Vittoria

Il ministero censuri l'operato del preside Mastrorocco e riporti il Presepe a scuola

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il Presepe torni a scuola (istituto De Amicis nel quartiere Celadina di Bergamo)

La scuola deve dare esempio di tolleranza e istruire i giovani, partendo dalle radici di un popolo per allargarne gli orizzonti, senza però dimenticare chi siamo e da dove veniamo.

Non la pensa così un preside bergamasco politicizzato evidentemente.

“La scuola pubblica è di tutto” - “La scuola pubblica – ha dichiarato Mastrorocco al Corriere di Bergamo – è di tutti e non va creata alcuna occasione di discriminazione. In classe ognuno può portare contributo, ma accendere un focus cerimoniale e rituale può risultare soverchiante per qualcuno, che potrebbe subire ciò che non gli appartiene. Non sono l’anticristo, ma questo è l’orientamento che ho dato all’istituto da otto anni, quando sono arrivato qui. E’ stato un modo per rispettare tutti”. Non mancano le proteste dei genitori, che parlano di divieto assurdo: “E’ giusto far crescere i figli secondo il nostro credo, poi da grandi saranno liberi se seguirlo oppure no”.

Cosa rappresenta il presepe : Il presepe  moderno indica una ricostruzione tradizionale della natività di Gesù Cristo durante il periodo natalizio: si riproducono quindi tutti i personaggi e i posti della tradizione, dalla grottaalle stelle, dai Re Magi ai pastori, dal bue e l’asinello agli agnelli, e così via. La rappresentazione può essere siavivente che iconografica. (wikipedia)

E’ una nostra tradizione che non vediamo perchè non debba essere accettata, magari non condivisa da tutti per questioni religiose, ma non dobbiamo autoescludere le nostre credenze per fare posto alle altre..

Nessuno esclude altri però non mi sembra giusto che ci dobbiamo autocastrare , ognuno è libero di professare e credere in ciò in cui crede però è evidente che se in Italia ci sono certi valori e tradizioni, bisogna rispettarle come d’altra parte avviene in ogni parte del mondo, ognuno porta avanti i propri valori con  rispetto per quelli altrui è chiaro per tutti, tranne che per il preside, che col suo modo di fare comunque discrimina i ragazzi italiani e/o oppure quelli che vogliono integrarsi nella nostra  e con la nostra cultura.

In qualsiasi caso il preside non è un libero professionista è un dipendente e prima di prendere certe iniziative poteva e doveva consultarsi con i suoi superiori, la scuola non è un negozio privato nelle mani di chiunque.

Giuseppe Criseo

Segretario Generale

Sindacato Europeo dei Lavoratori



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