SALVIAMO L’ANNO SCOLASTICO POSTICIPANDOLO AL 1° OTTOBRE

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Un gruppo di docenti precari ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina e a

SALVIAMO L’ANNO SCOLASTICO POSTICIPANDOLO AL 1°OTTOBRE

L’avvio dell’anno scolastico rappresenta, ormai da diversi anni, un momento estremamente complesso dal punto di vista organizzativo per le istituzioni scolastiche e gli organi scolastici territoriali (USR e USP) impegnati nel reclutamento di docenti supplenti in grado di coprire una parte consistente delle cattedre vacanti. È ormai noto che ogni anno una parte considerevole del personale docente (nonché del personale di servizio ausiliario - ATA) viene assunta con contratti a tempo determinato per consentire il regolare avvio e svolgimento dell’anno scolastico.

Ogni anno, infatti, le istituzioni scolastiche si trovano costrette a cominciare l’anno scolastico in sordina, cercando di organizzare come possono la didattica utilizzando i pochi insegnanti di ruolo già in servizio dal 1° settembre, in attesa delle assegnazioni delle cattedre vacanti attraverso procedure che necessariamente si rivelano lunghe e complesse.

Di norma, quindi, fino ad ottobre inoltrato l’anno scolastico difficilmente riesce a partire con regolarità. Questo in condizioni di “normalità”. Una normalità (un po’ anomala, a dire il vero) che quest’anno è aggravata da condizioni contingenti dal carattere piuttosto stringente. Da un lato l’emergenza Covid-19 ha richiesto uno sforzo ulteriore alle istituzioni scolastiche e agli organi territoriali di competenza per garantire la riapertura in sicurezza sulla base delle indicazioni fornite dal MIUR e dal CTS, le quali mantengono comunque un certo grado di incertezza dovuto alla difficile previsione sugli sviluppi dell’epidemia nell’arco dell’autunno-inverno; dall’altro la previsione (a dire il vero conosciuta già da tempo) di interruzione delle attività didattiche (programmata per il 20-21 settembre) necessaria all’insediamento dei seggi per il voto sul quesito referendario e, in alcune regioni, per l’elezione del Presidente della Regione e della Giunta regionale che, inevitabilmente, terrà chiuse le scuole presumibilmente dal venerdì precedente al martedì successivo le operazioni di voto e scrutinio.

A tali problematiche si aggiunge la questione legata alle nuove Graduatorie Provinciali Scolastiche (GPS), istituite quest’anno per la prima volta su piattaforma digitale, che stanno generando presso i diversi Uffici Scolastici Provinciali diversi problemi di gestione a causa di numerosi errori e inesattezze, da più parti denunciate, nell’attribuzione dei punteggi. Problematiche che rendono ancor più complesso l’avvio del meccanismo di reclutamento del personale docente supplente con la preoccupazione di andare incontro ad assegnazioni di cattedre sulle quali potrebbero, potenzialmente, gravare ricorsi e contenziosi legali con gravi ripercussioni (economiche e gestionali) per gli alunni, le istituzioni scolastiche e lo Stato. Questa difficile situazione complessiva ha già indotto le Regioni Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Campania a ritardare di 10 giorni l’avvio dell’anno scolastico. 

In virtù di quanto sin qui espresso chiediamo al Ministero dell’Istruzione e alle Regioni di posticipare, con apposito decreto, l’avvio dell’anno scolastico al 1° ottobre per consentire:

1.    di monitorare con qualche settimana in più l’andamento della curva dei contagi al fine di avere un quadro di diffusione dell’epidemia in corso più chiaro, come peraltro indicato da autorevoli specialisti in prima linea nell’emergenza Covid-19;

2.    consentire alle istituzioni scolastiche un lasso di tempo maggiore per organizzare al meglio i propri spazi, diffondere con maggiore accuratezza le procedure per una corretta e sicura fruizione degli ambienti al personale docente e alle famiglie e avviare con più respiro i PAI e i PIA (percorsi di recupero);

3.    permettere agli organi competenti (USP, USR e Istituzioni scolastiche) un lasso di tempo congruo per controllare le GPS e correggere eventuali errori o inesattezze attribuendo il corretto punteggio ai candidati presenti nelle graduatorie, assicurando in tal modo la correttezza formale e sostanziale dello strumento principale sulla base del quale vengono assegnate le cattedre vacanti su tutto il territorio nazionale.

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