Master in Chirurgia Estetica: tutelare i pazienti e la figura dello specialista

Master in Chirurgia Estetica: tutelare i pazienti e la figura dello specialista

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Specializzandi e neospecialisti italiani in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Ministro dell'istruzione e a

Nell’epoca in cui viviamo la società dimostra sempre maggiore attenzione per l’estetica del volto e del profilo corporeo.
L’aspetto esteriore gioca un ruolo fondamentale nelle relazioni interpersonali e rappresenta quindi un aspetto fondamentale dello stato di salute e benessere del cittadino.
Per questa ragione le persone ricercano ogni giorno una figura che possa soddisfare i propri desideri e le proprie necessità cosmetiche.
 
I pazienti cercano risposte ai loro quesiti soprattutto su internet, venendo spesso a contatto con numerose pubblicità di chirurghi plastici, medici estetici, chirurghi estetici e simili senza essere pienamente a conoscenza della reale differenza tra queste figure, talvolta ritenendole alla pari nelle loro competenze medico-scientifiche.
 
Alla luce dell’offerta sempre crescente di Master in Chirurgia Estetica, riteniamo sia doveroso intervenire al fine di tutelare la categoria degli specialisti in Chirurgia Plastica.
La formazione dello specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica prevede l’acquisizione di conoscenze teoriche, scientifiche e chirurgiche nell’ambito delle malformazioni, della traumatologia, delle neoplasie dei tegumenti, delle parti molli e dello scheletro, e delle altre patologie che provocano alterazioni morfologiche e funzionali. Inoltre deve avere altresì acquisito competenze nelle tecniche chirurgiche con implicazioni e finalità di carattere estetico.
 
Nello specifico, un chirurgo plastico è un medico specialista che dopo la laurea magistrale in medicina e chirurgia, una volta acquisita l’abilitazione all’esercizio della professione medica, sostiene una prova concorsuale nazionale molto selettiva per accedere ad una scuola di specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Negli ultimi anni si registra una grande richiesta per questa Scuola che ha permesso di selezionare i migliori medici laureati in quanto i pochi posti assegnati vengono attribuiti ai candidati con migliore punteggio di ammissione. Non tener conto del reale fabbisogno di specialisti in chirurgia plastica sul territorio includendo la chirurgia estetica nei calcoli ministeriali e quindi non aumentando le borse destinate e non selezionando i medici competenti, si rischierà di fornire in futuro ai cittadini un servizio di minore livello in quanto medici solo laureati o specialisti di altre branche più numerose ma meno selettive andranno sul mercato in crescita a riempire dei buchi con minore professionalità e formazione.
Anche considerando che, per ottenere il diploma e il titolo di specialista, è necessario frequentare tale scuola per 5 anni, ricevendo da insegnanti con alti indici bibliometrici una formazione dettagliata strutturata sia in didattica frontale che in esercizio pratico obbligatorio con un numero di crediti formativi altissimo.
Sono inoltre obbligatori per il conseguimento della specializzazione almeno 50 interventi di alta chirurgia, di cui il 10% come primo operatore, almeno 100 interventi di media chirurgia, di cui il 25% come primo operatore, almeno 250 interventi di piccola chirurgia, di cui il 40% come primo operatore.
Per di più nei programmi di formazione specialistica, la chirurgia estetica viene valutata e praticata negli ultimi anni di corso proprio perché rappresenta la sublimazione delle conoscenze e delle acquisizioni sia culturali che manuali della chirurgia plastica, necessitando di una preparazione consolidata sui vari aspetti della chirurgia plastica prima di essere messa in atto.
 
Contrariamente a ciò, chi si fa chiamare chirurgo estetico, potrebbe avere dopo la laurea in medicina e chirurgia solo un corso o un master in medicina estetica della durata più o meno variabile, tendenzialmente un anno. Tutto questo è reso legale dal fatto che per la legge italiana è ammessa la pratica di discipline medico-chirurgiche come la chirurgia o medicina estetica ad opera di medici non specialisti, eccezion fatta per la radiologia e l’anestesia.
 
Risulta però evidente il divario di esperienza e delle conoscenze apprese nella materia da queste due figure professionali, infatti la mole di conoscenza pratica e teorica acquisita dallo specialista in chirurgia plastica non può che essere superiore in termini di ore di apprendimento, di competenze e capacità di gestione di casi clinici semplici o complessi, di indicazioni e di tecniche di chirurgia estetica e ricostruttiva approfondite fino ad eseguirle in prima persona gestendo poi il decorso post-operatorio.
Comparando i programmi e la durata dei principali Master di Chirurgia Estetica disponibili, appare evidente che non possono in alcun modo essere equiparati o sostituire il percorso formativo di specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica.
 
I master, inoltre, sono patrocinati dalle università quindi rappresentano dei titoli accademici a tutti gli effetti. Sono corsi a pagamento di durata variabile, solitamente un anno, che non prevedono alcuna selezione per l’ammissione, se non appunto la laurea in Medicina e Chirurgia.
Si tratta spesso di corsi teorici o di tipo osservazionale (come per esempio gli “hands-on” che consistono nell’osservare alcuni interventi in sala operatoria senza prenderne parte attiva né eseguirli da primo operatore).
All’atto pratico qualsiasi medico laureato e abilitato può frequentare un master a pagamento e dopo un anno acquisire così il titolo di chirurgo estetico.
 
Nonostante le numerose campagne informative intraprese soprattutto dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Sicpre che annovera tra i soci ordinari visibili nel suo sito pubblico solo specialisti nella disciplina, nonostante nel sito della Fnomceo si possa risalire alle reali specializzazione del medico iscritto all’Ordine della città dove esercita e nonostante i numerosi inviti ai pazienti ad affidarsi soltanto a specialisti in chirurgia plastica, persiste molta confusione in questo ambito e spesso la figura del chirurgo estetico viene confusa erroneamente con quella dello specialista in chirurgia plastica.
Chi consegue tali Master successivamente tende ad utilizzare in modo improprio il titolo di Chirurgo Plastico, portando il paziente ad affidarsi a quello che crede essere uno specialista esperto in materia. Questo trend si traduce in un incremento di complicanze postoperatorie dovute a errata tecnica chirurgica e mala gestio, con un danno di immagine che si ripercuote sull’intera categoria degli specialisti in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica.
Il risultato di ciò rappresenta più di ogni altra cosa un pericolo reale per i pazienti, che si sottopongono a procedure più o meno invasive effettuate da professionisti non esperti del settore, potendo esitare così in danni irreversibili e risultati peggiorativi.
 
Esposto e chiarito lo scenario soprariportato e in accordo con la definizione di Master, ovvero di un corso di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente, si intende proporre una petizione con l’obiettivo principale, non di abolire e svalorizzare i master in chirurgia estetica, bensì di renderli qualitativamente più formanti e appetibili, rendendoli però al contempo accessibili ai soli medici dotati di titolo di specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica.
La diretta conseguenza della realizzazione di questa proposta non sarebbe altro che garantire ai pazienti trattamenti d’eccellenza ponderati sulle competenze acquisite durante i 5 anni di specializzazione e ulteriormente migliorate in un tempo successivo variabile di uno o più master magari distinti per campi, distretti ed interventi specifici.

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