Più spiagge libere per tutti

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L'Italia ha un patrimonio marittimo e costiero ampissimo e splendido. Nonostante ciò, alcune aree del paese sono tanto massicciamente interessate da concessioni demaniali su spiagge e arenili da rendere di fatto un privilegio a pagamento quello di andare al mare. A partire dall'apertura della stagione balneare, le spiagge sono accessibili solo a pagamento. E non si parla di cifre minime ma, talvolta, di una vera e propria voce di spesa destinata a pesare in maniera significativa sul bilancio di una famiglia. Tutto ciò senza che, peraltro, i canoni che i balneari pagano per le concessioni allo stato rappresentino un introito importante da impiegare in altri servizi statali. Basti pensare che sul litorale versiliese un centinaio di bagni pagano meno di 10mila Euro di canone di concessione (https://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2017/03/16/news/cento-bagni-pagano-meno-di-diecimila-euro-1.15042328 Il guadagno che ne ricava il concessionario, in compenso, è spesso molto elevato. Chi abbia dovuto adeguarsi alla modalità di fruizione del mare a pagamento, poi, sa bene che non basta pagare per usufruire del mare nello stesso modo del vicino. Chi ha l'ombrello stagionale ha un posto migliore. Chi si tramanda il posto all'ombrellone di generazione in generazione sarà di fatto il solo a godere della vista e della brezza del mare. Anche quando non andrà al mare, potrà pagare perché il suo ombrello sia libero e interdetto a chi potrebbe utilizzarlo. Questi sono tutti meccanismi noti. Questa petizione, però, non intende essere una lotta di classe nei confronti dei gestori o di chi scelga consapevolmente la soluzione a pagamento bensì una richiesta di restituzione alla collettività di un bene comune come la spiaggia e l'accesso al mare. La possibilità di usufruire di spiagge attrezzate e a pagamento dovrebbe essere un'opzione e non, come di fatto è oggi, una scelta obbligata. Per ottenere questo biettivo, le spiagge libere dovrebbero essere in netta maggioranza rispetto a quelle a pagamento. Vogliamo che la spiaggia torni ad essere un bene pubblico e la riduzione delle concessioni ad un massimo del 20% delle spiagge disponibili.