PETIZIONE CHIUSA

Riduzione dell'orario settimanale del lavoro dipendente privato e pubblico

Questa petizione aveva 23 sostenitori


Lavorare 6 giorni su 7 e/o 40 ore settimanali è il più grande paradosso che la nostra società 'libera' abbia potuto creare.

Si vive ormai per il lavoro, in una sorta di schiavitù che ci depaupera del nostro bene più prezioso, il tempo, che potremmo dedicare alla nostra realizzazione personale, a curare i nostri affetti e i nostri cari, che nel frattempo invecchiano sempre più ed hanno sempre più bisogno di attenzioni, e ad apprezzare maggiormente il mondo in cui siamo nati.

Il meccanismo delle 8 ore al giorno crea malattie psicosomatiche che vanno ad aggravare il bilancio dello Stato, oltre che rovinare la salute di tantissime persone.

Ci stanno togliendo la libertà e di contro ci esortano a sentirci grati verso coloro che ce ne privano.Tutto ciò in cambio di cosa? Della libertà economica. Ma non avendo altra scelta questa 'libertà' ci rende schiavi, alienati in una società già di per sè alienata.

C'è da aggiungere che da qui a 20 anni verranno persi milioni di posti di lavoro, a causa del sempre maggiore insinuarsi di strumentazioni tecnologiche che andranno man mano a sostituire la manodopera.

Bisogna agire prima che questo avvenga. La politica sta valutando soluzioni quali redditi di cittadinanza, redditi di inclusione o sociale, che costano miliardi di euro. Con questi stessi miliardi si potrebbe fare ben altro.

Ridurre l'orario settimanale di lavoro, mantenendo lo stesso salario, in modo da creare nuovi posti di lavoro, e dare più libertà ad ogni cittadino lavoratore.

In Italia lavorano circa 17 milioni di persone con contratto subordinato, di cui 3 milioni nella Pubblica Amministrazione. Vogliamo ridurre le ore di lavoro settimanali: per i lavoratori privati da 40 a 35 e per i dipendenti pubblici da 36 a 32.

In questo modo vengono rese disponibili ogni settimana circa 80 milioni di ore di lavoro. Parte di queste ore viene recuperata con l'inesorabile diminuzione dei giorni di malattia dei dipendenti, originata dal seguente miglioramento della qualità della vita. Un'altra grande porzione è recuperata tramite l'aumento della produttività, che può arrivare anche al 20%.

Convertendo il resto delle ore non recuperate (circa 50 milioni) in incremento occupazionale, si arriva ad avere circa 1,4 milioni di nuovi assunti, che costerebbero allo Stato circa 25-30 miliardi di euro. Questa può sembrare una cifra elevata, ma sottraendo i sussidi di disoccupazione, la Cassa Integrazione e gli altri ammortizzatori sociali, oltre che all'inevitabile risparmio sul Sistema Sanitario Nazionale, la cifra finale collima con quella stimata per garantire il reddito di cittadinanza.

Unisciti a noi affinchè parta la sperimentazione per la riduzione dell'orario di lavoro dipendente in regime privato da 40 ore a settimana a 35 e per il settore pubblico da 36 a 32 ore settimanali.

Nelle nazioni del Nord Europa, la rivalutazione dell'orario di lavoro  subordinato è già una realtà consolidata e i primi risultati vanno oltre ogni più rosea aspettativa: maggiore gratificazione professionale e qualità della vita, da cui deriva una maggiore produttività.

Chiediamo inoltre che ogni lavoratore possa rivedere il proprio contratto autonomamente, ridefinendo la quota di ore settimanali e quindi il relativo salario fino ad un minimo di 24 ore a settimana.

 



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