Basta con lo stage o l’apprendistato, nuovi contratti per un nuovo futuro

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Mi chiamo Leonardo e ho 26 anni, da tutta una vita sento dire che i giovani non fanno nulla per migliorare questo paese, che sono fannulloni e che amano vivere con i genitori. È impossibile costruire un futuro, avere sogni o certezze, però, con i contratti che lo stato permette di applicare alle aziende. Stage di sei mesi a poche centinaia di euro, apprendistati di quattro o cinque anni con nessun certezza sull’assunzione. La possibilità di essere sfruttati e poi buttati via.

Sono un tecnico del restauro, cui è stato proposto uno stage dopo l’altro, senza rimborso spese o sicurezze sul futuro. E poi l’apprendistato di quattro anni e mezzo, sempre con la solita modalità, arrivando a trent’anni senza un contratto di lavoro, girovagando da uno stage all’altro, con l’impossibilità di costruirsi un futuro.

E così moltissime persone sono costrette ad accettare questi contratti di schiavitù legalizzata, perché il manico del coltello lo tengono ben stretto le aziende e il potere di poter pagare uno stipendio, irrisorio e minimo. Non c’è meritocrazia, non c’è riconoscenza, non c’è più dignità nel lavorare per mesi senza un compenso che possa farti vivere e che possa permetterti di costruire un futuro.