PETIZIONE CHIUSA

Basta premi e punizioni a scuola materna

Questa petizione aveva 148 sostenitori


Una società sana, composta da uomini e donne in grado di affrontare problemi e frustrazioni in modo equilibrato, deriva dalla crescita serena dei propri figli e dalla cura che i bambini ricevono durante la prima infanzia.
Un problema finora poco affrontato è l'uso di ricompense e punizioni applicato nella maggior parte delle scuole materne italiane.
Premiare i bambini è una forma di manipolazione, perché questa genere di gratificazione viene utilizzata con lo scopo di portare i bambini a fare quello che vuole l'adulto. Lo stesso vale per le punizioni, anch'esse forma di manipolazione.
Utilizzare premi, perciò, porta il destinatario ad essere felice con se stesso solo quando riceve l'approvazione di altre persone.
L'evitare i premi non significa lasciare i bambini a briglia sciolta.
Come spiegato da Maria Montessori:
"Una delle cose che, in ogni modo, l’insegnante non deve fare, è di interferire per lodare, per punire o correggere errori.
I premi e le punizioni, in quanto estranei al travaglio spontaneo dello sviluppo del bambino, sopprimono e offendono la spontaneità dello spirito. Non possono perciò aver luogo nelle scuole, come le nostre, dove si vuol rendere possibile e difendere la spontaneità. I bambini lasciati liberi, sono assolutamente indifferenti a premi e castighi.

Solo l’esperienza e l’esercizio correggono gli errori, e l’acquisto delle diverse capacità richiede lungo esercizio. Se un bimbo manca di disciplina, diventa disciplinato lavorando in società con altri bimbi, e non con il sentirsi dire che è indisciplinato. Se dite a uno scolaro che non sa fare una cosa, vi potrà facilmente rispondere: “Perchè me lo dici, lo so già!”. Questa non è correzione ma presentazione dei fatti. Correzione e perfezionamento vengono soltanto quando il bimbo può esercitarsi a volontà per lungo tempo. Possono anche esser commessi errori e il bambino può non accorgersi di farli: ma anche l’insegnante può sbagliare senza sapere di commettere errori. Sfortunatamente, l’insegnante di solito parte dal concetto di non sbagliare mai e di essere un esempio, così, se cade in errore, non lo dirà certo al bambino: la sua dignità è basata sull’avere sempre ragione. L’insegnante deve essere infallibile. E questo non è colpa delle insegnanti che vengono forzati dalle circostanze al comportamento descritto, ma dall’educazione scolastica che poggia sopra una base falsa.
"Punire non ha nulla a che fare con l’educazione. Le punizioni sono elementi estranei ai processi educativi, non hanno nessuna chance di favorire davvero la cresciuta dei nostri figli. Meglio puntare sulla buona educazione, sulle mosse giuste e sull’organizzarsi bene», spiega Daniele Novara, tra i più autorevoli pedagogisti italiani.

Se puniti, i bambini non sono valorizzati in autonomia e responsabilità, ma semplicemente colpevolizzati nei loro difetti e mancanze, cioè nella loro naturale e inevitabile immaturità.

Allo stesso modo sono da evitare i premi, con i quali il bambino agisce bene solo se c’è qualcosa da ottenere, dando così molta più importanza al fine piuttosto che al perché si debba agire in quel modo. Il rischio è che finisca per chiedere premi per fare qualsiasi cosa.

Si chiede pertanto una revisione del metodo educativo degli scuole materne italiane, in modo che l'uso di ricompensa e punizione sia eliminato.



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