministri ha deliberato 112 mila assunzioni, molto difficilmente queste verranno completate prima del 2022-23. Per l’immediato, «le risorse stanziate per il personale aggiuntivo dal governo Draghi sono inferiori a quelle previste dal governo Conte», spiega il segretario della Flc-Cgil Francesco Sinopoli. «Da 1,85 miliardi si passa a 350 milioni di euro. Mancano i soldi per sdoppiare le classi, e diminuire il numero di alunni per classe non aiuta solo sul piano del contagio ma anche da quello della qualità dell’offerta didattica».

In queste condizioni è ovvio che la DAD, la didattica a distanza, resta la soluzione a cui molti pur senza esplicitarlo pensano di ricorrere in caso di un’ulteriore ondata della pandemia, trascurando in questo o mettendo sotto silenzio i danni che questa modalità didattica ha prodotto sia dal punto di vista delle competenze e dell’abbandono scolastico sia – drammaticamente – sull’equilibrio psico-fisico di bambini e bambine, ragazzi e ragazze.

In sintesi, il diritto alla scuola è stato sacrificato già per due anni scolastici in questo Paese, più di quanto avvenuto in qualunque altro Paese europeo, ed è inaccettabile che questa situazione permanga. Pretendiamo che a ciò venga posto rimedio tramite un piano strutturato e che coinvolga, anche con lo stanziamento dei fondi necessari, tutte le figure e le istituzioni competenti, e che vada finalmente a risolvere i problemi emergenti e quelli atavici della scuola.

Le sottoscrittrici ed i sottoscrittori di questa lettera aperta PRETENDONO RISPOSTE CHIARE E AZIONI CONCRETE dai destinatari della presente, che non si limitino all’obbligo vaccinale e che siano volte a:

- stanziare i fondi necessari per predisporre spazi scolastici adeguati e per assumere l’organico necessario a garantire un adeguato distanziamento, prima misura realmente efficace per contrastare il contagio e il diffondersi dell’epidemia

- adeguare i trasporti in modo tale che studenti e personale scolastico possano viaggiare senza mettere in pericolo se stessi e gli altri e senza dover ricorrere a scaglionamenti

- predisporre un efficace sistema di tracciamento, anche tramite l’uso di tamponi salivari (altrettanto efficaci e meno invasivi)

- alla luce dell’adozione del green pass obbligatorio per il personale scolastico e per gli studenti universitari, rendere disponibili tamponi gratuiti o a prezzo realmente calmierato (che non può essere di 8 euro ogni 48 ore, un prezzo inaccessibile per molte famiglie e che porta nella pratica all’obbligo vaccinale o all’impossibilità per molti bambini di accedere a luoghi o ad attività per loro essenziali)

- non fare distinzioni tra studenti e studentesse vaccinati e non vaccinati, ipotizzando il ricorso alla DAD per questi ultimi o ancora più grave introducendo la possibilità di non indossare la mascherina solo per classi interamente vaccinate e/o guarite, generando così una grave discriminazione o comunque antipatia verso gli eventuali studenti e studentesse non vaccinati.

- trovare soluzioni alternative affinché le elezioni amministrative e/o politiche non vengano più effettuate negli edifici scolastici, al fine di preservare il diritto di studenti e studentesse ad una didattica senza inutili e dannose interruzioni.

Non è più accettabile che i bambini, i ragazzi, gli studenti, le loro esigenze, i loro bisogni, i loro diritti, siano sistematicamente sacrificati. L’imposizione del green pass al personale scolastico è una soluzione emergenziale ma non una vera soluzione ai problemi della scuola, che sono strutturali, perdurano da tempo e vanno finalmente risolti, anche utilizzando allo scopo i fondi del PNRR. Rivendichiamo per i cittadini minorenni di questo paese, non votanti ma pur sempre portatori di diritti fondamentali e inalienabili, il diritto a ricevere un’istruzione degna di loro in edifici finalmente adeguati, sicuri e non ultimo in cui sia gradevole stare.

La nostra numerosa rete, attiva da anni presso le scuole e composta da associazioni di genitori e docenti, cui si aggiungono diversi singoli cittadini e cittadine, monitorerà costantemente sulle reali azioni messe in campo dal governo e dagli enti locali nella direzione auspicata.  In caso di perdurante inerzia o di azioni insufficienti, tardive o inefficaci, siamo pronti e determinati a intraprendere ogni azione e iniziativa a tutela del diritto all’istruzione, garantito dalla nostra carta costituzionale, per i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze di questo Paese.

Priorità alla scuola Roma

Rete Apriti scuola

MCE - Roma

Genima - Associazione Genitori in Rete

Associazione Genitori Falcone e Borsellino

Associazione Genitori Appio Claudio - APS

Coordinamento Genitori Democratici - Nazionale

Coordinamento Genitori Democratici - Roma

Coordinamento Presidenti Consiglio Di Istituto Roma e Lazio

 

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