Garantire i diritti delle persone con DSA al Concorso Docenti 2020

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La scuola e i corsi di specializzazione per insegnanti ci formano continuamente sull’inclusione e sulla necessità di attenzione verso i bisogni educativi speciali. Per accedere al ruolo ci viene chiesto di conoscere i riferimenti normativi sulla valorizzazione delle diversità, peccato che al contempo agli aspiranti docenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento non venga riconosciuto tempo aggiuntivo per lo svolgimento delle prove, né alcuno strumento compensativo. Le prove, infatti, prevedono eventuali tempi più lunghi per chi abbia la certificazione ai sensi della legge 104/1992, ma non contemplano assolutamente le certificazioni ai sensi della legge 170/2010.

I Decreti che a fine aprile 2020 hanno bandito le procedure ordinaria e straordinaria per l'immissione in ruolo dei docenti, NON garantiscono un equo accesso alle persone con DSA, ignorando così una finalità della legge n. 170/ 2010: «assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale» (art. 2).

Essere insegnanti con DSA diventa una colpa da espiare con il precariato a vita, a quanto sembra. La scuola italiana vuole docenti veloci, efficienti - una crocetta al minuto nella procedura straordinaria e nella pre-selettiva di quella ordinaria - in barba ad ogni principio didattico e pedagogico. La scuola italiana non vuole docenti con DSA.

Noi crediamo che l’inclusione sia una scelta politica, etica e culturale che riguarda non solo la scuola, ma soprattutto il Ministero della pubblica istruzione.

Per questo chiediamo il vostro supporto, affinché:

  • venga garantita in modo chiaro l’estensione delle tutele contenute nella legge quadro 170/2010 anche agli adulti con DSA, come già previsto dal Ddl. n. 712/2018;
  • dopo dieci anni i nostri diritti vengano considerati tali;
  • gli studenti di oggi non debbano ritrovarsi nella nostra stessa situazione quando domani parteciperanno ad un concorso pubblico nazionale!