Salva il Castello di Sammezzano!

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Giovanna M. Carli
Giovanna M. Carli ha firmato questa petizione

Vorrei Salvare il Castello di SAMMEZZANO perché ritengo sia un bene importantissimo da tutelare e da valorizzare, fonte di ricchezza per l'intera regione Toscana, una ricchezza sia culturale che lavorativa.

La sua bellezza, infatti, è polo di attrazione non solo turistica ma anche cinematografica. Negli anni il Castello è stato set di numerosi film tra cui "Il racconto dei racconti" di Garrone.

Si tratta di un esempio unico nel suo genere, capace di fondere lo stile orientalista ed eclettico nei suoi tredici edifici, circondato da un bellissimo parco di 65 ettari con circa 800 sequoie giganti. 

Ti unisci allora a me per salvare il CASTELLO DI SAMMEZZANO? Insieme possiamo farcela e restituirlo nella sua bellezza a quanti vogliano ammirarlo.

Ora, infatti, è CHIUSO!

Se vuoi approfondire la storia, leggi qua (fonte: wikipedia)

L'edificio principale è una costruzione eclettica con prevalenza di stile orientalista, effetto della ristrutturazione ottocentesca di una grande fattoria edificata nel 1605 per volere della famiglia Ximenes D'Aragona. La storia del luogo è però più antica e viene fatta risalire all'epoca romana. Lo storico Robert Davidsohn, nella sua Storia di Firenze, afferma che nel 780 potrebbe esserci passato Carlo Magno di ritorno da Roma, dove aveva fatto battezzare il figlio dal Papa.

La tenuta di cui fa parte il castello appartenne nei secoli a diverse importanti famiglie: gli Altoviti, poi, per volere del duca Cosimo, a Giovanni Jacopo de' Medici, che infine la vendette a Sebastiano Ximenes. Tali beni restarono alla famiglia Ximenes d'Aragona fino all'ultimo erede, Ferdinando, che morì nel 1816.

In un cabreo redatto dall'ingegnere Giuseppe Faldi nel 1818 il castello appare come una struttura di consistente volumetria, con bastione e scalinata d'entrata, nella parte opposta a quella delle attuali scale di accesso e di cui oggi non c'è più traccia. Poi, in seguito ad un lungo processo relativo al testamento di Ferdinando Ximenes, i beni, il nome, lo stemma ed i titoli della famiglia Ximenes d'Aragona, nonché la vasta tenuta di Sammezzano passarono al primogenito di Vittoria, sorella di Ferdinando, e moglie di Niccolò Panciatichi.

La riprogettazione dell'Ottocento
Successivamente passò in eredità a Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona che lo riprogettò tra il 1853 e il 1889. In circa quaranta anni il marchese progettò, finanziò e fece realizzare il parco e il castello di Sammezzano, il più importante esempio di architettura orientalista in Italia. Tutti i mattoni, gli stucchi, le piastrelle furono realizzati in loco da mano d'opera locale adeguatamente istruita.

Sull'onda della corrente culturale definita “Orientalismo” che si diffuse in tutta Europa dall'inizio dell'Ottocento e che vide in Firenze uno dei principali centri, Ferdinando iniziò a modificare la struttura esistente e realizzare nuove sale: la Sala d'ingresso nel 1853, nel 1862 il Corridoio delle Stalattiti, la Sala da Ballo nel 1867 fino alla Torre centrale che riporta scolpita la data del 1889.

Nel corso del 1878 ospitò anche il re d'Italia Umberto I.

Nel dopoguerra
Nel dopoguerra è stato adibito a hotel di lusso e set di numerose produzioni cinematografiche.

XXI secolo
Nonostante la vendita all'asta del 1999 e alcuni urgenti lavori di restauro, è in stato di abbandono[1]. Nell'ottobre 2015 il castello è stato nuovamente messo all'asta a causa dei problemi di liquidità della società italo-inglese che lo acquistò nel 1999[2]; questa, con base di 20 milioni di euro, è andata deserta[3].

Contestualmente alla prima messa all'asta, tutta la tenuta di Sammezzano è divenuta oggetto di una campagna di sensibilizzazione nazionale che ha ottenuto:

la redazione 10 mozioni parlamentari rivolte ai Ministeri dei Beni Culturali, dell'Ambiente e dell'Economia;
l'approvazione, il 10 maggio 2016, di una mozione regionale, che impegna la Giunta Regionale Toscana "ad intraprendere ogni iniziativa utile, anche di concerto con gli enti locali interessati, affinché il Castello di Sammezzano e il Parco secolare, indipendentemente dalla natura della loro proprietà e data la loro unicità storico-culturale, possano mantenere la necessaria accessibilità e fruibilità pubblica e affinché metta in atto interventi ed azioni di sensibilizzazione finalizzate a valorizzare e a far conoscere il complesso di Sammezzano [...]";
l'iscrizione di Sammezzano presso la Lista Rossa dei Beni Culturali in pericolo promossa da Italia Nostra;
l'ottenimento del primo posto nel censimento promosso dal Fondo per l'Ambiente Italiano I Luoghi del Cuore 2016 con oltre 50 mila voti;
l'inserimento nella lista dei 7 luoghi culturali più in pericolo d'Europa promossa da Europa Nostra
Nel maggio 2017 viene nuovamente messo all'asta per essere acquistato da una società con sede a Dubai per 14,4 milioni di euro; il mese successivo, la vendita è annullata dal tribunale di Firenze.