Ripristino esame patente in lingua straniera

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Dal 2011 i nuovi questionari per il conseguimento della patente di guida A e B sono tradotti solamente in tedesco e francese, per venire incontro alle esigenze linguistiche delle comunità dell'Alto Adige e della Val d'Aosta, mentre non si è provveduto a mantenere l’opzione precedentemente disponibile, che prevedeva questionari disponibili nelle 7 lingue adottate dall'ufficialità idiomatica dell'ONU: inglese, tedesco, russo, francese, cinese, spagnolo e arabo. Questa possibilità dava maggiore opportunità e uguaglianza sostanziale agli immigrati per accedere alla patente di guida, considerando che molti di loro non dispongono di un'ottima conoscenza della lingua italiana.

Miglia di cittadini stranieri in tutta Italia (moltissimi sono coniugi di cittadini Italiani!) hanno infatti già conseguito la patente nel proprio Paese e hanno guidato per anni: in Italia però la normativa prevede che le patenti straniere non convertibili (come, ad esempio, quelle emesse da Canada, Stati Uniti, Australia o Nuova Zelanda) siano valide per la guida in Italia per un anno: il termine di un anno parte da quando lo straniero ha preso residenza anagrafica in Italia. Entro un anno occorre conseguire la patente italiana in quanto quella di alcune nazionalità non ha più valore per guidare in Italia. Si noti che in quel primo anno lo straniero già patentato al paese di origine potrà guidare automobili senza alcun limite di potenza. Poi, da un giorno all'altro, si rimane a piedi. Purtroppo anche dopo anni può risultare molto difficile imparare l'italiano al livello richiesto per la corretta comprensione dei questionari ora previsti per il conseguimento della patente di guida, dato che essi utilizzano una terminologia tecnica e specialistica che va ben oltre il livello di conoscenza basilare della lingua italiana.

Diverse richieste pervenute al Ministero dei Trasporti, volte a ripristinare la possibilità di sostenere gli esami della patente A e B in una delle 7 lingue previste dall'ufficialità idiomatica dell'ONU, così da fornire nuovamente a molti stranieri l’opportunità concreta di ottenere la patente di guida, sono rimaste fino ad ora inascoltate. Questo nonostante i principi dell'articolo 5 della direttiva europea numero 2000/43 in materia di contrasto alle discriminazioni etnico-razziali, prevedano che : "Allo scopo di assicurare l'effettiva e completa parità", uno Stato deve adottare "misure specifiche dirette a evitare o compensare svantaggi connessi con una determinata razza o origine etnica".

Gli uffici competenti tendono a farne una questione di costi: tradurre i nuovi test computerizzati rappresenterebbe una spesa eccessiva. In realtà si tratta di una scusa che non regge: infatti baserebbe introdurre una sovrattassa sull'opzione di esame teorico in lingua straniera e i costi sostenuti delle finanze pubbliche per i lavori di traduzione, verrebbero velocemente recuperati. Invece questo gravissimo problema continua ad essere ignorato.

Si pensi alle difficoltà che oggi, per questa ragione, molti residenti stranieri devono affrontare anche solo per potare i figli a scuola, all'asilo o dal medico! Tale situazione contrasta palesemente con l'esigenza di agevolare l'integrazione dei residenti stranieri regolari nel tessuto economico e sociale del nostro Paese e richiede un intervento urgente atteso ormai da troppo tempo.