"Aiutami a uscire da qui".

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"Aiutami a uscire da qui", ha scritto Yaska - pochi giorni fa - alla responsabile di una associazione che lotta per salvaguardare i diritti umani - principalmente nel campo della psichiatria -. Si tratta di una giovane artista (28 anni) amante della musica (pianoforte e violino, per molti anni frequentatrice del conservatorio Cherubini di Firenze nonché vincitrice di un premio nazionale) e danza classica fin da bambina, interessata anche alla filosofia e moda, grande lettrice, ma da 4 anni tenuta in una comunità psichiatrica -contro la sua volontà- a Firenze, sotto una pesantissima terapia -dimostrata ampiamente dannosa per lei, cosa confermata dai suoi stessi medici curanti in diverse occasioni- la quale le impedisce qualunque attività cognitiva, lo ha confermato anche il suo insegnante di violino che nel giro di due mesi ha notato un gravissimo peggioramento delle sue condizioni, come tutto il resto di persone che la conosce, chiaramente non dovuto alla sua "malattia". Senza ombra di dubbio,  nel caso di Yaska, LA SUA CURA È LA SUA MALATTIA.

È totalmente cambiata e diversa dalla somministrazione del secondo depot (28-05-19), assente e apatica, vive in uno stato di "vigilanza" assoluto, priva di ogni diritto decisionale, semplicemente perché un giudice tutelare, a richiesta dei suoi medici curanti - gli stessi che per "quel incontro"  lasciano Yaska in ASTINENZA di un depot d'Abilify - , LE HA INTERDETTA, CIOÈ, LE PORTE DEL MANICOMIO SI SONO RIAPERTE !  (E finché in Italia esisterà la interdizione, l'ergastolo a vita continuerà ad essere una condanna "legale" per chi, senza aver commesso alcun reato, viene costretto/a a vivere in prigionia, la quale sarà  giustificata da un "PERCORSO TERAPEUTICO" SENZA FINE..)

Yaska vuole tornare in famiglia, vuole tornare a Vivere! Vi chiedo di liberarla immediatamente, facendo rispettare le diverse leggi che, in questo modo, vengono infrante, e per poter mettere la parola FINE A QUESTA AGONIA.