L'AMORE vincerà i SEQUESTRI DI STATO!

L'AMORE vincerà i SEQUESTRI DI STATO!

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.
Più firme aiuteranno questa petizione ad essere inclusa tra le petizioni raccomandate. Aiuta a portare questa petizione a 1.000 firme!
LIVIA Enrica POLI ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a ministero della giustizia e a

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2717026225199132&id=100006753425688

4 Gennaio 2020

Chi non conosce la straziante storia di Ginevra Pantasilea Amerighi ? Dieci anni sono passati dal giorno in cui Le è stata sottratta la figlia di pochi mesi.

È giunto il momento che finalmente Giustizia le sia resa. Supportiamola con questa petizione. Sia il 2020 l'anno di riscatto di una Giustizia con la G maiuscola. 

A lei la parola. Possa scuotere le coscienze...

 

"Carissimo amore mio,
non c’è giorno che passi senza il pensiero triste di te che sei infelice, che ti manca la mamma, che basterebbe così poco per farci felici.
E invece niente. Tuo padre ordina, i giudici obbediscono. Tuo padre chiede loro di continuare a tenerci lontane e loro obbediscono. Del resto tutti dobbiamo obbedire a lui, anche tu devi fare tutto ciò che ti ordina lui, compreso sopportare al posto mio una donna insulsa, tutta borse, smalti e scarpette, che non è tua madre ed è lontanissima dall’indole di tua madre, che ha offeso e diffamato tua madre e che ha preso il posto di tua madre quando ancora tu bevevi il latte.
Vedi, tuo padre ordina una perizia falsa, poi ordina che mi venga tolta la potestà, e ha sempre ordinato che mi venisse tolto anche il lavoro. Ma quello ancora non sono riusciti a farlo. C’è un modo per riuscirci, ma finora non gli è andata bene.
Quando vennero a rapirti, in tanti erano Arianna, c’erano anche le autombulanze. Lui sapeva che avrei opposto resistenza e che ti avrei difesa in tutti i modi dal prelievo forzato.
C’era tanta polizia, tanta confusione, tanta tensione. Ad un certo punto, quando ho visto avvicinarsi i medici vestiti di arancione con le valigette in mano verso noi, ho capito subito cosa avevano intenzione di fare e ho dovuto mollare la presa. Ti avrebbero strappata dalle mie braccia lo stesso e avrebbero preso anche me. Mi avrebbero rinchiusa in un ospedale psichiatrico e fatta sparire sedandomi e annullandomi completamente. Mi avrebbero fatto il TSO e si sa che i dipendenti statali una volta che gli vien fatto il TSO perdono automaticamente il lavoro. Così avrebbero risolto il problema di dover giustificare l’aver tolto una bambina di 18 mesi ad una madre innocente e maestra e di averla recapitata direttamente a domicilio ad un uomo violento.
Se avessi permesso loro di sequestrarmi e fare di me tutto quello di cui avevano intenzione non avrei mai potuto combattere e urlare la verità per riportarti tra le mie braccia.
Da allora gli è rimasta questa piccola cosina da risolvere e da allora cercano di eliminarmi.
Per questo continuano a scrivere nei decreti, con tutto il tempo che ogni volta gli ci vuole per scrivere due stupide righe, che mi devono curare… (l’ultimo decreto è stato partorito da loro dopo un anno e 4 mesi dalla mia richiesta di vederti).
Io al dipartimento di salute mentale ci sono andata, ho rischiato pur di rivederti, subito dopo che ti avevano portata via. Sempre scortata da testimoni. Ho fatto colloqui con una psicologa, mi sono fatta rilasciare le presenze. La psicologa ha inviato la sua relazione che non diceva nulla contro di me, anzi chiedeva che mi facessero riavvicinare a te perché stavo malissimo e sicuramente anche tu stavi malissimo. Questa relazione fu trasmessa dalla stessa in tribunale. Anche io depositai i tagliandi delle presenze, ma in Corte d’appello non arrivarono mai.
Il giudice della commissione era il presidente stesso della Corte D’Appello sezione minori che ora è presidente del tribunale dei minori…si scambiano le poltrone e si passano la palla ed io sempre sotto a cercare di prenderla. E’ il loro modo di giocare, a loro piace giocare…il giudice che mi tolse, dopo un anno, la potestà indossava una cravatta con i disegni di Topolino e Paperino…
Schierati davanti a me, su un tavolone lungo e più alto di quel tavolino al quale ero seduta io, piccola e insignificante, mi chiesero se avessi intrapreso il percorso psicoterapeutico (per aver denunciato la violenza di tuo padre…) risposi di sì e tutti sorrisero, come si sorride ai pazzi, mi guardavano e si guardavano tra loro con sguardi di intesa anche con tuo padre e il suo avvocato dai i capelli sempre unti e le giacche rosse. Provavano pena per la poverina che avevano lì davanti, che immaginava forse di esserci andata? Perché a loro, lì, del mio percorso al DSM non era arrivato nulla?…
-Ma come signora, lei non è mai andata al dipartimento, non ha fatto nessun colloquio… lei è sicura di voler affermare che lo ha intrapreso? Mettiamo a verbale?
Noi non abbiamo niente…forse ricorda male, non ci è andata.
Alla fine confermarono che ero ancora da curare e che non ti avrei dovuta rivedere:
‘questo tribunale vieta ogni contatto della madre con la figlia’.
Chiamai la psicologa per chiederle perché non avesse spedito la relazione. Lei cascò dalle nuvole e rispose agitata che l’aveva trasmessa sia per mail che per fax ai servizi sociali. Qualcuno fece sparire tutto e da allora i tratti istrionici che mi attribuiva la psichiatra (che afferma che nelle perizie scrive quello che le chiede il cliente, non quello che è vero…) nella sua perizia falsa, si sono trasformati in disturbo narcisistico sulle carte.
Io invece nella vita reale ero sempre più lucida e razionale e andavo subito dopo l’appello a riprendere con la telecamera a Viterbo l’avvocato di tuo padre seduto al tavolo con la psichiatra e con quella che aveva fatto i test (anche parte dei test non sono stati inseriti nella perizia).
Tu vivi in mezzo a persone senza valori, anzi il cui valore è quello del potere e della prevaricazione. Vivono abusando del prossimo e col denaro pesano i sentimenti, pensano e si agghindano di stronzate e fanno gli abbinamenti coi vestiti, le borsette e gli smalti senza neanche fare un solo abbinamento con le parti sane del cervello che forse gli rimangono.
Se per una donna rifarsi una vita significa trovarsi un altro uomo e sfornare altri figli beh io questo non l’ho fatto, non sono riuscita a farlo perché se ho messo te in questo mondo, ho messo la mia vita a tua disposizione e non ho altro amore più grande e importante che te e non sarebbe mai potuto essere sostituito o distratto da un altro uomo o da un altro bambino.
Tuo padre non solo ti ha tolto la mamma e ti ha messo un’altra donna in casa, tuo padre con quella donna ha fatto un figlio per farti soffrire meglio e costringerti a vivere da vicino, a provare quotidianamente la mancanza della mamma, ad assistere ogni giorno, guardando il tuo fratellastro, al teatrino della famigliola felice, fatta di un papà e di una mamma, facendoti sentire estranea, intrusa e costringendoti al continuo confronto, mettendo a nudo e in risalto la tua profonda e sempre sanguinante mutilazione.
La verità è che tuo padre ha chiesto al tribunale di separarci e che tu andassi a vivere con lui e che mi curassero dalla mia ribellione e intolleranza verso la violenza e la delinquenza.
La verità è che non ha mai chiesto di farci riavvicinare e che continua a ordinare il contrario. La verità è che ti ha fatto tanto male e che non ha finito di distruggermi.
Tu mi troverai ed io continuerò sempre più ribelle a osteggiare questo sistema.
I giudici sono fuori legge: non si può portare via una bambina ad una madre che non ha fatto niente e che ha denunciato atti di violenza. Non si può sequestrare una bambina mandando un blitz di 30 persone tra polizia medici e assistenti sociali senza che il mandato di cattura, di un angioletto di 18 mesi, venga prima fatto vedere, approvare e firmare al PM. C’è una legge che dice che i bambini abbiano diritto ad avere rapporti costanti e continuativi nel tempo con i genitori. Quali sono i motivi per cui si toglie la potestà a un genitore? Neanche agli assassini viene tolta la potestà, solo sospesa… a me l’hanno tolta definitivamente dopo che ho denunciato tutto questo schifo.
La verità è che non c’è legge finchè non ci sarà nessuno a controllare che venga rispettata.
E’ pazza, è pazza, è pazza…. Siamo tutte pazze o isteriche, ma combattiamo fino alla morte quando si tratta dei nostri figli e non ho paura e di certo non mi faccio rinchiudere e annullare e sparire in un manicomio come è stato fatto a tutte le donne che sono state bruciate vive, torturate, violentate, rinchiuse, solo perché gridavano la verità in nome della giustizia.
Tra l’altro il disturbo istrionico non esiste, come non esiste la PAS e neanche si possono prevedere comportamenti imprevedibili… Non gli rimane che farmi un ‘TSO libera tutti’.
Sei una cosa, una cosa SUA!
Tuo padre forse non ha capito che sei femmina, sei donna…certo ci sono donne e donne e tu non hai avuto finora un bell’esempio di donne attorno a te, ma sei figlia mia e l’avrai di sicuro nel DNA il senso del bene e del male.
Mi dispiace che sia andata così, non ci possiamo fare niente entrambe, ma siamo sempre noi. Io e te ci ritroveremo e riconosceremo nel sorriso che sappiamo mantenere e riflettere generosamente sempre, anche verso chi ci ha fatto del male.
Ti amo, ti amo in un modo che non ci sono parole per dirtelo.

Lipari, 14-4-2019

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.
Più firme aiuteranno questa petizione ad essere inclusa tra le petizioni raccomandate. Aiuta a portare questa petizione a 1.000 firme!