Introduciamo l'educazione sessuale per gli adolescenti

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Chiediamo di introdurre corsi obbligatori di informazione medico sanitaria sul funzionamento del corpo in relazione alla sessualità e sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili destinati a chi compie 18 anni.

"Vicenza, 18enne si sente male in classe: stava abortendo per la quarta volta. La giovane aveva assunto farmaci per interrompere la gravidanza. Era già stata condannata a 15 giorni di reclusione"

Egregie ministri,

siamo nel 40esimo anniversario della legge 194, legge fondamentale per i diritti di autodeterminazione delle donne e di tutela della loro salutek, eppure ancora oggi compaiono notizie come quella che leggete sopra.

Vorrei chiedere a questa sventurata ragazza con quale consapevolezza e con quale coscienza  sia arrivata a un atto simile. Mi viene da pensare meno di poca. E con quale educazione al comportamento sessuale, ai mezzi di prevenzione per scongiurare gravidanze o malattie sessualmente trasmissibili? Nessuna.

La legge 194 non è solo la legge che depenalizza l'interruzione volontaria di gravidanza, essa reca con se importanti indicazioni sulla formazione e l'informazione a tutti i cittadini e a tutte le cittadine riguardo i comportamenti sani e i mezzi di prevenzione.

Solo il 2 per cento delle donne italiane usa la pillola regolarmente, contro il 41,5 per cento delle francesi. Il mezzo di contraccezione più usato dagli italiani è il coito interrotto. Poche le coppie che usano il preservativo. L’Aids è ancora un’emergenza.

Sono in aumento tra uomini e donne le malattie sessualmente trasmissibili. Poche e distorte le informazioni su temi importanti come le vaccinazioni o la fertilità. Sono tutti dati che derivano da assenza di formazione strutturate collettiva sui rischi legati ai rapporti sessuali non controllati.

I nostri studenti e le nostre studentesse, i nostri figli e le nostre figlie sono lasciati soli a coltivare cattive conoscenze, magari acquisite tra pari, o peggio, on line, senza guida, senza approfondimento, senza verifica della correttezza delle informazioni possedute, con scarse consapevolezze e assenti coscienze nei riguardi dei comportamenti sessuali. 

Le associazioni dei genitori, sbagliando profondamente,  nutrono perplessità sulla possibile presenza a scuola di corsi di informazione scientifico sanitaria riguardo la sessualità, confondendola con una sorta di autorizzazione alla promiscuità quando invece gli effetti sarebbero proprio il contrario.

Le famiglie non si fanno carico di fornire ai figli informazioni adeguate, spesso gli adulti stessi non le posseggono. In assenza di informazione adeguata c'è il liberi tutti, c'è l'inconsapevolezza, c'è il rischio, c'è disinformazione. E il rischio conduce parecchi problemi a livello sociale e financo fatti sconvolgenti come quello di cui sopra, fatti di cui siamo colpevoli tutti.

Sarebbe necessario informare e, attraverso la conoscenza, indurre a comportamenti corretti, rendere consapevole chi cresce sui rischi e sulle eventualità di gravidanze indesiderate o di contrarre malattie, e sarebbe utile farlo gradualmente a partire dalla pubertà. So che molti si metterebbero di traverso. Però è un problema sociale e riguarda tutti e tutte per i costi individuali e collettivi che tale mancata formazione comporta.

Facciamolo almeno con i maggiorenni.

Tutti i ragazzi e le ragazze raggiunta la maggiore età frequentino dei corsi obbligatori di educazione sulla prevenzione delle malattie trasmissibili e delle gravidanze indesiderate predisposti da personale medico-sanitario nelle scuole o nei luoghi predisposti a tale fine.

E, per le ragazze e i ragazzi i cui genitori diano il consenso informato, si inizi a informare ed educare fin dalla pubertà.  

 

 

 



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