PETIZIONE CHIUSA

Dimissioni di Fabio Tuiach, che ha detto:“Il femminicidio è una invenzione della sinistra”

Questa petizione aveva 147 sostenitori


Il femminicidio è un’invenzione. Questa la bestemmia del “consigliere” triestino Fabio Tuiach

Siamo arrivati alla follia. Alla follia che veste e riveste un consigliere comunale di Trieste. Un uomo che prima di parlare di donne dovrebbe sciacquarsi la bocca, dopo averla disinfettata dai pregiudizi, dal maschilismo, dalla xenofobia e dal razzismo. Il consigliere comunale-pugile della Lega nord Fabio Tuiach, ha eliminato la storia delle donne, del nostro massacro giornaliero, la mannaia che ogni giorno si abbatte sulle nostre vite dicendo: “Il femminicidio è una invenzione della sinistra”. Il femminicidio è un’invenzione, è solo l’ennesima bestemmia rivoltante che noi donne dobbiamo subire, ma non accettare. Davanti a queste parole, tutte noi, non dovremmo solo commentare, ma agire. Denunciamo quest’uomo per violenza psicologica, facciamolo destituire dal suo ruolo pubblico, creiamo una campagna perché la sua voce non possa più farci del male. E’ da queste piccole e grandi cose che uomini malati di mente, uomini fragili, uomini che odiano le donne, trovano la forza e la giustificazione per ammazzarci, stuprarci. È da queste parole di uomini senza cultura che uomini armati di coltello trovano la forza di affondarlo in noi. È da questi piccoli uomini che altri piccoli uomini mettono la nostra testa sotto la sabbia per poterci stuprare meglio, per tapparci la bocca non con motivazioni, ma con i loro membri gonfi di violenza e rabbia. Piccoli uomini che ci stanno rubando le nostre vite, coprendole con i loro soprusi, con le loro aggressioni e con il loro sorriso assassino. Io insegnante della scuola della Costituzione, non farò passare queste affermazioni blasfeme ai miei studenti. Mai consegnerò ai miei studenti messaggi inaccettabili nei loro confronti. Mai. E sarò proprio io a creare una petizione perché la sua voce sia rinchiusa nel settimo cerchio dell’Inferno di Dante Alighieri. Lui, il consigliere comunale Fabio Tuiach pagato con i soldi dei cittadini, ha dato ai suoi tre figli nomi importanti come: Rebecca, Raul e Jesus. Forse Jesus se lo poteva risparmiare alla luce delle sue parole. Lui, che a gennaio del 2016 dal suo profilo Facebook clicca “mi piace” ad un fotomontaggio di stampo filo-nazista creato da un suo contatto, raffigurante l’ingresso del centro sociale occupato di Trieste “Casa delle Culture” (sito nel quartiere di Ponziana) sovrastato dal motto nazista Arbeit Macht Frei, Lui, Fabio Tuiach che pubblica un libro dal titolo che ci chiarisce cosa ha capito della vita: ”Nella vita come sul ring”. La vita non è un ring, Sig Tuiach, e soprattutto noi donne non siamo persone da abbattere o da pestare a sangue. Noi non portiamo né copricapo e neppure paradenti, noi vogliamo viverla la vita. Non combatterla. Le persone come lei dallo sport evidentemente non hanno capito nulla e, soprattutto non hanno capito che la vita non è una campagna elettorale. Combatterò contro le sue menzogne, contro la sua ideologia, contro le sue bugie. Il femminicidio è un’invenzione. Questa la bestemmia del “consigliere” veneto Fabio Tuiach

 

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, oltre cento donne in Italia, ogni anno, vengono uccise da uomini, quasi sempre quelli che sostengono di amarle. È una vera e propria strage. Ai femminicidi si aggiungono violenze quotidiane che sfuggono ai dati ma che, se non fermate in tempo, rischiano di fare altre vittime: sono infatti migliaia le donne molestate, perseguitate, aggredite, picchiate, sfregiate. Quasi 7 milioni, secondo quelle che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso. Ed è per questo che io non farò mai passare le sue menzogne fanatiche, ignoranti, incolte e delirante ai miei ragazzi. Ma prima di spiegare loro tutto, ciò leggerò questa poesia di Alda Merini

A tutte le donne

Sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

E sicuramente, capiranno ancor prima delle mie parole.

 



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