Università: appello perché le lezioni siano registrate e rese disponibili!

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Con la pandemia da COVID-19 le lezioni in streaming sono entrate a far parte della quotidianità degli studenti. Molti però sono impossibilitati a seguirle in diretta, per motivi personali (più componenti della famiglia che devono dividere gli stessi device, connessioni instabili, quarantene con figli a casa da scuola…) e/o lavorativi (smart working, orari lavorativi o di tirocinio che spesso coincidono con quelli delle lezioni,…). Il focus non è il non desiderio di partecipare alle lezioni in diretta o in presenza (che sicuramente hanno qualcosa in più a livello umano, di incontro, relazione, interazione, riflessione, possibilità di dialogo e chiarimenti e di creazione di un contesto di crescita unico e irripetibile), ma il tempo ed i mezzi a disposizione con cui imprescindibilmente bisogna fare i conti. Si rende dunque necessario poter avere accesso alle lezioni registrate (anche solo audio, se si trattasse di un problema di privacy). 

Alcuni professori (ma non tutti) già lo fanno (attraverso apposite piattaforme), perché è fondamentale ricordare che il fine ultimo delle lezioni e permettere agli studenti l’accesso ad una formazione il più organica possibile

Da questo punto di vista l’attuale emergenza sanitaria può diventare il motore per una ristrutturazione delle modalità di fruizione delle lezioni accademiche: in questo sta la grande forza della resilienza: saper trovare lati positivi che traghettino verso un futuro migliore (tenendo inoltre conto delle evidenze: il mondo va verso una sempre maggiore digitalizzazione. Non si può ignorarlo)! 

Ci sono persone che anche prima della pandemia erano impossibilitate a seguire le lezioni in presenza (per lavoro, perché economicamente non è sostenibile trasferirsi per studiare in un’altra città, perché ospedalizzate,...) e ci saranno anche dopo. Sono persone che, come chi ha la possibilità di frequentare, si mettono in gioco continuamente ed investono sulla loro formazione per migliorare il futuro proprio e della collettività. Cercano di essere il più flessibili possibile, cercando di incastrare impegni lavorativi, familiari e personali, perché proprio mantenere la mente elastica e aperta è il futuro. Inoltre, un cambiamento in questa direzione sosterrebbe anche la parità di genere: ancora troppo spesso le donne sono implicitamente costrette a scegliere tra lavoro/studio/formazione e famiglia.

Ma perché questo sforzo personale sia funzionale occorre flessibilità anche da parte delle istituzioni: ristrutturare le modalità di fruizione delle lezioni universitarie, permettendo l’accesso a chiunque sia iscritto, indipendentemente dalla possibilità di essere fisicamente presenti in aula o davanti al computer in tempo reale, con provate motivazioni, restituisce l’immagine di un sistema di istruzione all’avanguardia, corretto e realmente equo (anche chi non può seguire lezioni è tenuto a versare le stesse tasse universitarie di chi ha la possibilità di frequentare) ed è sintomo di un intento che dovrebbe guidare ogni azione educativo-formativa: fare in modo che gli studenti apprendano i contenuti che permettano loro di rendere il mondo un posto migliore per tutti, facendo ognuno sempre meglio la sua parte. La formazione e il Long Life Learning sono un diritto/dovere, che permette di migliorare la società nel suo insieme. 

Perché renderlo più difficoltoso e troppe volte inconciliabile con la vita personale degli individui, quando con una semplice registrazione, che non costa nulla, si potrebbe aprire questa possibilità a molte più persone? Perché penalizzarle, se queste non hanno altre possibilità? Rendiamo l’Università realmente accessibile e fruibile a chi voglia migliorarsi e migliorare la vita di tutti! Andiamo verso una formazione ed un futuro realmente sostenibili!